Articoli con tag PDL

primarie, elezioni e corruzione: i partiti brancolano nel buio

Che confusione! I moti riformatori che animano il Paese (finalmente), stanno generando una confusione biblica, sintomatica dell’incompetenza di questa classe politica decisamente pericolosa per noi tutti, nel presente oltre che nel futuro.

Mentre la Fornero si butta nella mischia populista con battute sulle capacità di scelta del lavoro da parte dei giovani (!!) degne del peggior Berlusconi, Passera lascia trapelare velleità politiche (che non sono mai state nascoste) e il “povero” Monti si auto-brucia dicendosi pronto a accettare candidature per il bene del Paese pur non candidandosi ufficialmente (che bisogno ne ha? E’ già senatore a vita…), di fatto smentendo se stesso, i partiti brancolano nel buio pesto, agitandosi come mai prima per schivare il fango che piove da ogni lato (es. Regioni, istituzioni, Finmeccanica, processi vari, mafia, ecc.).

Sul fronte del PD Bersani rifiuta di invitare Dalema a correre per la candidatura democratica e sfida Renzi sulle amicizie pericolose con probabili finanzieri evasori, mentre Vendola sembra essersi avviato sulla strada già battuta dal desapareicido Bertinotti, tra cachemire e orecchini d’oro, mentre nel PDL è il collasso vero, con Berlusconi costretto a lasciare il fronte della politica (anche se il vero addio è stato quando gli subentrò il “povero” Monti), subissato dalla carestia finanziaria delle sue imprese, con Mediaset in prima fila, processi in dirittura d’arrivo senza la copertura del legittimo impedimento e una cerchia di colleghi di partito indaffarati a spolpare sino all’ultima risorsa pubblica, che definire indecenti o squallidi sarebbe un complimento. I sondaggi parlano chiaro e il “buon” Silvio deve mollare uno dei fronti per potersi dedicare ai suoi affari (questa volta per salvarsi e non per continuare a arricchirsi alle nostre spalle).

Alle primarie del PDL (udite, udite!) si candidano Galan, la Santanchè e il “fido” Alfano, un altro democristiano, come Renzi dall’altra parte (ironico non trovate che due rampolli della DC siano candidati a rinnovare gli schieramenti politici post DC…?), mentre Maroni si candida a sostituire il “casto” Formigoni, cercando di formare almeno una Padania amministrativa visto che la Lega già guida Veneto e Piemonte.

Tra i “non partiti”, Grillo continua imperterrito a mietere consensi, i suoi comizi sono adunate spettacolari come ben si addice a chi con il pubblico ha speso una vita. Gi intellettuali non lo accreditano a un ruolo nazionale, prevedendo una vittoria del PD alle elezioni di primavera, un po’ come successe con il crollo della DC quando si parlava della facile vittoria del partito di Occhetto; poi scese in campo il “buon” Silvio con la “fida” Lega al fianco…

Attenzione quindi a Grillo, ma non solo. Si muovono industriali decotti (Montezemolo, che si appresta a essere fatto fuori anche dalla Ferrari per il noto antagonismo con Marchionne e che ha già annunciato le dimissioni da NTC – quella di Italo – o giustappunto Della Valle) ingolositi dall’opportunità di riempire il vuoto pneumatico che regna nella politica, e vecchi tromboni che si ergono a salvatori della Patria, pronti a fare del “povero” Monti un santo e cavalcare la ripresa economica che tutti prevedono proprio dalla prossima primavera.

Che confusione! Non si sa neanche quali saranno le regole del gioco (vedi nuova legge elettorale o semplicemente quelle delle primarie…) e tutti si azzannano tra di loro, dimenticandosi di guidare il Paese.

Gli italiani, schifati e stretti nella difficoltà di vivere, li manderebbero tutti al rogo, ma non si può perché i giudici dicono che sarebbe un crimine e non legittima difesa come pensano in molti.

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Le dimissioni della Polverini travolgono a valanga il sistema

Quando esplose lo scandalo della vicenda di Lusi, il Tesoriere del defunto partito de La Margherita, i partiti gridarono allo scandalo. Ricordo perfettamente l’indignazione che pervadeva le parole dei vari opinionisti e dei politici chiamati all’ingrato compito di parlare agli italiani, provati da una crisi finanziaria terribile. Adesso si cambia! Ora basta! eccetera, ma poi non si fece molto: qualche misura di facciata nelle regole di gestione dei bilanci dei partiti e tutto scivolò lentamente nel silenzio.

