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Truffe e inganni di un governo illegittimo che scherza col fuoco

democrazia-italia_530x0_90Un Parlamento eletto con una legge giudicata illegittima con gravissimo ritardo (8 anni!) dalla Corte Costituzionale, guidato da un governo di “larghe intese” che non riesce a fare granchè e quello che fa viene giudicato illegittimo dalla magistratura. Ecco lo splendido scenario (sigh!) in cui il popolo italiano si trova alla fine di questo 2013.

E nel frattempo milioni di persone sono oramai ridotte alla povertà, senza un lavoro e senza prospettive, i giovani sono costretti a emigrare per cercarsi un futuro, l’economia è allo sbando senza uno straccio di piano industriale e con migliaia di aziende che chiudono le attività strangolate dalle tasse e dall’ignavia della burocrazia oltre che dalla scarsa competitività sul mercato globalizzato, i beni culturali ereditati dalla gloriosa storia del Paese che si sbriciolano (vedi la triste realtà di Pompei dove ogni settimana crolla qualcosa), i servizi, i trasporti, le scuole, la sicurezza, la sanità che hanno smesso di funzionare anche ai livelli minimi a cui erano ridotti.

Ecco allora che scende in piazza il popolo dei “forconi”, inneggiando alla rivolta, gridando un “tutti a casa” che non ha nulla da proporre, se non  la sempre crescente rabbia della gente, che finisce in preda al populismo più becero, degno dei fascisti che li infiltrano (basta vedere quelli che vanno alle manifestazioni con gli Hummer per capire…) per rimestare nel torbido con un’altra marcia su Roma…

Non c’è che dire: siamo proprio messi bene…

E i nostri “cari leader” che fanno? Silvio è in geriatria a leccarsi… le ferite in attesa del prossimo colpo, Alfano giudica di “estrema sinistra” Renzi (da non crederci) che a sua volta gioca a stuzzicare Grillo  che è alle prese con tentazioni autoritarie nonostante le cose (molto poche) buone che il Movimento è riuscito a fare. “Se vuoi che rinunciamo al finanziamento pubblico, firmale riforme con noi!” Gli ha urlato dal palco dell’incoronazione a Segretario del PD. Ma scherziamo? Non gli risulta che i rimborsi elettorali siano stati giudicati illegittimi dalla Corte dei Conti (“tutte le disposizioni impugnate, a partire dal 1997 e, via via riprodotte nel 1999, nel 2002, nel 2006 e per ultimo nel 2012, hanno ripristinato i privilegi abrogati col referendum del 1993, facendo ricorso ad artifici semantici, come il rimborso al posto del contributo; gli sgravi fiscali al posto di autentici donativi; così alimentando la sfiducia del cittadino e l’ondata disgregante dell’antipolitica”,  Procuratore del Lazio della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, sollevando la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi, a partire dal 1997, che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti)?

“La violazione del principio di parità e di eguaglianza tra i partiti e dei cittadini che, per mezzo dei partiti stessi, intendono partecipare alla vita democratica della Nazione. Infatti, – continua il procuratore – i rimborsi deducibili dal meccanismo elettorale risultano estesi, dopo il 2006, a tutti e cinque gli anni del mandato parlamentare, in violazione del carattere giuridico delle erogazioni pubbliche, siccome i trasferimenti erariali, a partire dal secondo anno, non solo si palesano come vera e propria spesa indebita, ma assunti in violazione del referendum dell’aprile 1993″. La differenziazione degli importi dei “rimborsi” dopo il primo anno dalle elezioni “si configura arbitraria e discriminatoria perché consolida la posizione di vantaggio solo di quei partiti che hanno raggiunto la maggioranza politico-parlamentare”

Una truffa con destrezza, caro Renzi, che il PD della svolta dovrebbe correggere immediatamente se fosse vera anche solo parte delle buone intenzioni. Altro che chiederei contropartite! E, visto che ci sei, di a Letta che l’alibi è stato trovato e, dunque, si può parlare serenamente di argomento archiviato, almeno per i prossimi sei mesi, se non di più. La legge sul finanziamento pubblico ai partiti, senza la quale, solo pochi mesi fa, sembrava che il governo fosse pronto a mettere a ferro e fuoco il Parlamento, adesso è diventata “sub giudice”…

