Articoli con tag Libia

una punizione esemplare per il video blasfemo anti-islam

Spero sinceramente che venga contestato quantomeno l’omicidio colposo al produttore del video pubblicato sulla rete che ha dato il pretesto all’ala violenta del movimento islamico per scatenare tanta rabbia contro gli USA e l’Occidente tutto. Non solo per la morte dell’Ambasciatore USA e di tre soldati nell’attacco dell’Ambasciata USA a Bengasi, ma anche per i morti che la protesta violenta ha causato in Tunisia, in Egitto, Yemen, Sudan, Somalia, Pakistan, Iraq, Afghanistan e in molti latri Paesi musulmani in tutto il mondo.

E’ il minimo che ci si può attendere da un gesto così idiota e allo stesso tempo pericolosamente crimimoso. Non ci si può nascondere dietro la libertà di parola, quando si ledono i diritti alla libertà religiosa di tanti altri, non solo per il vilipendio al credo musulmano su cui è centrato quel video “disgustoso” (per usare le parole di Obama), ma anche perchè l’incitazione all’odio è un’assunzione implicita delle conseguenze che questo può portare.

Farebbero quindi bene Google e Youtube a togliere il video dalla visione del mondo e non solo dei Paesi cosiddetti “sensibili”, perchè di fede musulmana, come ha fatto, su pressione del governo statunitense.

Tuttavia, nel giudicare gli autori del video, sarebbe importante considerare anche il danno che questa propaganda anti-islam porta alla pace in quelle fragilissime democrazie che si sino formate dalla Primavera Araba, che vivono un equilibrio instabile tra movimenti popolari favorevoli all’islamizzazione dello Stato e quelli che si impegnano a difendere il laicismo politico. Per non parlare dell’opportunità, quantomeno propagandistica, che viene offerta al terrorismo internazionale,contro il quale vengono investiti tanti soldi e tante vite vengono immolate, aumentando il livello di pericolo della convivenza planetaria.

Spero vivamente che la Giustizia americana impartisca una lezione esemplare, che serva di monito per il futuro, facendo capire a certi idioti affascinati dal potere della libertà di cui godono non  gli conferisce il diritto di mettere a repentaglio quella altrui.

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il vento del cambiamento è arrivato anche in Spagna

In questa foto ripresa da El Pais, Alejandro, 19 anni, cambia il nome della Piazza del Consiglio a Piazza del 15 maggio. A Valencia, come in Egitto, Tunisia, Libia e Siria il vento sta cambiando. A presto sui nostri schermi… Il futuro è nell’aria

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Gheddafi, le bombe e Bossi

Mentre il colonnello Gheddafi invoca in televisione la trattativa con la NATO per far cessare i bombardamenti che oltre a sfiancare le sue difese stanno pericolosamente avvicinandosi alla sua persona negli ultimi tempi (ad esempio, mentre parlava in TV una bomba ha sfiorato gli studi televisivi…), il governo italiano litiga furiosamente sull’adesione forzata che Berlusconi ha dovuto dare, su pressione si Sarkozy più che di Obama, garantendo la partecipazione diretta delle nostre forze armate agli attacchi armati alla Libia di Gheddafi, assieme alle forze NATO. Quindi, da una parte l’evolversi delle cose sul piano militare apre spiragli verso la resa del dittatore libico e dall’altra i nostri valenti rappresentanti governativi litigano preoccupati dai propri interessi, incuranti dell’immagine del Paese, oramai considerato marginale ed inaffidabile.

Umberto Bossi. furioso per la mancata consultazione da parte del Cavaliere prima di prendere gli impegni sulla guerra, ha fatto depositare a Reguzzoni, il rappresentante del Carroccio in Parlamento, una mozione in sei punti che fissano i paletti necessari per non aprire un fronte con il PDL che minerebbe inevitabilmente le sorti del governo, oramai schiavo dei voleri leghisti se vuole sopravvivere. I punti, bollati come “una provocazione” dal PDL, sono:

  1. fissare un termine certo delle ostilità, stabilendo una data di cessazione della partecipazione italiana ai bombardamenti
  2. la garanzia che non vi siano aggravi fiscali per sopportare i costi delle azioni militari
  3. un forte contenimento dei costi delle operazioni militari
  4. un blocco navale per impedire ai migranti di raggiungere le sponde italiane
  5. la ripartizione dei flussi migratori tra i Paesi che partecipano alle azioni militari
  6. aiuti economici ai Paesi nordafricani per contenere le partenze dei migranti