Poi fu il turno di Belsito, il tesoriere della non (ancora) defunta Lega, quello che pagava l’istruzione dei figli di Bossi e altre odiose amenità con i soldi del finanziamento pubblico del popolo italiano (che tuttavia non reggono il confronto con gli altri esempi di saccheggio vigliacco e arrogante che abbiamo vissuto) e tutti tornarono a gridare chi la propria rabbia di fronte all’ennesimo esempio di comportamento ignobile e chi a difesa del sistema politico, che si doveva riformare allontanando le mele marce. Maroni guidò la fronda e Bossi perse la poltrona, ma… niente fu fatto per impedire che questa pratica si diffondesse ancora o per controllare che non fosse pratica in altre realtà politiche.

Adesso lo scandalo dei maiali, dei contributi decuplicati e spesi in feste decadenti e fascistelle, cene faraoniche, finanziamenti a squadre e società fantasma o semplicemente rubati, con milioni di euro trasferiti in maniera tracotante nei conti personali. Una vicenda insopportabile da basso impero che travolge la Polverini, costringendo il Governatore del Lazio alle dimissioni, tardive e dovute non solo alla dignità della carica che ha ricoperto, ma anche alla gente di Roma. Adesso tutti si sbracciano, urlando che non se ne può più, che da oggi in poi cambiano le cose, che i partiti devono ritrovare credibilità con la gente. Lo urlano tutti: dal PDL di Alemanno che vuole azzerare la destra per costruirne una nuova assieme alla Santanchè, al UDC i cui consiglieri della Regione Lazio si sono dimessi solo qualche minuto prima che la Polverini annunciasse di lasciare, a quelli del PD e dell’opposizione tutta a cui mi piacerebbe chiedere dove erano quando è stato decuplicato il contributo ai partiti.

Sono urla forti, che danno la misura di quanto scricchioli il sistema politico sotto i colpi di scandali decadenti, saccheggi selvaggi della Cosa Pubblica e una crisi morale pari solo alla violenza della crisi finanziaria che affligge ancora l’economia e la socialità del Paese. Grillo può gridare a ragione che questa classe politica non si auto-riforma e che bisogna scrollarcela di dosso per cercare di salvarci. Renzi potrà vincere la candidatura del Centrosinistra, ma se lo farà dovrà confrontarsi con lo sgretolarsi del sistema Paese, anche perchè ho la speranza che dopo la Polverini, anche Formigoni dia conto di quanto succede alla Regione Lomabrdia e poi sia il turno della Calabria, della Campania, la Sicilia e poi tutte le altre.

Che succederà adesso con la discarica a Roma? La pagherà la Polverini o Fiorito? Oppure quelli che fallirono anche a presentare le liste del PDL alle elezioni che portarono la Polverini a Via della Pisana? Riusciranno i nostri “amministratori” a portare Roma a fare la fine di Napoli, travolta dall’immondizia? E i Romani staranno a guardare mentre sono chiamati a pagare più tasse di qualsiasi altro cittadino italiano, per cercare di mettere un freno al gigantesco buco finanziario della Regione, abbandonati a se stessi, senza più servizi che si possano chiamare tali.

Si può fare di tutto agli italiani, ma non tentare ancora di prenderli per il culo con promesse di riforme (neanche la legge anti-corruzione vogliono fare!), cambiamenti radicali nei partiti. Non c’è dubbio: dobbiamo trovare nuove strade. Questo classe politica non vuole (e forse non può) auto-riformarsi e va sostituita in fretta. Vanno scritte regole importanti che tutelino il vivere comune in questo Paese. Forse è la prima volta dal dopoguerra che si cerca di farlo, ma lo dobbiamo ai nostri ragazzi anche perchè la situazione di oggi è inaccettabilmente fuori controllo.

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Monti, Berlusconi e i maiali della Polverini

La diga è rotta. Tutti i giorni escono allo scoperto nuovi episodi di malaffare e malcostume che investono la già fragilissima reputazione della classe politica che (ahimè) governa questo nostro povero Paese: maiali e burini laziali imperversano, lombardi vacanzieri che incassano beni milionari dagli amici, tesorieri che considerano i fondi pubblici come appannaggio personale e dei propri amici, alte cariche dello Stato che fermano i lavori del Parlamento per non perdere un fottutissimo aereo.

Tutto questo durante una crisi dagli esiti incertissimi, che vede gli italiani arrancare dietro un debito pubblico di proporzioni inaccettabili, togliendosi il pane dalla bocca per far fronte alle gabelle, guardando i propri figli perdere la propria giovinezza alla disperata ricerca di un lavoro che non trovano, testimoni di un mercato del lavoro malato, asservito a interessi finanziari e non produttivi, indegnamente incurante dell’ambiente o delle famiglie che dipendono da quei posti di lavoro, spesso miseri e senza speranza di futuro.