I “rimborsi”, intanto, continuano a botte di cinque anni, sempre a gonfie vele anche se la cifra che si sono intascati i partiti fino ad oggi, vista anche la crisi, è di  2,7 miliardi di euro, nonostante 31 milioni di italiani, nell’aprile del 1993, avessero votato di non dargli più una lira. E poi ricorda a Letta che nel suo decreto legge sono contenute una serie di storture che non risolvono assolutamente il problema così come impostato dal giudice contabile alla Consulta. Si prevede, infatti, l’iscrizione dei partiti che possono depositare il proprio nome nell’apposito registro e accedere al finanziamento, mentre altri no (guarda caso, i Cinque Stelle, perché non hanno lo Statuto), ma a pagare è sempre lo Stato, cioè i cittadini! Per l’anno in corso e i prossimi tre anni, l’esborso sarà sempre forte: nel 2014, 91 milioni di euro; 54 milioni e 600mila per il 2015; 45 milioni e mezzo per il 2016 e per il 2017 circa 36 milioni 400 mila. A queste somme si aggiungono le donazioni dei cittadini che potranno dare il due per mille mentre il tetto del finanziamento da parte dei privati è stato innalzato, alla fine, fino a oltre 100mila euro.

Insomma, l’ennesimo modo per aggirare la volontà popolare…

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Grillo, le piazze e lo tsunami che investe l’Italia

grillo“La nostra generazione voleva cambiare la società e non ci siamo riusciti: fatelo voi per piacere!” Dario Fo, davanti alla piazza Duomo gremita all’inverosimile ha espresso un sentimento che tanti di quelli che hanno vissuto gli anni ’70 avevano dentro.

“Io non sono il leader del Movimento 5 Stelle, sono solo il portavoce, perchè la vera forza è la rete, siamo tutti noi!” così Grillo davanti a ottocentomila persone (!!) a Piazza San Giovanni a Roma qualche giorno dopo, nel bel mezzo di un tripudio che ha sancito il successo inequivocabile di quella rivoluzione civile che nei prossimi due giorni spazzerà via la classe politica infame che abbiamo sopportato in tutti questi anni.

Una classe politica non si auto-riforma (quanto volte lo abbiamo scritto su Nuda Verità…), ha bisogno di uno shock o di un effetto esterno che la costringa (vedi il “rumore dei forconi sotto il Palazzo” che abbiamo sempre invocato), di una rivoluzione che le strappi il comando, ed ecco che il Movimento 5 Stelle si appresta a travolgerli proprio come uno Tsunami. A nulla sono valse le calunnie, le dietrologie, le ricerche per alimentare la macchina del fango che tanto è servita in passato per fare politica perchè nessuno è più solido di chi non ha niente da nascondere e oltre a predicare riesce a mettere in pratica principi “rivoluzionari” per l’Italia degli ultimi anni: Onestà, Trasparenza e Solidarietà.

Non è Grillo sono i i milioni di Italiani traditi, vilipesi, sfruttati e soggiogati che si stanno rivoltando: è una rivoluzione non violenta ma sentitissima dalla gente quella che si sta per svolgere nelle urne della nostra democrazia, anzi che si è già svolta visti i risultati nelle piazze in cui il Movimento ha tenuto i suoi comizi.

Per carità non associami neanche lontanamente questo fenomeno all’ascesa della Lega di Bossi perché mai questa ha potuto contare sula sollevazione popolare a cui stiamo assistendo in tutto il Paese: rappresentava interessi di parte e era un vero e proprio partito, strutturato e inserito nel sistema, mentre qui stiamo assistendo a la spallata che farà cadere il sistema, portata da un Movimento e non un partito, che usa il mezzo più potente (la rete) per parlarsi, dialogare, scegliere, cambiare l’Italia. Forse il fenomeno delle piazze mi può ricordare l’ascesa di Obama, con i suoi stadi pieni, ma forse neanche lui ha potuto assistere a una piazza con 800.000 persone che hanno scelto di finanziare il cambiamento.

Ci sono alcuni aspetti che non condivido (il contrasto con il dissenso interno, le aperture ai fascisti di CasaPound, il disprezzo dei media), ma sono comunque marginali rispetto all’opportunità storica che si presenta al Paese. Non è un colpo di Stato: si chiama democrazia e riportare il popolo al centro delle decisioni è la vera rivoluzione di Grillo alla quale non posso che applaudire con entusiasmo.

