Articoli con tag Movimento

l’Emilia, Pizzarotti e la buona politica

Anche il Sindaco di Parma, Pizzarotti, si schiera per la creazione di una Provincia Emilia ( di cui ho trattato già qui e qui) , superando ogni steccato imposto dai partiti di appartenenza (la Masini che ha lanciato la proposta e la raccolta di firme è del PD, mentre Pizzarotti è notoriamente un esponente del Movimento 5 stelle).

E’ questa la politica che vogliamo, quella che guarda al bene del Paese e non agli interessi di partito o di poltrona e mi auguro sinceramente che questa iniziativa raccolga sempre maggiori adesioni, uscendo fuori dai confini dell’Emilia perchè ha una valenza concettuale nazionale per il riassetto dell’Amministrazione dello Stato fornendo parametri di sviluppo successivi alla riforma con una visione non solo contabile come quella proposta dal governo Monti (a cui tuttavia rimane il merito di aver sbloccato una riforma che tutti dicevano di volere, ma che non veniva messa in opera). Se è infatti vero che la creazione di un’unica Provincia Emilia invece delle quattro proposte porterebbe ulteriori risparmi per i cittadini, questa darebbe anche al territorio emiliano la possibilità di competere sui mercati internazionali sia in termini di PIL (si tratta non solo della Food Valley italiana con il maggior numero di IGP dal Parmigiano Reggiano all’aceto balsamico, ma quella dei motori, delle ceramiche, della meccatronica, della musica, ecc.) che di accesso ai finanziamenti europei (per il numero di abitanti), dando coerenza storica e culturale al territorio, così come potrebbe essere per altri (i Grandi Vini tra Siena, Arezzo e Grosseto, la provincia Marinara di Massa, Lucca, Livorno e Pisa, la Tuscia Sabina di Viterbo e Rieti, la Ciociaria di Latina e Frosinone, la Provincia Adriatica di Teramo, Pescara e Chieti, mentre Savona e Imperia si potrebbero costituire in Provincia di Ponente e così via con le Langhe, il Salento, la Costiera Amalfitana, e tutte le altre realtà italiane legate da storia, cultura e tradizioni diverse e straordinariamente interessanti per tutto il mondo… se organizzate nella maniera giusta.

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Grillo vola sotto l’ombrellone

L’estate, intorno al 15 agosto è diversa. Sotto gli ombrelloni (chi è riuscito ad andarci) non si seguono i talk show (anche perchè sono in vacanza anche loro) e  quotidiani sportivi sono quelli più diffusi tra gli italiani. Tuttavia la diffusione dei tablet e degli smart phones, fa si che internet sia sempre accanto a noi e ecco che si verifica un fenomeno del tutto nuovo, come riportato oggi da Termometro Politico sulla base dei dati di un sondaggio effettuato dalla IPSOS su le preferenze di voto degli italiani.

Indovinate un po’… il Movimento raccoglierebbe il 21.7% delle preferenze nazionali, secondo solo al PD con il 24.8% e sopra il PDL che raccoglierebbe il 18.9%. Gli altri in ordine sparso: con l’IdV oltre il 7%, l’UDC d(e)i Casini al 6.9%, il SEL al 5.9% e la Lega poco sopra il 4%.

Mi torna quindi in mente un famoso intervento sull’argomento di Marco Travaglio ad Anno Zero che vi ripropongo a seguire

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Occupy Wall Street: il manifesto

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il terremoto politico delle amministrative 2012

Erano elezioni amministrative parziali, che coinvolgevano una porzione significativa, ma non estesa della popolazione. Vero, ma gli esiti che hanno avuto sono veramente straordinari. Cerchiamo di ricapitolare:

  • crolla la destra, dal PDL al Terzo Polo, in maniera trasversale. perdendo dappertutto tranne che in 6 comuni
  • la Lega sparisce perdendo 7 ballottaggi su 7, conservando solo la Verona del ribelle Tosi.
  • il PD vince a man bassa, spesso seguendo la stessa logica di coalizione che li ha portati a vincere come a Genova o L’Aquila, mentre perde quando corre da solo o con parte della coalizione, come a Palermo con il ritorno sulla scena di Orlando (IdV), per il quarto mandato, sulle ali di un eclatante 70% dei consensi.
  • Il Movimento conquista Parma, segnando la storia europea, facendo eleggere un candidato che non appartiene a nessun partito, dimostrando che si può fare politica e vincere senza spendere fortune, riportando la democrazia alla gente.

Questo scenario credo sia la materializzazione di un incubo per tanti che fino a qualche mese fa partecipavano allegramente al saccheggio istituzionale dagli scranni della maggioranza di Berlusconi e Bossi e per tutti coloro che li spalleggiavano e un osgno che diventa realtà per le centinaia di migliaia che si sono impegnati nel Movimento, che oltre alla storica elezione a Parma, raccolgono altri tre sindaci in comuni minori del Nord Italia e molti consensi in tutta Italia.

Trovo patetici i tentativi di screditare l’importante affermazione del Movimento, che rappresenta oltretutto una novità nella secolare politica italiana, parlando di voti della destra piuttosto che della sinistra, perchè, come ha ben detto il neo-sindaco di Parma: i voti sono dei cittadini, parlare di destra o sinistra oggi ha veramente poco o nessun senso.

