Articoli con tag immigrazione

L’esodo biblico dei migranti in tutto il mondo

1“Beati i monocoli nella terra dei ciechi”. Così, forse, commenteranno in futuro i nostri pronipoti quando parleranno degli esodi biblici che caratterizzano il mondo (eh già, non solo l’Italia, ditelo a Salvini) in questo contingente storico.

Il fenomeno è drammatico: milioni di persone si spostano dal suolo natio alla ricerca di una terra promessa che spesso non trovano, perché, se riescono a sopravvivere, vengono respinti o rinchiusi in lager inaccettabili; solo i più fortunati riescono ad arrivare alla meta, accettando i lavori più umili per sopravvivere, accettando il razzismo che circonda chi è diverso. Una vignetta di qualche tempo fa raffigurava una profuga bambina che, a chi le chiedeva “Come mai accettate di fare questo? Non lo sapete che probabilmente incontrerete la morte?”, rispondeva: “Per quel “probabilmente”, lasciando intendere il livello inumano di disperazione che permea il fenomeno.

In Sud Africa, Paese tra i più colpiti dalle migrazioni, vi sono quasi 2.5 milioni di profughi, e cioè il 4,5% dell’intera popolazione (come se in Italia ci fossero 2.5 milioni di profughi invece dei 900,000 accertati) e scontri violentissimi si sono verificati a più riprese. Negli USA il fenomeno è talmente (e storicamente) evidente da indurre qualche idiota (ndr – Donal Trump) a ipotizzare un muro che isoli il Paese dal Messico e dagli altri Paesi del Centro America, mentre in Iran la popolazione dei rifugiati dall’Afghanistan supera abbondantemente il milione e mezzo di persone.

In termini di popolazione netta di migranti (calcolata dalla World Bank sul numero totale, meno gli emigranti e meno la popolazione anagraficamente accertata) numeri cambiano e il Sud Africa vede un decremento di centomila persone (pensate a quanti se ne vanno…),  gli USA superano i 5 milioni di persone, il Canada raggiunge il milione, mentre dalla Cina se ne vanno oltre un milione e mezzo di persone in più di quante arrivino. In Europa, la Germania ospita più di 500,000 migranti, la Francia 650,000 e la nostra Italia quasi 900,000.

E’ un fenomeno globale impressionante che non potrà che aggravarsi nei prossimi anni. Come il degrado del pianeta che desta (finalmente) la preoccupazione di tutto il mondo, il fenomeno legato all’esodo biblico delle popolazioni che fuggono dalla povertà più assoluta, dalla guerra e dalle repressioni politiche e religiose è un vero pericolo per la stabilità della nostra società e di quelle future.

Per evitarmi i conati di vomito che mi provocano, evito di parlare del bieco e schifoso razzismo che il fenomeno genera dappertutto, quando le popolazioni più ricche si trovano alla porta l’orda inarrestabile, ma non posso che esprimere il ribrezzo che gente come Trump, i nazisti tedeschi e i nostri miserabili padani mi provocano. Visto che mi trovo a parlare di persone spregevoli,  credo che i criminali che se ne approfittano, come gli “scafisti” debbano essere puniti in maniera esemplare per il genocidio che provocano per profitto (visto che Saddam lo abbiamo giustiziato per questo un pensierino alla pena capitale per questa categoria non lo f nessuno?) così come quelli che lo fanno a fini elettorali dovrebbero essere estromessi da qualsiasi ruolo pubblico.

L’unica maniera per affrontare il problema è intervenire sulle disparità che esistono tra il terzo (e quarto) mondo e gli altri, sviluppando le economie più deboli attraverso interventi prospettici mirati e concertati e combattere l’unica guerra giusta: quella alla fame, che ancora oggi, nel pieno della nostra avanzatissima società tecnologica, uccide ogni giorno oltre 40,000 persone, di cui il 75% bambini al di sotto dei cinque anni d’età. In termini assoluti, si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame e malnutrizione. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l’accesso all’acqua. Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apporterebbero ulteriore aiuto, così come l’istruzione, visto che è comprovato che persone istruite riescono più facilmente ad uscire dal ciclo di povertà che causa la fame. Per questo, ad esempio, la distruzione sistematica dei prodotti alimentari occidentali che Putin ha ordinato come rappresaglia contro l’embargo internazionale causato dalla crisi ucraina è uno schiaffo inaccettabile contro la fame nel mondo.

Fino a che ignoreremo questo, non avremo il diritto di parola quando i nostri nipoti studieranno sui libri di storia quanto sta succedendo.

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chi mi cambia €500?

Questa mattina sono al lavoro: sto facendo una docenza sulla Comunicazione ed il Marketing per il Sole 24 Ore Formazione e vi voglio raccontare un piccolo episodio, che tuttavia mi appare significativo.