Siamo tutti stufi (io per esempio ho smesso di pubblicarne su Nuda Verità) dei contrasti tra Berlusconi e i giudici, le difese di un Monti che non è riuscito a svincolarsi dall’immagine prona nei confronti della Germania, dei sofismi impalpabili tra candidati liberisti e socialisti del PD, delle gnocche ignoranti del PDL sempre pronte a inneggiare al vecchio satiro, delle opinioni interessate di commentatori iscritti ai partiti, di manager ladri di professione che ripagano i partiti per le poltrone ricevute a suon di milioni sottratti alla comunità. Parafrasando Grillo, preferisco mille volte rischiare il salto nel buio con chi fa dell’onestà e della trasparenza il suo motore che partecipare al suicidio di massa con una classe politica infame e invito il Partito Democratico ad accorgersi del fenomeno (ieri Ambrosoli ha fatto timide, ma illuminate aperture basate non sulle alleanze programmatiche, ma su progetti concreti… finalmente!) per dare una mano invece di contrastare lo Tsunami che si è già abbattuto sull’Italia.

I giochi sono fatti: arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano.

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gli “onorevoli” corrotti voteranno la legge anticorruzione?

Guardate il video trasmesso da PiazzaPulita, il programma de La7 sugli “onorevoli” nei guai con la giustizia per corruzione (51) che saranno chiamati a votare la legge anticorruzione in Parlamento… sentiteli parlare e immaginate come voteranno.

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si avvicina il governo Monti bis

Al termine della legislatura il prof. Monti non esclude di potersi ricandidare, se la richiesta viene dai partiti. “Prenderei in considerazione un secondo mandato solo in circostanze particolari e se richiesto dalle forze politiche in campo”, ha detto infatti il Presidente del Consiglio da New York, smettendo di giocare una partita a cui nessuno credeva più.

La sua dichiarazione è infatti in perfetta coerenza con la più volte ribadita volontà di non ricandidarsi, come dichiarato solo qualche giorno fa ai microfoni della Cnn dove aveva ribadito di non volere correre alle prossime elezioni  perchè non ne ha bisogno visto che il Presidente della Repubblica lo ha nominato senatore a vita, aggiungendo: “Penso che in Italia sia importante che riprenda la vita politica con maggiore senso di responsabilità e maturità”.

Tuttavia questa sua nuova posizione risulta opposta rispetto a quando aveva detto lo scorso 8 settembre, quando aveva assicurato che nel 2013 avrebbe terminato la sua esperienza politica: “Nessun dubbio”, aveva detto…

Certo che a  vedere lo stato di decomposizione in cui si trova la nostra classe politica, gli saranno venuti degli scrupoli a lasciare senza aver compiuto interamente la sua opera finanziariamente risanatrice, ma mi domando se questo non avrà effetti sulle riforme non finanziarie che dovrebbero essere portate a termine, vedi legge elettorale che dovrebbe in teoria essere in grado di produrre una maggioranza chiara che rispetti il voto degli elettori, con coalizioni politiche in grado di vincere e governare. La posizione di Monti non favorirà il varo di una legge che dando vita ad un pareggio di fatto, farà vincere l’attuale Premier a danno della democrazia?

Certo, il Presidente del Consiglio può contare sul sostegno dell’area veltroniana del Pd il cui drappello di parlamentari sostengono che “gli obiettivi e i principi ispiratori di questo governo possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura. I processi virtuosi avviati dall’azione del governo Monti daranno i loro frutti solo attraverso una pluriennale azione di governo: noi intendiamo promuovere nel Pd una trasparente discussione sulle strade che vanno intraprese perché obiettivi e principi ispiratori dell’agenda del governo Monti possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di sé la prossima”.

Staremo a vedere. perchè nel frattempo il MOvimento 5 Stelle non sta con le mani in mano e (ri)lancia un programma esteso e aggressivo e la gente, sull’onda di Occupy Wall Street e di quanto sta accadendo in Grecia, Spagna e Portogallo, si prepara anche da noi a circondare il Parlamento, sabato prossimo, il 29 settembre.

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Atene brucia, Madrid protesta e a Roma piove

Stamattina, mentre il Parlamento greco approvava le misure economiche imposte dall’Unione Europe e i mercati già ricominciavano a parlare di rischio default…

e a Madrid il popolo di Spagna non resta a guardare scende in piazza, si organizza, grazie anche ai social network la rivolta è in diretta. La manifestazione ha preso spunto da “Occupy Wall Street” divenendo “Occupa il Congresso”, cambiato poi in “Circonda il Congresso” su invito dei sindacati e del Partito Popolare per motivi di ordine pubblico.

La folla vuole le dimissioni del premier Rajoy, gli indignados sono contro il taglio delle tredicesime, i tagli all’istruzione e alla sanità. Tutto si svolge pacificamente, il coordinamento 25-S ha utilizzato i social media per diffondere il messaggio, inoltre ha diffuso, nei giorni precedenti, un manuale di “resistenza pacifica”, indicando commissariati di zona e gli avvocati a cui rivolgersi in caso di scontri e fermi.