In realtà queste elezioni segnano anche il presentarsi di un’opportunità storica per il Partito Democratico, approfittando del vuoto lasciato dal PDL e dalla Lega per rafforzare la propria coalizione, avvicinandosi alle richieste del Movimento, cosa che non sfugge a Letta quando chiede la “rinuncia ai contributi elettorali, una dura legge contro la corruzione e nuova legge elettorale subito, entro l’estate”. Questo darebbe un segnale forte nella giusta direzione, dando inizio ad un processo di  pulizia e rinnovamento della società civile che suonerebbe come il complemento essenziale al processo di risanamento finanziario iniziato con Monti.

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siamo in guerra

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Chi ha paura del Movimento?

Il Movimento Cinque Stelle cresce, a Parma raggiunge il ballottaggio, a Genova lo sfiora e si attesta dappertutto come una realtà della politica nazionale in questa tornata parziale di elezioni amministrative. Eppure ascoltando i commenti  a caldo, il ritornello è sempre lo stesso: antipolitica, voto di protesta, populismo. E’ mai possibile che nessuno si fremi a riflettere su quanto sta accadendo? C’è chi ha colto un parallelismo con la nascita della Lega, ricordando il 1992 e quell’aula piena di  cittadini prestati (allora) alla politica: Bossi, Maroni, Borghezio, Speroni, Rosy Mauro erano tutti li, sconosciuti alla ribalta come lo era quel Castelli che dichiarò che avrebbe fatto politica per massimo 5 anni perchè lui era un ingegnere e voleva continuare a fare il suo lavoro (magari poi lo avesse fatto…). Il radicamento sul territorio era in effetti simile a quello che si riscontra adesso con il Movimento, si usciva da una crisi istituzionale (Mani Pulite) che aveva distrutto il sistema dei partiti della Guerra Fredda e anche allora si gridò al voto di protesta. Allora però votava il Paese e non la metà degli elettori come accade adesso e le argomentazioni xenofobe dei leghisti erano un elemento di rottura che riportava a una visione particolarista della società, agli interessi di un Nord destabilizzato dall’improvvisa mancanza di supporto politico per le sue commesse industriali. Poi, infatti, con la restaurazione berlusconiana del sistema, abbiamo visto tutti come è andata  a finire ed il marcio che la Lega ha nascosto per anni (e credo si sia solo all’inizio delle scoperte…).

Il Movimento è un’altra cosa: ha un programma chiaro (basta andare sul sito per visionarlo integralmente) senza argomentazioni xenofobe o particolariste sia in senso geografico che di interessi, non propone rivendicazioni basate su mitologie storiche per darsi un corpo. Al contrario si basa sulla gente che grazie al potere straordinario della rete ed alla popolarità del personaggio Beppe Grillo ha trovato la maniera di aggregarsi e di esprimersi, organizzandosi per cambiare le cose nel Paese partendo dalla restituzione della democrazia alla popolazione.

Antipolitica? Ma facciamola finita… questa è la politica, quella che non passa attraverso le segreterie dei partiti, ma il consenso popolare, che non usa il finanziamento pubblico o rimborso elettorale che si voglia chiamare per finanziare le proprie attività, che si batte senza guardare in faccia i potentati, che non ha paura di urlare la propria rabbia per le condizioni in cui versa il Paese, che non accetta di far pagare l’enorme debito contratto dal sistema a quella gente che invece non ha accumulato una lira (o un euro, fate voi…) di debito personale per tutta la vita. L’Articolo 49 della Costituzione da ai cittadini la facoltà di riunirsi costituendo movimenti e partiti (la differenza è sottile) per gestire la cosa pubblica e per poter far questo ci sono tutta una serie di condizioni e vincoli che il Movimento ha rispettato alla lettera, contro tutto e tutti, ma con la forza propulsiva inarrestabile dei movimenti popolari. C’è un esempio eccellente che ha cambiato la storia che ha seguito lo stesso percorso: Obama, altro che la Lega.

Vi ricorderete tutti come fosse dato come agnello sacrificale dello strapotere del clan di Clinton e poi perdente contro un Partito Repubblicano perchè di colore e senza una grande storia personale. Eppure lui parlava alla Rete, raccoglieva consensi perchè parlava ed ascoltava la gente, riavvicinava i giovani alla politica rendendoli partecipi del programma e alla fine ha stravinto. Era antipolitica quella di Obama? O quella del Movimento lo è perchè predica lo scioglimento dei partiti (cosa che succede spontaneamente sotto il peso della corruzione e dell’indegno sistema che hanno creato (o lasciato creare nel caso della sinistra) a causa dell’imbarazzante incapacità di governare della loro classe dirigente, chiusa ed oggi  asserragliata nei loro palazzi e nei loro privilegi medievali? Il Movimento è un fenomeno importante perchè segna una svolta nella maniera di fare politica in Italia, altro che antipolitica. I risultati li vedremo, adesso che conquisteranno posizioni di amministrazione (statene certi), ma vi prego smettetela di dar retta ai media asserviti alla politica della casta, ai La Russa, Gasparri, Berlusconi e compagnia varia, e guardate con attenzione quello che sta succedendo, perchè forse per la prima volta in Italia sta succedendo qualcosa di veramente nuovo.

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