Devo cambiare una banconota da €500 e, in una delle pause tra una presentazione ed un esercizio, esco e chiedo ai negozi intorno a Piazza Indipendenza a Roma incontrando chiare difficoltà a volte oggettive e spesso di cattiva volontà nel cambiare la mia banconota. Dopo un breve girovagare, provo ad una banca: “Che Banca!” dice lo slogan, ammiccando alla superiorità dei servizi offerti e mi rivolgo ad un impiegato che si dimostra immediatamente seccato della mia richiesta, abbassando subito lo sguardo sul cellulare che aveva in mano. “Non si può”, bofonchia senza più neanche guardarmi. “Come mai?”, chiedo, “pensavo che in una banca non fosse un problema come magari per un negoziante…”. “Scusi ma lei è un nostro cliente?”. “No”, rispondo io. “E allora… mi dispiace”. L’impiegato si gira e mi molla. “E mai lo diventerò” dico stupito per la scortesia e l’atteggiamento arrogante che avevo ricevuto. Mi giro e me ne vado pensando che invece di “Che Banca!” dovrebbero chiamarsi “Che stronzi!”, ma sono oramai vaccinato alla mancanza non solo di cortesia, ma anche di efficenza e servizio a cui siamo costretti da questo sistema decadente e fallimentare in cui viviamo in Italia.

Uscendo mi cade l’occhio su un piccolo supermercato etnico e, oramai senza alternative entro e chiedo ad un ragazzo asiatico che stava pulendo alcuni scaffali. “Scusi… una cortesia: mi potrebbe cambiare una banconota da €500?”. “Si, penso di si”, mi risponde, smette di fare quello che stava facendo e va alla cassa, ma i soldi che ha non bastano. “Aspetti”, apre un altro cassetto dove sono riposti altri contanti in buste separate e si accinge a contare, separare banconote per raggiungere i miei €500 e alla fine mi consegna svariate banconote di vario taglio con il cambio.

Sorrido: “Lei è molto gentile”, dico. “Grazie, ma non ho fatto niente di speciale… La aspetto quando vuole comprare del buon cibo indiano” mi risponde sorridendo.

Esco sorridendo anche io. In questo Paese dilaniato c’è una speranza di civiltà che ci viene proprio dall’immigrazione, da coloro che sono immuni da questa nostra infame cultura dell’egoismo.

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alla radice del problema…

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la tragicomica vicenda dei migranti e della Romania

Ieri il presidente romeno Traian Basescu ha detto che il suo paese è pronto ad accogliere 200 migranti tunisini, in risposta all’appello alla solidarietà rivolto dall’Italia ai membri dell’Unione europea. Vista l’aria che tira ed i treni da e per la Francia che partono a singhiozzo, bisognerebbe suggerire a Frattini e Maroni di ringraziare la tanto bistrattata Romania e ricordare che ad oggi la ricca Lombardia non ne ospita nessuno e neanche il Veneto (i pochi Sindaci che avevano accettato la richiesta di Maroni di ospitare una quota di migranti sono stati spernacchiati dagli stessi leghisti…). Adesso mi resta da vedere la Tunisia che accoglie 200 rumeni di etnia Rom, che sono scacciati da tutti, e poi ho visto tutto in questa commedia tragica sui migranti africani…

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sparare sui migranti

Caro Castelli,

vista la necessità che ha sentito di confermare le oscene dichiarazioni rese ai media sulla necessità di respingere i migranti per non arrivare a sparargli, visto che sporcano e distruggono, vorrei farle presente che aver (purtroppo) vinto le elezioni non le da diritti di proprietà sulle istituzioni del Paese. Nella sua attuale veste di rappresentante del governo ha il diritto di esprimere le sue opinioni, qualunque esse siano, e di cercare di influenzare le azioni di direzione dell’amministrazione al potere, ma non di dare per scontate le azioni che il Paese adotterà, perchè queste sono soggette al dibattito parlamentare e al vaglio istituzionale. Queste sono le regole democratiche della Repubblica Italiana, quindi si aspetti sorprese rispetto alle sue certezze.

Se un solo rappresentante dell’Italia osasse sparare a dei migranti, la avverto sin d’ora che le sue responsabilità sarebbero gravissime, vista l’odiosa istigazione insite nelle sue dichiarazioni razziste ed incivili. Tralascio ogni ulteriore commento sulla vergogna che pensieri come il suo portano all’immagine del Paese (intendo l’Italia e non la fantasiosa Padania che quando vi fa comodo tirate in ballo come il paese del Signore degli Anelli), ma le vorrei far notare che in altre democrazie, dichiarazioni di pari gravità, rese da esponenti di governo, sarebbero immediatamente portate all’indice come causa di immediato allontanamento da funzioni pubbliche, mentre si vaglierebbe quanto queste possono costituire reato per istigazione a delinquere.