Schierati 1350 agenti, una doppia rete metallica divide la gente dalla polizia in tenuta antisommossa e da poliziotti a cavallo, mentre gli elicotteri sorvegliano la situazione dall’alto. Intorno alle 19 qualcosa va storto un paio di gruppi si distaccano provando a superare le barriere di protezione, inizia il lancio di oggetti La polizia carica e, come succede in questi casi, la situazione degenera: teste spaccate, ragazze, ragazzi e anziani pestati a sangue.

La posta in gioco è molto alta, non esistono colori politici, non esistono etichette sociali o differenze di età, la Spagna è tutta in piazza Nettuno a Madrid. La leggenda, racconta di un membro delle forze dell’ordine che si toglie il casco e si unisce ai manifestanti urlando “por mis hijos” (per i miei figli). Il bilancio finale sarà di 28 arresti e 64 feriti. Ma la Spagna questa volta non si ferma e l’appuntamento è per le 19 di oggi.

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i deputati che a giugno non lavorano

D’altronde, fuori è bel tempo, l’estate è appena arrivata e bisogna chiamare gli amici faccendieri per farsi offrire le vacanze… Ecco l’elenco ufficiale del mese di giugno (160 votazioni) dei deputati con più del 90% di assenze. Considerando che anche solo il 10% sarebbe motivo di licenziamento ovunque e che il terribile momento che attraversa il Paese è un’ulteriore aggravante, questa è una dimostrazione in più (se ce n’era bisogno) dell’attenzione che il Paese riceve da questi mascalzoni.

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il coraggio di Monti

Le voglio fare solo una domanda, prof. Monti: come è mai che adesso non si parla più di Berlusconi e delle sue mille malefatte, cricche, puttane, minorenni, mafiosi, corrotti e corruttori?

Capisco che l’immagine del Paese non può reggere ulteriori sberleffi, vista la situazione critica che siamo costretti a vivere, che la credibilità si costruisce giorno per giorno, evitando imbarazzanti epiloghi come quello del Bunga Bunga, della nipote di Mubarak, o i baci a Gheddafi (ah… giusto: adesso non può più…), e che quindi è preferibile da un punto di vista di immagine del Paese non esporre ai media (e al pubblico ludibrio) il soggetto. Tuttavia questo non può e non deve fermare la Giustizia; non si debbono permettere scambi di favori tra le parti (cioè noi come Stato italiano e l’imputato), neanche nella penombra dell’Aula parlamentare, tra le votazioni di leggi che segneranno il futuro di tutti noi. Perché così fa la Mafia quando tratta, giusto?

Senta: mi ritengo immune dalle chiacchiere sul suo conto, da quelle allarmistiche sul Club Bildemberg, alle sue passate attività professionali tra i “poteri forti” mondiali. Credo che Lei si sia preso una gatta da pelare a dir poco gigantesca e che lo abbia fatto convinto del dovere morale di provare a raddrizzare la tendenza al massacro, al disfacimento sociale, culturale, politico e civile del Paese. Lo ha fatto perché crede di avere le forze per poterci riuscire e con Lei si è schierata l’Italia tutta, ricorda? Se ci riuscirà, come tutti ci auguriamo, sarà un eroe nazionale, di quelli che hanno fatto la storia del nostro Paese.

Anche per questo la esorto a non tralasciare la questione interna. Siamo purtroppo costretti dalla democrazia a sopportare una classe di incapaci (per di più presuntuosi e spesso disonesti) che non abbiamo mai eletto se non per interposta persona delle segreterie di partiti, completamente inadeguati a gestire il Paese, in particolare durante la durissima crisi che ci ha investito. Sono persone che non autorizzano neanche la magistratura a compiere il suo dovere nei confronti di “onorevoli” mafiosi, camorristi, corrotti o ladri, che tipo di rispetto possono avere? Salvare Silvio Berlusconi dal far fronte ai suoi doveri di cittadino nei confronti della legge è stata la missione di vita di tanta parte di questo Parlamento e tanti altri hanno contribuito a far fare affari d’oro, sempre a Silvio Berlusconi: lo lasceranno adesso che ha perso molto del suo potere, che il partito si sgretola sotto la guida dell’algido Alfano, che i giudici continuano a chiedere la sua condanna per questo o quel reato? Ad esempio: come reagirebbe il Parlamento se venisse chiesto l’arresto di Silvio Berlusconi?