Questa è l’aggravante che non dovrebbe lasciare scampo a questa pletora di corrotti che si celano dietro la maschera della politica nostrana, animati solo dalla decadenza morale i cui massimi esempi sono stati forniti all’Italia e alla comunità internazionale dell’ex-Premier Berlusconi, che oggi “tentenna” sulla scelta di tornare a candidarsi alle prossime elezioni, travolto dagli scandali generati dal proprio sistema da basso impero. Teme la perdita di consensi che la giunta romanesca e fascistella del Lazio provocherà nell’elettorato di destra, ma soprattutto la reazione a catena che i “fatti gravissimi”  (parole del Presidente della Corte dei Conti) di Via della Pisana porteranno sulla traballante amministrazione Formigoni in Lombardia, e poi (scommettiamo?) in Campania, Calabria, Sicilia e via discorrendo, ovunque il governo sia nelle mani degli emuli del padrone del Bunga Bunga.

Se Mario Monti vuole veramente provare a risanare il Paese deve far avere una risposta forte a tutto questo, cercando di far giungere alla popolazione italiana il messaggio che lo Stato non tollera più gli sprechi vergognosi, punisce non solo i responsabili dei fatti una volta accertati, ma inibisce il sistema dal ripetersi di simili atti di spregio per il Paese, soprattutto nelle condizioni miserabili in cui si trova. Così alla gente rimarrà forse solo il senso di schifo per questi comportamenti ignobili perpetrati da traditori dell’impegno assunto con l’elezione a rappresentare il bene comune.

Probabilmente ha ragione Grillo quando afferma che tutto questo è “solo la punta dell’iceberg”, che vengono fuori le minuzie per distrarre dal marciume profondo che pervade le istituzioni italiane, che questa classe politica va spazzata via per poter ricostruire una rappresentanza solidamente ancorata a principi etici e morali, in grado di guidare il Paese in maniera degna, ribadendo il diritto dei giovani (e di tutti) a potersi impegnare per costruire il futuro.

Le fotografie della festa decadente tra ancelle parioline con il rolex e maiali in mutande (sia nel senso delle maschere indossate che di persone) hanno fatto il giro del mondo, come fecero un tempo il Bunga Bunga e le nipoti minorenni di Mubarak, minando nuovamente la credibilità nazionale che a fatica e a suon di tasse e balzelli stiamo cercando di ricostruire. Non possiamo lasciar vanificare ogni sforzo (giusto o meno che sia) perchè questi miserabili continuino nelle loro pratiche decadenti, rubando a man bassa quello che versiamo per far funzionare la cosa pubblica, costruendosi ville o imperi a seconda del livello di potere raggiunto, considerando la propria non un mandato a nome della collettività, ma un affare, una mammella da cui succhiare il più possibile, incuranti del nostro futuro.

Caro Presidente Monti, capisco che tra la FIAT e l’Alcoa, l’ILVA, lo spread e gli affari finanziari, Lei abbia le mani piene, ma il Suo onorevole tentativo di portare questo Paese lontano dal baratro passa inevitabilmente attraverso la riforma della politica che è stato ed è il cancro che affligge questa nostra Povera Italia. Una riforma elettorale equa (che da soli non riusciranno mai a fare in maniera dignitosa, perchè troppo presi dagli interessi particolari per guardare alla democrazia e al bene della nazione) che restituisca alla gente il potere di scegliere (e mandare via) i propri rappresentanti è il minimo accettabile, perchè è fondamentale intanto spazzare via tutto il marcio di questa classe politica e amministrativa. Il rischio, mi creda, è che se non saranno puniti in maniera esemplare, se non saranno imposte regole ferree perchè non si ripeta mai più tutto questo, sarà la gente stessa, esasperata ridotta a una vita miserabile, a fare giustizia: basta leggere un libro di storia per capirlo. Non lo sente il tintinnìo di forconi che sale dalla piazza?

P.S. – Cominciamo dalla Polverini? Oggi è emerso che agli atti dei magistrati che indagano sull’allegra gestione dei fondi regionali ci sarebbe una lettera scritta da Fiorito il 18 luglio indirizzata a ogni singolo consigliere regionale del Pdl, al presidente dell’Assemblea regionale Abbruzzese, al vice-capo gruppo Carlo De Romanis e, per conoscenza a Renata Polverini, in cui si legge:

“Sollecitato da alcuni zelanti colleghi ho proceduto ad una serie di controlli su documenti giustificativi delle spese effettuate per il mantenimento del rapporto con gli elettori. Trovando una situazione assolutamente insostenibile, con assenza totale di documenti in alcuni casi e con giustificazioni, diciamo così, da approfondire, eccessivamente generiche e prive di riscontri effettivi (…) Come certo concorderà, è impossibile tollerare. E per questo, per i casi più evidenti, attendo risposta, in assenza della quale agirò, ove necessario, a mia e nostra tutela, secondo quanto previsto dalla legge”.

Alla lettera nessuno rispose mai, ma 4 giorni dopo Fiorito venne destituito.