Che l’obiettivo dichiarato della Lega sia legato ai flussi migratori è chiaro, perchè ogni altro aspetto della vicenda è lontano dalle capacità intellettive oltre che politiche dello schieramento di Bossi, ma è altrettanto ovvio quanto il governo di Berlusconi sia ricattabile anche su questo fronte, intrappolato tra gli obblighi internazionali imposti senza alcuna capacità e possibilità di negoziato per il nostro Paese, vista la risibile reputazione che abbiamo acquistato a forza di scandali, gaffe ed amicizie rischiose, e le richieste xenofobe dell’unico alleato di governo che incurante delle sorti del Paese, tira la corda, portando sul tavolo contropartite populiste mirate esclusivamente al proprio tornaconto elettorale (che vuol dire, giusto come esempio, fissare un termine certo dell’intervento militare? E’ una nostra decisione? O ci sfiliamo allo scadere della data?).

Adesso proveranno a trattare sui singoli punti, visto che la mozione è decisamente irricevibile e c’è da scommetterci che magari un accordo lo troveranno a scapiti dei migranti.

Altra nota triste: sembra che anche il PD e l’IdV abbiano presentato delle mozioni contro la decisione del governo di partecipare alla guerra in Libia: se ne sa qualcosa? L’unica preoccupazione adesso sembrano essere le amministrative, tanto che Veltroni comincia a chiedere una verifica sulla posizione di Bersani dopo il voto, dando per scontato che si vada a perdere… ovviamente.

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libertà per la Libia – 2

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La miopia razzista e l’emergenza immigrazione

Questa è una delle terribili immagini che vediamo in questi giorni. I 300 dispersi nel canale di Sicilia, non sono certamente i soli che hanno probabilmente perso la vita nel tentativo di cercare di vivere dignitosamente.

Invece di ascoltare il razzismo ignorante che ci raggiunge quotidianamente, proviamo a ragionare:

  • ci sono milioni di africani che vivono in condizioni disperate, governati da totalitarismi fascisti e ladri, mentre al di la del Mediterraneo c’è l’Europa, decadente, ma democratica, in cui la vita è difesa dalla legge e dalla morale della democrazia
  • internet ha unito il mondo, oltre a provocare le rivolte in tutto il mondo arabo, e rimanda immagini di un benessere (provate guardare la pubblicità…) che non è reale neache qui da noi, ma che ad un disperato sembrerà probabilmente il Paradiso
  • il costo delle materie prime, riso e grano compreso, sono aumentati del 200% grazie alle speculazioni finanziarie del nostro capitalismo globale malato. Che impatto abbia avuto tutto ciò su chi non poteva permettersi di comprare altro che un tozzo di pane, è facile immaginarlo.

E allora che ci aspettavamo? Pensare di respingere lo “tsunami umano” (N.B. ma come si può essere così ignoranti e coglioni da usare una simile analogia…) per risolvere il problema è come svuotare il mare con un cucchiaino. Invece di frignare, il governo si attrezzi a dimostrare la nostra carità nei confronti di chi adesso soffre, salvando i disperati da morti assurde a poche miglia marine dalla costa, senza ammucchiare la gente in ridicoli “campi di concentramento”, unisca le forze tra Regioni e Stato, presentando piani seri per la gestione dell’emergenza mentre lavora con l’Europa (N.B. non si può mica solo chiedere! Bisogna esserci anche quando hanno bisogno gli altri stati europei…) e l’Africa per tracciare un piano Marshall di sostegno allo sviluppo del futuro.

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Le ragioni del conflitto?

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L’Italia non è invitata alla video-conferenza sulla Libia

Vukic

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Libertà per la Libia

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Un dono di Dio!

“Putin è un dono di Dio”.  Quando il nostro napoleonico Premier, improvvisando un discorso in contesto internazionale (visto che quello che gli avevano preparato non era “in tema” per sua stessa ammissione), ci ha regalato questa ennesima perla di saggezza, molti dei presenti in sala si sono sbellicati dalle risate ed altri (tra cui il Presidente russo Medvedev) si sono guardati tra loro imbarazzati. Vediamo se adesso i solerti schiavetti partitico-aziendali tenteranno di parare il coro di critiche che s è sollevato minimizzando come al solito: “era solo una battuta”… come le corna, il Mr.Obamaaa, il cucù alla Merkel, e via ricordando.