E’ un’intera classe politica che deve avere una sferzata. Deve essere chiaro a tutti che essere responsabili delle proprie azioni nei confronti della legge dello Stato vale per tutti, in eguale misura, per garantire la convivenza civile e evitare abusi e sopraffazioni.

Continuare a negare questi princìpi cardine della democrazia, da un’ulteriore spinta al Paese verso la rovina e alimenta il fuoco dell’esasperazione sociale che rischia di diventare rivolta. Io che non sono un liberista, come avrà capito, penso che in questo caso è perfetto lo slogan “colpirne 1 per educarne 100”. Capisco anche che lei è un tecnico, ma ha già dimostrato di fare scelte politiche importanti: abbia ancora più coraggio, scardini dalle fondamenta questo sistema bloccato e corrotto.

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I costi della sanità per la Casta

Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati.

Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio. Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
euro di ticket.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce perché questa ‘mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori. “Secondo noi basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all’anno”. Mentre  a noi tagliano  sull’assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private e sempre nel massimo silenzio di tutti”.

La classe politica ha causato al Paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. 

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

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Firmiamo per adeguare gli stipendi dei parlamentari alla media europea

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011,  la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media  europea  degli  stipendi,  emolumenti,  indennita’  degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

L’iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook “Nun Te Regghe Più”, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo: “i parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti”

La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l’elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare: http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm

L’iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebook http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/ o all’indirizzo di posta elettronicalegge.ntrp@gmail.com

50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali. Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più.

Andate a firmare nel vostro comune e non fatelo da soli.

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15 leggi in Parlamento per salvare Berlusconi

Riprendo da Nonleggerlo, l’elenco dei provvedimenti attualmente alo studio in Parlamento, confessando un moto di sgomento nel vedere quanto questo organo istituzionale, centro della vita democratica del Paese sia stato totalmente asservito agli interessi di un singolo individuo:

Prescrizione breve per gli incensurati over 65
Prescrizione breve per gli incensurati
Processo breve
Processo lungo
Conflitto di attribuzioni per bloccare il processo Mediaset
Conflitto di attribuzioni per bloccare il processo Ruby
Blocca Ruby a effetto immediato
Improcedibilità sul Presidente del Consiglio
Riforma punitiva della giustizia
Ddl blocca-intercettazioni
Immunità parlamentare
Lodo Alfano costituzionale
Responsabilità civile dei magistrati
Stop temporaneo al Nucleare
Stop temporaneo alla Privatizzazione dell’Acqua
Alleggerimento del Concorso esterno in associazione mafiosa

In questo elenco non vi un solo provvedimento legislativo mirato agli interessi del Paese che, mentre i servi fanno a gara per compiacere il loro padrone, continua a sprofondare…

Buona Pasqua.

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il PDL attenta alla Costituzione

“Il parlamento è sovrano, gerarchicamente viene prima degli altri organi costituzionali come magistratura e consulta e presidenza della Repubblica”. Dal Pdl arriva un nuovo attacco contro i giudici, ma anche contro il capo dello stato, attraverso una proposta di legge per riformare l’articolo 1 della Costituzione, presentata dal deputato Remigio Ceroni.

“Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi- spiega il deputato Remigio Ceroni – per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c’è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore”, e aggiunge che quello che e’ da evitare e’ ”il nascere e svilupparsi di un’eversione e soprattutto il sopravvento di poteri non eletti dal popolo e privi di rappresentanza politica”

Attualmente, l’articolo 1 della costituzione recita: “l’italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione” e secondo la proposta di legge del PDL, sarebbe trasformato in “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale“, senza più riferimenti o vincoli alla Costituzione e quindi alla figura degli organi istituzionali di controllo tra cui la Presidenza della Repubblica.

Particolare non secondario è che questo priverebbe il Presidente della Repubblica della facoltà di sciogliere d’autorità le Camere… Insomma, l’escalation eversiva del PDL continua in maniera preoccupante e sottolinea le preoccupazioni già espresse dal Presidente Napolitano nei giorni scorsi, da cui la mia lettera.

Presidente, per cortesi ci pensi seriamente e li fermi prima che si troppo tardi!