Il peso di questa emergenza, causata dalla crisi dei Paesi a noi confinanti nel Mediterraneo, è chiamata umanitaria anche da altri esponenti governativi del suo stesso partito, come il Ministro degli Interni, che invoca la solidarietà dall’Europa (senza però offrire esempi di solidarietà dalle regioni del Nord italiano e dichiarando terminata l’emergenza dopo sole 48 ore dal rifiuto europeo di affiancarsi alla politica seguita dal governo italiano) e non munizioni per sparare su quei disperati, disarmati. Come nota personale, mi permetta di farle giungere (se mai si degnerà di leggere commenti dai blog) il mio totale disprezzo per simili, reiterate dichiarazioni, indegne non solo di un rappresentante di governo, ma anche di un qualsiasi cittadino italiano.

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…e Bossi sbugiarda Maroni

L’Italia deve uscire dalla Ue? “No, no. Maroni era arrabbiato”. Così Umberto Bossi risponde ai giornalisti a Montecitorio e aggiunge: “Sono cose che passano in una notte”. Che cosa dovrebbe fare l’Europa? “L’Europa – risponde il leader della Lega – dovrebbe fare un sacco di cose e invece non fa niente. Dovrebbe fare quello che stiamo facendo noi, mandare le navi a pattugliare”. E sull’ondata migratoria in arrivo dal Nord Africa il leader del Carroccio è perentorio: “Dobbiamo mandarli a casa tutti. “Sì”, l’Ue è un problema – ammette il ministro delle Riforme – ma “noi andiamo avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto”. Questo è quanto riporta Il Giornale, pensate un po’…

Bossi quindi sbugiarda clamorosamente il Ministro degli Interni, che in piena crisi isterica non era riuscito a frenare i nervi dopo lo schiaffo ricevuto dall’Unione Europea. Anche Frattini, cambia rotta, dichiarando che “per l’Italia l’Unione europea è una straordinaria opportunità”.

In meno di 24 ore, un completo cambiamento di rotta a dimostrazione del livello di sbando totale in cui versa il governo. A Bossi qualcuno spieghi che andare avanti per la “loro” strada si è dimostrato un fallimento a 360 gradi (oltre a ripugnare per il razzismo della politica del “fuori dalle palle”), a Maroni, si chiarisca che strillare in maniera isterica non serve mai, soprattutto quando si hanno posizioni sbagliate (ricordate anche il trambusto dopo le dichiarazioni di Saviano sulla ‘ndrangheta al Nord?), e visto che un Ministro deve evitare di creare danni all’immagine del Paese, si inviti lui e Frattini a dare le dimissioni (in dialetto padano: fora de ball).

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lo schiaffo europeo e l’isteria leghista

Mamma mia che schiaffo! Solo a guardare la faccia di Maroni all’uscita della riunione di Bruxelles si poteva intuire il dolore che provava dopo il manrovescio che l’Unione Europea a decretato negando all’Italia gli aiuti per fronteggiare la declamata emergenza immigrazione. Per carità non voglio certo affermare che l’Europa debba voltarci le spalle nel caso di un’emergenza o gongolare dell’ennesimo fiasco del nostro Paese, ma voglio solo registrare la clamorosa sberla che la comunità europea ci ha rifilato mandandoci a casa a rifare i compiti.

Ma di quale emergenza state parlando? La solidarietà europea non sarebbe negata in caso di emergenza, ma non ci risulta che l’Italia stia subendo un’emergenza in questo momento. Ecco in sintesi la motivazione che ha spinto al gran rifiuto. Di fatti i numeri non parlano di esodi biblici, al netto dei rimpatri per cui comunque riceviamo contributi economici a fronte dei costi di gestione. I “richiedenti asilo” sarebbero in numeri gestibili se distribuiti equamente nelle regioni italiane e comunque non sarebbero neanche un sesto dei numeri ospitati dalla Germania. ad esempio. Il fatto è che non sono affatto distribuiti in tutta Italia: la sola Sardegna ne ha ospitati 1500, la Puglia oltre 2000, e poi la Campania, Lazio, la Toscana e molte altre, ma più ci si avvicina alle regioni della Padana mitologica della follia leghista e più ci si accorge che i numeri sono uno zero spaccato. Eppure in Sardegna non ci sono state rivolte popolari, anzi si sono viste azioni spontanee di vera solidarietà con distribuzione di cibo ed accoglienza, nessuna tendopoli è stata allestita così come da nessuna altra parte del Paese. E allora mi sorge un dubbio: non sarà che si sta gridando al lupo al lupo per spaventare la gente a scopi elettorali? La paura di un’invasione biblica (urlata dal Maroni ancora prima che sbarcasse un solo migrante e poi velocemente ridimensionata per non scadere troppo in fretta nel ridicolo) porta indubbiamente acqua al mulino del razzismo padano ed i media servili del nostro Paese non si sono certo fatti scappare l’occasione per alimentare il fuoco. Adesso però siamo stai sbugiardati dall’Europa… alla faccia delle grandi relazioni vantate da Berlusconi & Co.

