Articoli con tag Montezemolo

primarie, elezioni e corruzione: i partiti brancolano nel buio

Che confusione! I moti riformatori che animano il Paese (finalmente), stanno generando una confusione biblica, sintomatica dell’incompetenza di questa classe politica decisamente pericolosa per noi tutti, nel presente oltre che nel futuro.

Mentre la Fornero si butta nella mischia populista con battute sulle capacità di scelta del lavoro da parte dei giovani (!!) degne del peggior Berlusconi, Passera lascia trapelare velleità politiche (che non sono mai state nascoste) e il “povero” Monti si auto-brucia dicendosi pronto a accettare candidature per il bene del Paese pur non candidandosi ufficialmente (che bisogno ne ha? E’ già senatore a vita…), di fatto smentendo se stesso, i partiti brancolano nel buio pesto, agitandosi come mai prima per schivare il fango che piove da ogni lato (es. Regioni, istituzioni, Finmeccanica, processi vari, mafia, ecc.).

Sul fronte del PD Bersani rifiuta di invitare Dalema a correre per la candidatura democratica e sfida Renzi sulle amicizie pericolose con probabili finanzieri evasori, mentre Vendola sembra essersi avviato sulla strada già battuta dal desapareicido Bertinotti, tra cachemire e orecchini d’oro, mentre nel PDL è il collasso vero, con Berlusconi costretto a lasciare il fronte della politica (anche se il vero addio è stato quando gli subentrò il “povero” Monti), subissato dalla carestia finanziaria delle sue imprese, con Mediaset in prima fila, processi in dirittura d’arrivo senza la copertura del legittimo impedimento e una cerchia di colleghi di partito indaffarati a spolpare sino all’ultima risorsa pubblica, che definire indecenti o squallidi sarebbe un complimento. I sondaggi parlano chiaro e il “buon” Silvio deve mollare uno dei fronti per potersi dedicare ai suoi affari (questa volta per salvarsi e non per continuare a arricchirsi alle nostre spalle).

Alle primarie del PDL (udite, udite!) si candidano Galan, la Santanchè e il “fido” Alfano, un altro democristiano, come Renzi dall’altra parte (ironico non trovate che due rampolli della DC siano candidati a rinnovare gli schieramenti politici post DC…?), mentre Maroni si candida a sostituire il “casto” Formigoni, cercando di formare almeno una Padania amministrativa visto che la Lega già guida Veneto e Piemonte.

Tra i “non partiti”, Grillo continua imperterrito a mietere consensi, i suoi comizi sono adunate spettacolari come ben si addice a chi con il pubblico ha speso una vita. Gi intellettuali non lo accreditano a un ruolo nazionale, prevedendo una vittoria del PD alle elezioni di primavera, un po’ come successe con il crollo della DC quando si parlava della facile vittoria del partito di Occhetto; poi scese in campo il “buon” Silvio con la “fida” Lega al fianco…

Attenzione quindi a Grillo, ma non solo. Si muovono industriali decotti (Montezemolo, che si appresta a essere fatto fuori anche dalla Ferrari per il noto antagonismo con Marchionne e che ha già annunciato le dimissioni da NTC – quella di Italo – o giustappunto Della Valle) ingolositi dall’opportunità di riempire il vuoto pneumatico che regna nella politica, e vecchi tromboni che si ergono a salvatori della Patria, pronti a fare del “povero” Monti un santo e cavalcare la ripresa economica che tutti prevedono proprio dalla prossima primavera.

Che confusione! Non si sa neanche quali saranno le regole del gioco (vedi nuova legge elettorale o semplicemente quelle delle primarie…) e tutti si azzannano tra di loro, dimenticandosi di guidare il Paese.

Gli italiani, schifati e stretti nella difficoltà di vivere, li manderebbero tutti al rogo, ma non si può perché i giudici dicono che sarebbe un crimine e non legittima difesa come pensano in molti.

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La guerra tra bande

Ha ragione Vendola quando dice che “nel partito di Berlusconi c’è una questione criminale”. Questo succede quando un Ministro (Mara Carfagna) se ne va sbattendo la porta, adducendo come motivazione la “guerra tra bande” di affaristi che governano il partito, un senatore (Marcello dell’Utri) viene condannato per essere stato il legame tra la mafia e l’attuale Primo Ministro, quando un sottosegretario (Nicola Cosentino) indagato per camorra continua ad operare indisturbato in Campania, dopo avere oltretutto tentato un’infame delegittimazione del candidato del suo stesso partito alla carica di Governatore da cui lui era stato escluso, un coordinatore nazionale del partito (Denis Verdini) viene accusato di affari illeciti legati alla nuova loggia massonica P3 e quando lo stesso Premier, se non fosse per le leggi ad personam che su è fatto costruire come maglia di ferro attorno a lui, verrebbe condannato per reati che spaziano dall’associazione mafiosa, alla corruzione, l’evasione fiscale, il falso in bilancio, l’esportazione di capitali, l’abuso di potere, ecc. ecc.