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lettera al Presidente Napolitano

Egregio Signor Presidente,

leggo del Suo sdegno per i manifesti di Milano che equiparano i magistrati alle Brigate Rosse e della Sua preoccupazione per ” il rischio di una pericolosissima degenerazione della situazione”, e colgo anche negli aggettivi superlativi che Lei usa il segno di quanto si sia arrivati a deteriorare il vivere civile della nostra democrazia, costringendo il Paese a camminare sull’orlo di un baratro, a causa delle continue  delegittimazioni a cui sono soggette le istituzioni di cui Lei è il più alto rappresentante.  Mi chiedo tuttavia (e mi creda, è tutto il mondo civile che si pone la stessa domanda parlando dell’Italia) come possa essere tollerabile una classe politica autoreferenziale che lascia il Paese in balìa degli eventi pur di preservare se stessa ed i suoi privilegi, scavalcando le leggi per non essere sottoposta alla giustizia quando commette reati talmente palesi da consentire agli organi giudicanti di avanzare la richiesta di giudizio immediato, poichè non vi è bisogno alcuno di effettuare indagini, tali e tante sono le prove del reato commesso.

Cosa la spinge a non sollevare il Paese da questa melma e sciogliere le Camere, come le da potere la Costituzione repubblicana? Da osservatore esterno ai giochi della politica, La conosco come uomo saggio e con forti radici democratiche, che le consentirono nel passato a  non cedere alle tentazioni autoritarie dell’ideologia, e proprio come tale mi aspetterei un gesto di forte coraggio istituzionale per salvaguardare quantomeno l’onore del Paese.

Quanto pensa che dovremo aspettare prima di assistere al prossimo indegno spettacolo di asservimento del Parlamento ai voleri di privati interessi, del tutto disinteressati ai diritti della gente alla giustizia, al lavoro, alla sanità, all’istruzione, o all’ennesima perdita di dignità nazionale di fronte alle nazioni di tutto il mondo per le dichiarazioni farcite di razzismo di un partito che a stento raggiunge il 10% dei votanti (che si per se sono già la metà della popolazione, visto che l’altra metà è talmente schifata da non recarsi neanche più alle urne)? Cosa racconteremo ai nostri giovani, segnati dalla scelta tra il precariato o la disoccupazione cronica, di fronte ai soldi facili proposti da modelli di vita esaltati da esempi eccellenti, in cui la corruzione, la frode,  e la prostituzione minorile, il razzismo e l’egoismo sociale sono proposti come valori e  non come reati da punire in maniera esemplare?

Non si meravigli, egregio signor Presidente, degli attacchi alle istituzioni, a cui la Sua stessa persona è stata troppe volte soggetta, delle menzogne, ingiurie ed insulti, delle calunnie del dossieraggio e dell’inesistente moralità di questa classe politica, perchè questo credo sia parte di un disegno già svelato a suo tempo dalle carte della loggia massonica Propaganda 2, i cui intenti erano, e credo siano rimasti, di trasformare questa democrazia in un totalitarismo affaristico, in cui la libertà di tutti è vista come un pericolo oltre che un fastidio. Se non scioglie le Camere d’autorità, magari per il timore che con questa legge elettorale infame, che priva gli elettori del potere primordiale di scegliere i propri rappresentanti, si possa tornare in una situazione simile o peggiore, La vorrei spingere a riflettere sulle tragiche conseguenze che la scellerata conduzione del Paese da parte di questo governo e dei suoi servi parlamentari, può portare in termini non più di semplici tensioni, ma, come dice appunto Lei di una “pericolosissima degenerazione della situazione”.

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appello per un’intifada italiana

Insomma, dopo aver creduto che il Premier si era prodigato per la liberazione di Ruby perchè sinceramente convinto che fosse la nipote di Mubarak, sollevando il conflitto di attribuzione con la Procura di Milano e quindi chiedendo che il processo passasse al Tribunale dei Ministri (che non condannerà mai il leader della maggioranza parlamentare), adesso 314 “onorevoli” rappresentanti della maggioranza hanno approvato il testi della legge sulla prescrizione breve, liberando l’amato Silvio anche dalla sicura condanna per corruzione nel processo Mills. Il testo adesso passa al Senato, dove Berlusconi conta su una maggioranza sicura, e poi sarà (per fortuna) sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica, previo vaglio della Corte Costituzionale, dando un  minimo di speranza ai familiari delle vittime di stragi sul lavoro come nel caso Thyssen o della stazione di Viareggio e di tutti quelli che non vedranno giustizia per l’ennesima legge “ad personam”, ideata per salvare un uomo che ha fatto dello spregio delle leggi il suo cavallo di battaglia, “come neanche Al Capone” (citazione di Berlusconi stesso).