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Fiorito, Rosi Mauro e il malcostume dei politici

il malcostume di questa classe politica è pieno di esempi clamorosi, ma quanto successo al Senato è il colmo: il Presidente di turno, Domenico Nania (PDL) era in ritardo e la Vicepresidente, Rosy Mauro (ex Lega Nord) presiede la discussione sulla violenza sulle donne, ma a un certo punto sospende la discussione… perché deve prendere un aereo. Non era MAI successa un’indecenza simile in tutta la storia repubblicana.

Per questa “signora” è evidente che il Popolo italiano, così come i lavori del Senato che indegnamente rappresenta, vengono dopo i suoi interessi personali e trovo che sia uno scandalo che ricopra la carica di Vicepresidente del Senato.

Poi però mi ricordo che ultimamente sono emersi altri fatti vergognosi, come i finanziamenti illecitamente utilizzati per feste barocche in costume da antichi romani con ancelle e maiali o semplicemente sottratti al pubblico scopo a cui erano destinati dal finanziamento pubblico dei partiti per scopi del tutto personali come nel caso dell’ex-tesoriere del PDL del Lazio (vedi tabella che segue) e prima di lui dell’ex-Margherita, Lega e via discorrendo. Non è un caso isolato il malcostume dimostrato dalla ex-badante di Umberto Bossi, è l’intera classe politica che va rimossa con urgenza. Per il bene del Paese.

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Vogliamo la legge anti-corruzione

Questi dati sono noti a tutti, ma sottolineano la necessità di una legge che punisca severamente ogni tentativo di corruzione, in maniera verticale, dai massimi dirigenti agli impiegati, dall’industriale che paga per ottenere al funzionario che si presta (e spesso pretende…).

Che il PDL si opponga la varo di una legge, richiesta a gran voce anche dal Parlamento Europeo da anni, è scandaloso.

La rinascita del Paese passa dalla credibilità che abbiamo e dalla capacità di attrarre investimenti (che la corruzione scoraggia vivamente…). Se non passiamo urgentemente questo esame rischiamo di vanificare tutti i sacrifici che stiamo (giustamente o ingiustamente) facendo

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Grillo vola sotto l’ombrellone

L’estate, intorno al 15 agosto è diversa. Sotto gli ombrelloni (chi è riuscito ad andarci) non si seguono i talk show (anche perchè sono in vacanza anche loro) e  quotidiani sportivi sono quelli più diffusi tra gli italiani. Tuttavia la diffusione dei tablet e degli smart phones, fa si che internet sia sempre accanto a noi e ecco che si verifica un fenomeno del tutto nuovo, come riportato oggi da Termometro Politico sulla base dei dati di un sondaggio effettuato dalla IPSOS su le preferenze di voto degli italiani.

Indovinate un po’… il Movimento raccoglierebbe il 21.7% delle preferenze nazionali, secondo solo al PD con il 24.8% e sopra il PDL che raccoglierebbe il 18.9%. Gli altri in ordine sparso: con l’IdV oltre il 7%, l’UDC d(e)i Casini al 6.9%, il SEL al 5.9% e la Lega poco sopra il 4%.

Mi torna quindi in mente un famoso intervento sull’argomento di Marco Travaglio ad Anno Zero che vi ripropongo a seguire

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oggi De Gregorio e Formigoni, domani Lusi e Belsito

La votazione segreta che ha negato l’autorizzazione all’arresto del Sen.De Gregorio con un’eclatante maggioranza (169 no, 109 sì e 16 astenuti) che svela gli accordi sottobanco tra i partiti che, una volta salvato il rappresentante del PDL coinvolto nelle losche vicende del faccendiere Lavitola, salveranno anche Lusi, il tesoriere della Margherita che, una volta colto con le mani nel sacco, ha tirato in ballo Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Matteo Renzi, Beppe Fioroni, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni ed Ermete Realacci (“Se finisce dentro – sostiene Beppe Grillo- potrebbe cantare come un usignolo o fare la fine di Pisciotta e Sindona. Entrambe le ipotesi non sono però ‘politicamente corrette’. Gli scommettitori danno per certo il niet all’arresto del tesoriere di sinistra. De Gregorio val bene un Lusi, forse anche due”).

Nel frattempo a Milano, l’aula del Consiglio regionale della Lombardia respingeva la mozione di sfiducia nei confronti del governatore Roberto Formigoni presentata da tutti i gruppi del centrosinistra e appoggiata anche dall’Udc. La mozione di sfiducia era motivata dai regali milionari del faccendiere D’Accò e dalle bugie addotte dal Presidente per giustificarsi. Pdl e Lega (già c’è anche Belsito da salvare…) hanno fatto muro e la Presidenza della Regione Lombardia resta nelle mani di Formigoni.