E dopo lo schiaffo le urla isteriche: “Fuori dall’Europa!”, “meglio soli che male accompagnati!” ha dichiarato fuori un Maroni evidentemente fuori di testa ed ancora sofferente dai postumi dell’atterraggio con i piedi per terra fuori dai confini servili del nostro povero Paese. “Ritiriamo le truppe in Libano e mettiamole a pattugliare i confini!” ha detto Calderoli, oramai in un’insopportabile avvitamento tra la pazzia conclamata e l’idiozia più imbarazzante. Gli ha fatto eco il Ministro degli Esteri Frattini da Londra, con toni lievemente meno accesi, ma altrettanto fuori luogo, tanto che lo stesso Presidente della Repubblica si è affrettato a richiamarlo personalmente, invitando lui e tutti gli esponenti del governo ad evitare  di sparare al alzo zero frasi inaccettabilmente ingiuriose di cui ci troveremo a pagare le conseguenze. Uscire dall’Europa? Solo un pazzo può dire simili castronerie. Per fare cosa? Chiedere l’annessione all’Unione Africana o correre da soli contro il mondo? Invece di riflettere sulle proprie politiche scellerate, cercando di ricucire dopo strappi interminabili e propaganda insulsa la nostra reputazione, ci stiamo attirando ancora una volta l’ostilità dei nostri compatrioti europei con insulti e minacce perchè l’Unione Europea non si è piegata al volere leghista e del governo? Già sentir parlare i leghisti di solidarietà è sospetto, se non ridicolo, visto l’elenco infinito di razzismo ed egoismo che no cosparge la storia (non ultimo il “fuori dalle palle” in dialetto, grugnito da Bossi qualche giorno fa), ma chiedere solo quando fa comodo per fini elettorali, mentre fino al giorno prima si è girata la testa dall’altra parte non è accettabile da nessuno.

In un Paese minimamente civile  il Ministro degli Interni e quello degli Esteri si sarebbero dovuti dimettere per l’incapacità dimostrata, la figuraccia a cui hanno esposto il Paese e per le reazioni inconsulte che sono seguite alla decisione della comunità di cui facciamo parte (per fortuna!). Invece di continuare a sbraitare idiozie, aizzando gli animi, che Calderoli e Bossi dimostrino la solidarietà leghista, ospitando i richiedenti asilo nelle province del Nord, come fanno le altre Regioni, più povere, ma sicuramente più civili e solidali. E poi un appello alla nazione: per favore smettiamo di discutere e mandiamo a casa questi incapaci una volta per tutte e per sempre, prima che sia troppo tardi!

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La miopia razzista e l’emergenza immigrazione

Questa è una delle terribili immagini che vediamo in questi giorni. I 300 dispersi nel canale di Sicilia, non sono certamente i soli che hanno probabilmente perso la vita nel tentativo di cercare di vivere dignitosamente.

Invece di ascoltare il razzismo ignorante che ci raggiunge quotidianamente, proviamo a ragionare:

  • ci sono milioni di africani che vivono in condizioni disperate, governati da totalitarismi fascisti e ladri, mentre al di la del Mediterraneo c’è l’Europa, decadente, ma democratica, in cui la vita è difesa dalla legge e dalla morale della democrazia
  • internet ha unito il mondo, oltre a provocare le rivolte in tutto il mondo arabo, e rimanda immagini di un benessere (provate guardare la pubblicità…) che non è reale neache qui da noi, ma che ad un disperato sembrerà probabilmente il Paradiso
  • il costo delle materie prime, riso e grano compreso, sono aumentati del 200% grazie alle speculazioni finanziarie del nostro capitalismo globale malato. Che impatto abbia avuto tutto ciò su chi non poteva permettersi di comprare altro che un tozzo di pane, è facile immaginarlo.

E allora che ci aspettavamo? Pensare di respingere lo “tsunami umano” (N.B. ma come si può essere così ignoranti e coglioni da usare una simile analogia…) per risolvere il problema è come svuotare il mare con un cucchiaino. Invece di frignare, il governo si attrezzi a dimostrare la nostra carità nei confronti di chi adesso soffre, salvando i disperati da morti assurde a poche miglia marine dalla costa, senza ammucchiare la gente in ridicoli “campi di concentramento”, unisca le forze tra Regioni e Stato, presentando piani seri per la gestione dell’emergenza mentre lavora con l’Europa (N.B. non si può mica solo chiedere! Bisogna esserci anche quando hanno bisogno gli altri stati europei…) e l’Africa per tracciare un piano Marshall di sostegno allo sviluppo del futuro.

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