Che dire di questi 314 parlamentari, talmente servi del proprio padrone da rendersi ridicoli di fronte al mondo avallando la squallida scusa usata con i poliziotti che controllavano Ruby e talmente incuranti del dovere dello Stato di garantire una giustizia uguale per tutti pur di cercare salvare ancora una volta il proprio padrone? Che non sono semplicemente degni di sedere nel Parlamento italiano, ma la cosa non credo li scalfirebbe minimamente, perchè non sono li per svolgere un compito per il Paese, ma sono stati cooptati dallo stesso padrone, grazie ad una legge elettorale che impedisce alla gente di eleggere i propri rappresentati, affidando le sorti di questo sfortunata (e colpevole) Italia alle mani di costoro.

Hanno anche la faccia tosta di raccontarci che i 31 processi contro di Lui sono sempre finiti nel nulla, quasi a voler provare l’infondatezza degli stessi, perchè fino ad oggi è stato tramite l’inganno e  la frode di leggi studiate a tavolino che Berlusconi si è salvato dal giudizio. Tutti questi anni passeranno come pagine nerissime alla storia italiana, una vergogna di cui tutte le generazioni che verranno ci addosseranno inevitabilmente la colpa per non essere riusciti ad impedirle.

Pensate al messaggio che questa vicenda ha lanciato alla gente: “tanto chi ha potere la fa sempre franca”, “perchè non provarci ad infrangere la legge se hai amici in grado di non farti pagare per i tuoi reati”. Insomma in Italia esiste una sancita impunità per l’oligarchia, per i ricchi e potenti e quindi la giustizia non è uguale per tutti. Come facciamo a chiamarla ancora democrazia? Perchè ancora ci concedono di parlare liberamente senza mandarci (per il momento) la polizia politica alla porta? La violazione della legge da parte del governo non è una violazione dei diritti democratici di un popolo di pretendere giustizia? E la giustizia non è la forma più alta di libertà che deve essere garantita ad un popolo che vuole essere democratico? Perchè non riempiamo le piazze come in Egitto o in Tunisia per chiedere le dimissioni del tiranno che viola la legge e la costituzione? Comincio a credere che solo con un’intifada l’Italia potrà liberarsi del giogo di una tirannia mascherata da democrazia… del bunga bunga.

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Un Parlamento vergognoso

Riprendo da Il Salvagente, un riepilogo delle notizie degli ultimi giorni riguardanti i nostri parlamentari

La giornata no di La Russa Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è stato protagonista di una giornata molto tormentata a Montecitorio. In serata è stato duramente contestato da un gruppo di manifestanti del popolo Viola e del Pd che si erano radunati davanti a Montecitorio per un sit in contro la legge sul processo breve. Il ministro è uscito dalla Camera e si è avvicinato ai manifestanti che l’hanno raggiunto gridandogli: “Vergogna, mafioso, fascista” e gli hanno tirato delle monetine. La Russa è stato protetto da un cordone di carabinieri che lo hanno fatto rientrare a Montecitorio. Duramente contestato anche il sottosegretario Daniela Santanché apostrofata con “bugiarda”.

La Russa manda fini a quel paese – Ma il ministro della Difesa ha avuto anche un duro scontro con il presidente della camera Gianfranco Fini (vedi il video) che era stato costretto a sospendere la seduta. Questi i fatti: il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, stava contestando l’operato del ministro della Difesa rispetto alla manifestazione davanti a Montecitorio quando La Russa gli ha fatto segno con la mano di stare zitto, avvicinando il dito al naso, e mandandolo platealmente a quel paese.

Fini: “Fatelo curare”Mentre in Aula si scatenava la bagarre, il presidente Fini invita il ministro ad “avere un atteggiamento rispettoso verso l’assemblea”.La Russa gli ha battuto scherzosamente le mani e gli ha fatto il segno di stare zitto.A quel punto Fini ha chiesto rispetto per la presidenza, e La Russa sembra urlargli “ma che fai”.E sembra mandare a quel paese anche lui. Il presidente sospende la seduta, ha un altro scambio di battute con la Russa che, mentre in Aula, dall’opposizione, gli urlano “fascista, fascista”, tira in aria i fogli che ha davanti. Fini esce dall’emiciclo esclamando: “Fatelo curare”.

Giornata di bagarre alla Camera Bagarre alla Camera. Il Pdl e la Lega chiedono e ottengono l’inversione dell’ordine dei lavori dell’Aula per portare già oggi all’esame il provvedimento sul processo breve e il Pd protesta, parlando di “pagina nera per la storia della Repubblica”. Dai banchi dell’opposizione si è sollevato il grido “vergogna, vergogna”. Subito dopo, ha preso la parola il capogruppo Pd Dario Franceschini, lamentando la violazione dell’articolo del regolamento della Camera che riserva all’opposizione uno spazio dei lavori dell’Aula per le proprie proposte di legge. Bersani attacca con un paragone su Lampedusa: “Lì compra la casa, qui compra il salvacondotto”. E annuncia un sit in a Montecitorio per le 18.