Non è finita qui. Lo stesso giorno nel pomeriggio, la Camera e il Senato hanno infatti eletto quattro nuovi membri dell’Agcom e quattro nuovi membri alla Privacy seguendo i criteri di spartizione tra partiti del vecchio Manuale Cencelli tra le polemiche infuocate perchè è un’evidente abuso far dirigere delle autorità di controllo dai rappresentanti di quelli che dovrebbero essere i controllati.

Quelli della mia generazione si ricordano il voto della Camera che negò l’autorizzazione a procedere contro Craxi. Erano altri tempi, ma la Prima Repubblica stava crollando e “le monetine del Raphael” che fecero temere il linciaggio del leader socialista da parte della folla erano dietro l’angolo. I nostri politici della (oramai defunta) Seconda Repubblica stanno scherzando con il fuoco incuranti delle condizioni del Paese e delle sofferenze della popolazione. Fanno di tutto per impiccarsi da soli, forse in un karmico tentativo di auto-annientamento una volta giunti sull’orlo del baratro, oppure sono talmente astratti dalla realtà da non percepire neanche quanto questi fatti alimentino la rabbia della gente contro di loro.

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il terremoto politico delle amministrative 2012

Erano elezioni amministrative parziali, che coinvolgevano una porzione significativa, ma non estesa della popolazione. Vero, ma gli esiti che hanno avuto sono veramente straordinari. Cerchiamo di ricapitolare:

  • crolla la destra, dal PDL al Terzo Polo, in maniera trasversale. perdendo dappertutto tranne che in 6 comuni
  • la Lega sparisce perdendo 7 ballottaggi su 7, conservando solo la Verona del ribelle Tosi.
  • il PD vince a man bassa, spesso seguendo la stessa logica di coalizione che li ha portati a vincere come a Genova o L’Aquila, mentre perde quando corre da solo o con parte della coalizione, come a Palermo con il ritorno sulla scena di Orlando (IdV), per il quarto mandato, sulle ali di un eclatante 70% dei consensi.
  • Il Movimento conquista Parma, segnando la storia europea, facendo eleggere un candidato che non appartiene a nessun partito, dimostrando che si può fare politica e vincere senza spendere fortune, riportando la democrazia alla gente.

Questo scenario credo sia la materializzazione di un incubo per tanti che fino a qualche mese fa partecipavano allegramente al saccheggio istituzionale dagli scranni della maggioranza di Berlusconi e Bossi e per tutti coloro che li spalleggiavano e un osgno che diventa realtà per le centinaia di migliaia che si sono impegnati nel Movimento, che oltre alla storica elezione a Parma, raccolgono altri tre sindaci in comuni minori del Nord Italia e molti consensi in tutta Italia.

Trovo patetici i tentativi di screditare l’importante affermazione del Movimento, che rappresenta oltretutto una novità nella secolare politica italiana, parlando di voti della destra piuttosto che della sinistra, perchè, come ha ben detto il neo-sindaco di Parma: i voti sono dei cittadini, parlare di destra o sinistra oggi ha veramente poco o nessun senso.

In realtà queste elezioni segnano anche il presentarsi di un’opportunità storica per il Partito Democratico, approfittando del vuoto lasciato dal PDL e dalla Lega per rafforzare la propria coalizione, avvicinandosi alle richieste del Movimento, cosa che non sfugge a Letta quando chiede la “rinuncia ai contributi elettorali, una dura legge contro la corruzione e nuova legge elettorale subito, entro l’estate”. Questo darebbe un segnale forte nella giusta direzione, dando inizio ad un processo di  pulizia e rinnovamento della società civile che suonerebbe come il complemento essenziale al processo di risanamento finanziario iniziato con Monti.

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L’ultima cena di Berlusconi

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Gheddafi, le bombe e Bossi

Mentre il colonnello Gheddafi invoca in televisione la trattativa con la NATO per far cessare i bombardamenti che oltre a sfiancare le sue difese stanno pericolosamente avvicinandosi alla sua persona negli ultimi tempi (ad esempio, mentre parlava in TV una bomba ha sfiorato gli studi televisivi…), il governo italiano litiga furiosamente sull’adesione forzata che Berlusconi ha dovuto dare, su pressione si Sarkozy più che di Obama, garantendo la partecipazione diretta delle nostre forze armate agli attacchi armati alla Libia di Gheddafi, assieme alle forze NATO. Quindi, da una parte l’evolversi delle cose sul piano militare apre spiragli verso la resa del dittatore libico e dall’altra i nostri valenti rappresentanti governativi litigano preoccupati dai propri interessi, incuranti dell’immagine del Paese, oramai considerato marginale ed inaffidabile.