Al di la delle pagliacciate (di cui siamo tuttavia stufi! – vedi articolo precedente) e del giudizio di merito sulla figura di Putin di cui sono piene le cronache, un paio di considerazioni:

  • Berlusconi ultimamente sta preoccupandosi di energia? Prima si inginocchia davanti a Gheddafi e adesso sfoggia pacchiana adulazione di Putin, trasformandolo in monarca assoluto per volontà del Signore, per motivi commerciali? Se così è sarebbe interessante cercare di capire cosa sta succedendo: se le nostre fonti energetiche sono a rischio o si sta trattando solo sul prezzo.
  • E’ questo l’indirizzo che deve ispirare la nostra diplomazia nel mondo? Non mi ricordo esempi di simile umiliante prostrazione nei confronti di altri Paesi e credo che molti potranno concordare sulla necessità di curare molto meglio l’immagine del nostro Paese  nel mondo. Non è certo un caso che Fini, in visita in Canada in questi giorni, abbia acidamente dichiarato che lui parla solo bene del nostro Paese quando è all’estero quando gli è stato chiesto un commento sulle esternazioni di Berlusconi (che oltre a santificare il Putin ha anche attaccato il Presidente della Camera ed i giudici – a molti dei presenti è stato necessario spiegare a cosa si riferisse, perchè i nostri “panni sporchi” fanno ovviamente notizia solo da noi).

Ci sono cose molto più importanti che stanno succedendo nel mondo e da noi per dare troppa rilevanza all’ennesima gaffe internazionale di Berlusconi, ma sono francamente stufo del ridicolo con cui riesce  a coprire noi tutti visto che è (pro-tempore) il nostro Presidente del Consiglio. Che il suo senso della misura non sia combaciante con il comportamento richiesto ad il leader di un Paese è oramai fatto noto, che la sua sua reputazione internazionale sia sottolineata nei migliori show comici è altrettanto assodato, ma è mai possibile che non capisca il danno che porta a tutti gli italiani seri ed onesti, che si sbattono a lavorare nel mondo, ogni volta che si comporta così?

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BASTA con le pagliacciate

Ragazzi che spettacolo la visita di Gheddafi a Roma! Certo: l’accoglienza riservatagli è stata tristemente ossequiosa e pacchiana, peggio della presentazione di Ibrahimovic al Milan, ma lui è veramente qualche cosa di spettacolare.

Ha voluto parlare del Corano a 500 ragazze, esaltando il ruolo della donna nell’Islam (!) che riceverebbe più rispetto alla donna occidentale e… chiedendo €5 miliardi alla Comunità Europea per fermare i flussi di clandestini, che se non fosse per la Libia invaderebbero l’Europa e tutti sanno quello che il regime libico fa nei confronti dei disperati che cercano di attraversare il deserto per prendere un’imbarcazione, per sbarcare in Italia, in Spagna, dovunque ci sia anche una sola possibilità di partecipare alla vita occidentale.

Mi vergognerei di essere Europeo (perchè di essere italiano spesso mi trovo a vergognarmi già) se si accettasse di trattare con il Rais libico. Non vorrei che sotto la spinta ideologica leghista o per il gas che tanto ci manca da parte della Russia (e che la Libia ha e ci vende in grande quantità), si dessero ancora soldi pubblici a Gheddafi che ha appena finito di incassare il tributo italiano per i danni a suo tempo provocati dal governo Fascista con il colonialismo.

Gli si chiedesse invece di rispondere per la brutalità usata nei confronti dei clandestini e, visto che ci si trova, magari di raccontarci cosa gli passava per la testa quando cercò di tirarci qualche missile, qualche anno fa a Lampedusa, o se sa dirci niente su quello che è successo nei cieli di Ustica.

Al di la delle pagliacciate, di cui in ogni caso siamo stufi!

Trovo infatti penoso che il nostro governo abbia dovuto pagare con i nostri soldi, delle hostess, per assistere al predicozzo di Gheddafi. Adesso quanto meno mi aspetto che Berlusconi vada in Libia e chieda ad almeno un migliaio di giovani velate di convertirsi al cattolicesimo, celebrando direttamente il battesimo sulle convertite.

Per piacere! Basta!

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