C’è una questione criminale nel partito di Berlusconi, Nicki e fa bene Montezemolo, usando un linguaggio tipico del mondo dello sport, a dire che “se imparassimo a fare squadra non ce ne sarebbe più per nessuno, l’Italia potrebbe vincere” ovunque, ma mi sento di aggiungere, pur condividendo in maniera completa, che prima di fare squadra bisogna eliminare chi rema contro, chi fa del bene pubblico un suo interesse privato, bandendo questa cricca del malaffare capitanata da Berlusconi da ogni campo di gioco.

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Montezemolo

Inserto Satirico

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Emma, Gianfranco e lo strappo finale

L’Italia per Fini “è un paese fermo e dilaniato da mille polemiche, Emma Marcegaglia, ha drammaticamente ragione”. Così il Presidente della Camera in un’intervista a Il Messaggero di oggi si mette al fianco di Emma Marcegaglia che ieri aveva lanciato un altro affondo sull’immobilità del governo di fronte alla drammatica realtà del Paese e delle sue imprese. “Se l’Italia non esce dalla propaganda affonda in una palude” continua Fini, aggiungendo che il PDL deve “smetterla di dire che la colpa di tutti i problemi è dei giornali, della sinistra o della magistratura” evitando così di affrontare i problemi del Paese.

L’insanabile frattura tra Fini e Berlusconi sembra proprio essere giunta al momento della verità anche alla luce dei commenti:

  • sulla giustizia (“la legge deve essere uguale per tutti e chi sbaglia deve pagare. Questo è esattamente il contrario dell’impunità e dell’immunità”);
  • sull’economia del Paese (“Anziché risparmiare cento con tagli da dieci dobbiamo indicare settori in cui investire e non solo quelli in cui tagliare. La nostra economia non sarà mai competitiva in termini di quantità. Possiamo essere competitivi solo in termini di qualità. Possibile che l’Italia non riesca a trovare risorse che al contrario saltano fuori quando la Lega batte i pugni sul tavolo per difendere 200 ultrà delle quote latte?“).
  • sugli scandali (“il caso Ruby sta facendo il giro del mondo e mette l’Italia in una condizione imbarazzante. Sono amareggiato dalle ultime vicende politiche di cui sarebbe meglio non parlare. L’Italia merita un biglietto da visita migliore di quello che viene presentato, e questa ennesima polemica rappresenta una brutta pagina per il nostro Paese”)

L’asse tra Futuro e Libertà e Confindustria ed il capitale storico italiano rappresentato da Montezemolo, sembra essere ulteriormente rinsaldato dalla comunanza di vedute pubblicamente espresse, accelerando lo strappo con il PDL. D’altronde anche Bossi, nel bel mezzo dell’uragano Ruby, parlando ai suoi leghisti aveva premonizzato: “è in arrivo un governo tecnico con noi all’opposizione: preparatevi”. Gli unici a non crederci sono lo stesso Berlusconi (“un governo tecnico sarebbe un rovesciamento della democrazia” ha  dichiarato all’ANSA, dimostrando ancora una volta di intendere la legge costituzionale in una maniera tutta sua, visto che il Presidente della Repubblica è obbligato a valutare se esistono altre maggioranze in Parlamento in caso di crisi) e Maroni che, nel lento, ma costante, tentativo di proporsi come alternativa alla guida del Carroccio, insite per elezioni anticipate in caso di crisi dell’attuale governo.

In tutto questo movimento non è escluso che il PD partecipi dietro le quinte, ma sicuramente, non ha ancora una volta una precisa strategia di comunicazione, rischiando di risultare agli occhi dell’elettorato come uno spettatore passivo…

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La pazienza è finita

Facciamo il punto, cercando di restare razionali, senza cedere allo sdegno, in mezzo a questa ennesima vicenda che coinvolge il nostro Capo del Governo e quindi tutti noi, in Italia e nel mondo.

Non è molto che illustri rappresentanti del capitale italiano quali Luca Cordero di Montezemolo avevano dichiarato che la loro pazienza stava terminando di fronte al malgoverno, sulla scia delle dichiarazioni della Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che chiedeva un esecutivo capace di governare l’uscita da una crisi devastante per le imprese italiane (con tutte le conseguenze che che quelle dichiarazioni ebbero grazie alla fabbrica del fango di Sallusti & Co.) Al tempo delle dichiarazioni, Berlusconi era alle prese con la casa di Montecarlo dello scissionista Fini e con la preparazione del Lodo Alfano e non  aveva tempo di ascoltare, così oggi la stessa Marcegaglia torna a sottolineare l’inesistenza di una qualsiasi attenzione da parte del governo, ma il Presidente del Consiglio non ha tempo, sommerso dall’immondizia, sia quella del mancato miracolo napoletano, dell’esportazione illecita dei suoi capitali ad Antigua, dell’ultima frode fiscale emersa, compiuta assieme al figlio e adesso quella generata dall’ennesimo scandalo erotico con una minorenne.