Umberto Bossi. furioso per la mancata consultazione da parte del Cavaliere prima di prendere gli impegni sulla guerra, ha fatto depositare a Reguzzoni, il rappresentante del Carroccio in Parlamento, una mozione in sei punti che fissano i paletti necessari per non aprire un fronte con il PDL che minerebbe inevitabilmente le sorti del governo, oramai schiavo dei voleri leghisti se vuole sopravvivere. I punti, bollati come “una provocazione” dal PDL, sono:

  1. fissare un termine certo delle ostilità, stabilendo una data di cessazione della partecipazione italiana ai bombardamenti
  2. la garanzia che non vi siano aggravi fiscali per sopportare i costi delle azioni militari
  3. un forte contenimento dei costi delle operazioni militari
  4. un blocco navale per impedire ai migranti di raggiungere le sponde italiane
  5. la ripartizione dei flussi migratori tra i Paesi che partecipano alle azioni militari
  6. aiuti economici ai Paesi nordafricani per contenere le partenze dei migranti

Che l’obiettivo dichiarato della Lega sia legato ai flussi migratori è chiaro, perchè ogni altro aspetto della vicenda è lontano dalle capacità intellettive oltre che politiche dello schieramento di Bossi, ma è altrettanto ovvio quanto il governo di Berlusconi sia ricattabile anche su questo fronte, intrappolato tra gli obblighi internazionali imposti senza alcuna capacità e possibilità di negoziato per il nostro Paese, vista la risibile reputazione che abbiamo acquistato a forza di scandali, gaffe ed amicizie rischiose, e le richieste xenofobe dell’unico alleato di governo che incurante delle sorti del Paese, tira la corda, portando sul tavolo contropartite populiste mirate esclusivamente al proprio tornaconto elettorale (che vuol dire, giusto come esempio, fissare un termine certo dell’intervento militare? E’ una nostra decisione? O ci sfiliamo allo scadere della data?).

Adesso proveranno a trattare sui singoli punti, visto che la mozione è decisamente irricevibile e c’è da scommetterci che magari un accordo lo troveranno a scapiti dei migranti.

Altra nota triste: sembra che anche il PD e l’IdV abbiano presentato delle mozioni contro la decisione del governo di partecipare alla guerra in Libia: se ne sa qualcosa? L’unica preoccupazione adesso sembrano essere le amministrative, tanto che Veltroni comincia a chiedere una verifica sulla posizione di Bersani dopo il voto, dando per scontato che si vada a perdere… ovviamente.

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il PDL attenta alla Costituzione

“Il parlamento è sovrano, gerarchicamente viene prima degli altri organi costituzionali come magistratura e consulta e presidenza della Repubblica”. Dal Pdl arriva un nuovo attacco contro i giudici, ma anche contro il capo dello stato, attraverso una proposta di legge per riformare l’articolo 1 della Costituzione, presentata dal deputato Remigio Ceroni.

“Visto che al momento non è possibile fare una riforma in senso presidenziale come vorrebbe Berlusconi- spiega il deputato Remigio Ceroni – per ora ribadiamo la centralità del parlamento troppo spesso mortificata, quando fa una legge, o dal presidente della Repubblica che non la firma o dalla Corte costituzionale che la abroga. Occorre ristabilire la gerarchia tra i poteri dello Stato. Se c’è un conflitto, occorre specificare quale potere è superiore”, e aggiunge che quello che e’ da evitare e’ ”il nascere e svilupparsi di un’eversione e soprattutto il sopravvento di poteri non eletti dal popolo e privi di rappresentanza politica”

Attualmente, l’articolo 1 della costituzione recita: “l’italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione” e secondo la proposta di legge del PDL, sarebbe trasformato in “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale“, senza più riferimenti o vincoli alla Costituzione e quindi alla figura degli organi istituzionali di controllo tra cui la Presidenza della Repubblica.

Particolare non secondario è che questo priverebbe il Presidente della Repubblica della facoltà di sciogliere d’autorità le Camere… Insomma, l’escalation eversiva del PDL continua in maniera preoccupante e sottolinea le preoccupazioni già espresse dal Presidente Napolitano nei giorni scorsi, da cui la mia lettera.

Presidente, per cortesi ci pensi seriamente e li fermi prima che si troppo tardi!

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l’arroganza del tiranno

Ieri è stata una giornata simbolo, in cui l’arroganza del tiranno nostrano ha avuto libero sfogo davanti ad una folla reclutata dalla fida Brambilla.

“Bisogna accertare se c’è un’associazione a delinquere nella magistratura. Molti magistrati perseguono un progetto eversivo, come fecero nel ’93 quando fecero fuori un leader come Craxi e adesso vogliono fare lo stesso con me”. Nessun commento sul fatto che il rappresentante del governo del Paese voglia far passare la magistratura come una banda di delinquenti, mentre un ladro conclamato come il suo amato Bettino, mentore e protettore, passa per santo… applausi ovviamente quando parla di arrivare a 120 anni o della sua componente omosessuale lesbica (mio Dio quanto è malato… Veronica ci avevi avvertito, ma mai avremo pensato che fosse così malato di sesso a 75 anni…).