La protesta a Montecitorio: “Vergogna”La protesta si sposta dunque nel pomeriggio dall’Aula della Camera al suo ingresso,  dove si riuniscono i manifestanti del Popolo Viola e simpatizzanti del Pd, per il presidio organizzato dai Democratici. La folla urla: “Vergogna, vergogna”, “Ladri, ladri”, “Mafiosi, mafiosi”.I manifestanti sono anche riusciti a superare il transennamento che abitualmente tiene a distanza dall’ingresso del Parlamentto.

Monetine contro La RussaIl ministro della Difesa, La Russa, è stato accolto con fischi e insulti ed è stato anche oggetto di un lancio di monetine. La Russa è stato costretto a rientrare nel palazzo e lasciarlo da un’altra uscita (“Sono dei violenti”: ha poi dichiarato). I dimostranti hanno poi duramente contestato anche Daniela Santanchè.

Bersani chiede la mobilitazione di tuttiBersani è intervenuto al sit in parlando da una scaletta messa a disposizione, chiedendo la mobilitazione di tutti “contro il colpo di mano sul processo breve” che porterà – ha detto – in libertà i truffatori. Il leader del Pd ha stigmatizzato il fatto che di fronte alla crisi internazionale – politica, economica e militare – l’intero governo era presente stamattina in aula con il solo scopo “di far passare la modifica dell’ordine del giorno per avere subito una votazione sul processo breve”.

“A Lampedusa compra casa, qui il salvacondotto”Stamattina Bersani aveva attaccato Berlusconi parlando di Lampedusa: “Lì compra la casa, qui compra il salvacondotto”. E poi: “Berlusconi è andato a fare i fuochi d’artificio a Lampedusa ma abbiamo capito qui il motivo. Ha acceso i riflettori lì ma il miracolo è qui col processo breve”. E allora applausi scroscianti dai banchi dell’opposizione.

Napolitano: “Basta tensioni”Il livello dello scontro è tale che anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appena rientrato dagli Stati Uniti, è stato costretto a fare un appello alla moderazione: “Bisogna rimuovere tensioni anche istituzionali che finirebbero per alimentare nell’opinione pubblica e specialmente tra i giovani motivi di disorientamento e sfiducia che è indispensabile scongiurare”.

Franceschini: “Migliaia di malviventi saranno liberi”“Questa è l’ultima delle vergogne, se non avete la forza morale di fermarvi, almeno provate vergogna per un’altra pagina nera della Repubblica”. Poi l’ex segretario del Pd si è rivolto a Umberto Bossi e alla Lega: “Cosa andate a dire ai popoli padani – ha chiesto retoricamente il capogruppo del Pd –  a cui avete promesso la sicurezza? Andrete a dire che volete liberare i criminali? Il processo breve ha come unico scopo di fermare il processo Mills del presidente del Consiglio, ma le conseguenze immediate saranno che migliaia di processi rischiano la prescrizione e saranno liberati anche imputati di rapina o violenza sessuale. Ma di fronte al presidente del Consiglio le rapine e le violenze non contano e vi comportate da servitori fedeli”.

Casini: “È una vergogna”E di vergogna ha parlato in Aula anche il presidente dell’Udc Pierferdinando Casini: “È un provvedimento per placare le ossessioni giudiziarie del presidente del Consiglio. È una vergogna”.

L’opposizione abbandona la commissione Giustiza La discussione generale sul provvedimento è già iniziata, ma era scontato che il voto degli emendamenti sarebbe slittato alla prossima settimana. Così la maggioranza ha  deciso di anticipare il voto sul testo che accorcia i tempi di prescrizione. Intanto i deputati dell’opposizione hanno abbandonato la riunione del Comitato dei Nove della Commissione Giustizia per protesta contro la decisione della maggioranza di “strozzare i tempi del dibattito sul testo per la prescrizione breve”.

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La Casta difende i suoi privilegi

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :

“Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.”

Volete sapere come è andata a finire?

  • Presenti: 525
  • Votanti: 520
  • Astenuti: 5
  • Maggioranza: 261
  • Favorevoli: 22
  • Contrari 498

La Camera non ha approvato, i giornali ed i media non ne hanno parlato….

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