Mentre la disoccupazione cresce, (nonostante i patetici tentativi del Ministro Sacconi di fare paragoni con la media europea che risulta superiore al tasso di disoccupazione italiano solo perchè da noi non vengono calcolate le persone in cassa integrazione, che sono centinaia di migliaia), la stragrande maggioranza dei giovani non riesce a trovare un lavoro, la ricerca e la scuola agonizzano sotto la scure dei nuovi tagli orizzontali di Tremonti, gli ospedali chiudono o continuano a fornire nuovi esempi di sanità malata non più in grado di far fronte alle necessità della popolazione, la corruzione dilaga dappertutto e la giustizia non è in grado di assicurare la salvaguardia degli onesti.

Lui non ha tempo, ma se la ride immerso nel delirio di onnipotenza che lo pervade: si fa beffe dello scandalo immobiliare dicendo che di case ne ha tante, afferma che il suo stile di vita non vuole cambiarlo, fregandosene dell’imbarazzo che provoca a tutti gli italiani sbeffeggiati in tutto il mondo il suo comportamento indecoroso (oltre che francamente penoso per una persona anziana come lui).

Non ha tempo perchè deve trovare una maniera di salvaguardarsi personalmente dalle conseguenze di una vita spesa tra truffe, raggiri, frodi fiscali, corruzione, associazioni e frequentazioni malavitose che gli hanno dato una ricchezza spropositata, ma di origini illegali.

Il comportamento del nostro Premier è talmente arrogante che anche molti di quelli che lo avevano seguito cominciano a lasciarlo, un po’ per imbarazzo ed un po’ perchè temono che la caduta del monarca possa portare schizzi di fango anche su di loro: dalla Chiesa che non riesce a “contestualizzare” l’indegnità dei suoi costumi come tuttavia era riuscita a fare anche con le sue bestemmie, agli onorevoli rappresentanti del suo partito che passano a frotte con il traditore Fini. Gli rimangono accanto quelli che più di tutti hanno tratto beneficio dalla sua corte dei miracoli, le Ministre in minigonna e tacchi a spillo, gli affaristi e gli spudorati transfughi dal fascismo più bieco. Anche i razzisti della Lega cominciano a prendere le distanze stando a quanto dichiara oggi Bossi: “Prepariamoci ad un governo tecnico con noi all’opposizione”.

Attenti però: la pazienza degli italiani, non solo quella della Confindustria, è finita e quando questo accade non si può poi piangere sul latte versato e crocifiggere chi sbaglia cedendo all’esasperazione, usando violenza per esprimere la propria rabbia ed impotenza. Che si assuma ognuno le proprie responsabilità sin da ora. La pazienza è finita!

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La pazienza di Luca di Montezemolo

Guarda, guarda: Italia Futura, la fondazione vicina a Luca Cordero di Montezemolo attacca violentemente Umberto Bossi e la Lega entrando a gamba tesa nel diabttito politico già rovente di questi giorni.

“Ha ragione Bossi a dire che è più facile parlare che fare” dice l’articolo, “ma negli ultimi sedici anni di fatti invece se ne sono visti ben pochi. Se non la corresponsabilità della Lega in questi sedici anni di non scelte che hanno portato il paese ad impoverirsi materialmente e civilmente. Anche sul fronte delle rivendicazioni specifiche del suo elettorato Bossi ha combinato ben poco (guardare alle promesse sul federalismo per credere). Dubitiamo infatti che i suoi elettori l’abbiano mandato in Parlamento per difendere Cosentino o Brancher”.

Insomma: dopo la pazienza della Marcegaglia (vedi articolo precedente) sembra proprio che sia finita anche la pazienza di Montezemolo.

Ovviamente stizzite le repliche della Lega in uno scrosciare di applausi da tutti gli altri. Osvaldo Napoli del PDL spiega che: “gli attacchi di Italiafutura alla Lega Nord ma estesi a tutto il ceto politico fanno sorridere (…) per un rifiuto aprioristico della realta’ italiana. Mai una volta che questi signori con l’indice perennemente alzato abbiano scelto di “sporcarsi” le mani confrontandosi con gli elettori. Sfido Montezemolo a raccogliere la meta’ dei consensi della Lega”. Personalmente credo che non ci sia bisogno di sfide e che il gesto di Montezemolo, dopo quello della Marcegaglia, sia proprio da leggere in quest’ottica, con il supporto interno di Fini e Casini e quello esterno di altri rappresentanti della destra storica italiana che mal digeriscono di essere rappresentati dalla banda di affaristi che è al governo da troppo tempo.

All’erta Bersani: mentre nel PD si continua a spaccare in quattro il capello (discutendo per carità, senza espulsioni, per non confondersi con il PDL), c’è chi sta preparando la successione a Berlusconi.

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