Un premier non può essere distratto con delle bazzecole per 15 anni (ndr – si riferisce ais uoi processi ovviamente), ma qui ci potrebbe essere una norma che forse, forse accorcerebbe un mio processo (ndr – ratifica della nuova legge ad personam, sfacciatamente…). Di fronte all’attacco della magistratura devo essere tutelato: per questo difendo il processo breve, perchè il legittimo impedimento di Alfano e Schifani è stato bocciato dalla Consulta, l’organo politico sottoposto al volere dei PM di sinistra”. Capito? L’arroganza di questo tiranno oramai non ha più limiti. Chissenefrega di quelli che non avranno giustizia, tanto io mi salvo e continuo a governare questo disgraziato Paese…

Il processo Mills? “Eversione”. L’avvocato Mills condannato? “Uno sfigato”. Il processo Mediatrade? “Risibile”. Ride il tiranno ed irride, gettando fango sui giudici: E’ giusto che voi sappiate, perchè sui giornali queste cose non si sanno, che nella storia del PM De Pasquale (ndr – quello del processo Mediatrade) ci sono cose negative…”. Cosa non è dato saperlo e francamente non ci interessa affatto, visto che il dossieraggio del fango che questo signore adotta per cercare di screditare i propri antagonisti è frutto del tipico atteggiamento difensivo della mafia.

Quando chiude lamentandosi che lo chiamino “nano”, non capisce: non è la statura fisica, Presidente, ma quella morale che fa di lei un nano.

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firme false per Formigoni

La Procura di Milano ha notificato inviti a comparire a una decina di consiglieri provinciali e comunali del Popolo delle libertà che hanno autenticato le firme necessarie per presentare alle elezioni del 28 e 29 marzo 2010 la lista ‘Formigoni per la Lombardia’. Sono accusati di falso ideologico e dovranno spiegare come hanno potuto convalidare 800 firme risultate invece false alla luce delle indagini condotte dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. A smentirne l’autenticità non è la perizia di un esperto, ma centinaia di persone che in questi mesi sono state pazientemente sentite dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria di Milano e che una dopo l’altra hanno detto “quella firma non è mia”. Ora gli “autenticatori” si trovano di fronte una prova granitica.

“Chi raccoglie le firme non è il candidato presidente, ma i partiti” ha dichiarato liquidando la cosa Fornigoni. Del resto la raccolta delle firme avvenne in fretta e furia, perché a ridosso delle scadenze Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e Roberto Formigoni rivoluzionarono l’ordine dei candiadati per inserire la Minetti e il fisioterapista del premier, Giorgio Puricelli, ai primi posti del listino e garantirne l’elezione.

Ora ditemi voi: in un Paese civile questo non sarebbe sufficiente per pretendere le dimissioni del Presidente della Regione Lombardia, visto la truffa che lo ha portato alla candidatura? Continuiamo da assistere a questo schifo fino a che sarà considerato normale (se non lo è già…)

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La faccia come il culo

Makkox

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… ed il PDL vuole ricostituire il Partito Fascista

Ogni giorno una chicca. Degli affari del Paese non si cura nessuno in questo Parlamento vergognoso. Dopo le richieste di eserciti regionali da parte della Lega, leggete un po’ cosa propongono dal PDL stando a questo lancio ANSA:

(ANSA) – ROMA, 5 APR – Un disegno di legge costituzionale che abolisce la norma della Costituzione che vieta ‘la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’ e’ stato presentato al Senato, il 29 marzo, dal senatore del Pdl Cristiano De Eccher (Pdl). Co-firmatari sono gli altri senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e il senatore Fli Egidio Digilio. Il presidente del Senato Schifani sarebbe rimasto ‘esterrefatto’ dall’iniziativa.

Sappiano comunque che il vento fischia ancora per i fascisti di ieri e di oggi e che se iniziative del genere non passano inosservate.

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i nuovi fascisti

Sono stati eseguiti alcuni arresti stamani dalla polizia e dai carabinieri in relazione allo scoppio di due petardi artigianali davanti alla sede della Lega Nord di Gemonio, paese in cui abita il leader del Carroccio Umberto Bossi. Le persone arrestate sono state identificate tramite l’impianto di videosorveglianza installato di fronte alla sede della Lega che aveva ripreso due persone che avevano acceso la miccia. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di due ragazzi vicini ad ambienti legati ai centri sociali del Varesotto, riconducibili alla sigla “Antifa” (acronimo di “antifascismo”) una pista sin dall’inizio seguita dagli investigatori che dalle perquisizioni avrebbero trovato “materiale compatibile con i petardi esplosi” (cosa che  a Capodanno è rarissimo trovare nelle case della gente…).

“Sono arrivato a casa subito dopo la deflagrazione. Meno male che non sono arrivato prima sennò veniva fuori un casino, una sparatoria con la scorta”. ha raccontato Bossi conversando coi giornalisti a Ponte di Legno, dove si trova in vacanza con la famiglia, Bossi ha poi contestato la scritta «Antifa», comparsa vicino alla sede della Lega. “Noi fascisti? Fascisti sono proprio loro. È gente che danneggia la sinistra. La sinistra democratica. La gente normale si spaventa. Non vuole avere niente a che fare con loro”.  Insomma abbiamo a che fare con terroristi tra i più pericolosi: quelli che lanciano petardi, dopo i lanciatori di souvenir…

A conferma della lontananza della destra da atteggiamenti fascisti è da registrare la “bravata” (così è stata definita dal PDL pugliese) di una squadraccia di militanti del PDL che ha tempestato di pugni la porta di casa di Nichi Vendola nel cuore della notte urlando insulti. Il Presidente della Regione Puglia, svegliato di soprassalto, è caduto cercando di chiamare i carabinieri e si è slogato una caviglia, cosa che ha fatto morir dal ridere i Padani: “Ho sentito al telegiornale la notizia che Nichi Vendola è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del PdL e che è cascato dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti!”, ha detto ridacchiando, tal Marco Pinti, giovanissimo consigliere provinciale della Lega a Varese ai microfoni dall’emittente della Lega Nord Radio Padania.

Immediata la risposta di Vendola. “Io auguro piena salute e lunga vita a tutti i miei avversari politici, perchè‚ penso di doverli battere sul piano politico. Immaginare la disgrazia fisica dei propri avversari è un segno della pochezza morale e intellettuale impressionante”.

Questa notte, nel celebrare la fine del 2010, lancerò anche io un petardo contro questi nuovi fascisti, lontanto da ogni vetrina, sperando che il 2011 ci porti sempre più lontani da finti attentati, arresti preventivi, ed in generale dalla meschina rozzezza padana.

P.S. – Ad ulteriore riprova dell’animo fascista di questa destra rozza e razzista, andate a vedere i commenti su Facebook dei lettori de Il Giornale

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Bondi beccato

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Gasparri soffia sul fuoco

Maurizio Gasparri, capogruppo del PDL, continua a soffiare sul fuoco in maniera irresponsabile ed ottusa, come da sua tradizione, in attesa delle manifestazioni degli studenti dei prossimi giorni, quando il decreto Gelmini verrà portato all’approvazione del Parlamento. Ieri chiedeva arresti preventivi, in puro stile fascista e oggi chiama potenziali assassini i ragazzi che partecipano alle manifestazioni…

Alla faccia del dialogo invocato dal Presidente Napolitano che aveva appena dichiarato che “il crescente malessere dei giovani non va disconosciuto. Guai a sottovalutarlo  è malessere concreto, per la disoccupazione e per la precarietà e scarsa qualità dell’occupazione, per l’inadeguata formazione, e più in generale per l’incertezza del futuro, per il vacillare delle speranze e degli slanci che dovrebbero accompagnare l’ingresso nell’età adulta”.

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Me ne frego!

“Noi del Colle ce ne freghiamo!“, ha detto il coordinatore del PDL, Denis Verdini, già noto alle cronache ed indagato dalla magistratura per le squallide vicende della P3. Si è scatenato il finimondo, con il partito di Berlusconi schierato a difendere Verdini, adducendo improbabili fraintedimenti e balenando motivazioni che la disgraziata frase avrebbe sottointeso e le opposizioni che trasudano indignazione nelle dichiarazioni dei leader.

Un individuo come Verdini sarebbe stato rimosso già da tempo, dopo quello che la magistratura sta appurando sul suo conto, una persona al livello di Cosentino, gente per cui la corruzione e l’inganno sono peccatucci veniali e non mi stupisco affatto se questa gente pensi di sopraffare le Istituzioni, piegandole al loro comodo personale. Il punto è che non deve essere loro consentito. Invece di esporre la propria indignazione, sarebbe importante dare un segnale, prendendo provvedimenti importanti e simbolici nei confronti di un rappresentante del Parlamento, leader del gruppo parlamentare più folto, che è al governo, che disconosce il Presidente della Repubblica. Insomma ci vuole della coerenza: fregarsene del Presidente della Repubblica e delle sue competenze, in questa nostra democrazia non è permesso neanche al Presidente del Consiglio ed è molto grave che un largo gruppo parlamentare dichiari di non rispettarne la figura.

Invece di blaterare rettifiche e spiegazioni, Verdini ed i suoi compari dovrebbero scusarsi con il Paese per gli insulti continui che fanno alla nostra Costituzione ed ai suoi rappresentanti.

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Una questione di filosofia

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