Articoli con tag proteste

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Atene brucia, Madrid protesta e a Roma piove

Stamattina, mentre il Parlamento greco approvava le misure economiche imposte dall’Unione Europe e i mercati già ricominciavano a parlare di rischio default…

e a Madrid il popolo di Spagna non resta a guardare scende in piazza, si organizza, grazie anche ai social network la rivolta è in diretta. La manifestazione ha preso spunto da “Occupy Wall Street” divenendo “Occupa il Congresso”, cambiato poi in “Circonda il Congresso” su invito dei sindacati e del Partito Popolare per motivi di ordine pubblico.

La folla vuole le dimissioni del premier Rajoy, gli indignados sono contro il taglio delle tredicesime, i tagli all’istruzione e alla sanità. Tutto si svolge pacificamente, il coordinamento 25-S ha utilizzato i social media per diffondere il messaggio, inoltre ha diffuso, nei giorni precedenti, un manuale di “resistenza pacifica”, indicando commissariati di zona e gli avvocati a cui rivolgersi in caso di scontri e fermi.

Schierati 1350 agenti, una doppia rete metallica divide la gente dalla polizia in tenuta antisommossa e da poliziotti a cavallo, mentre gli elicotteri sorvegliano la situazione dall’alto. Intorno alle 19 qualcosa va storto un paio di gruppi si distaccano provando a superare le barriere di protezione, inizia il lancio di oggetti La polizia carica e, come succede in questi casi, la situazione degenera: teste spaccate, ragazze, ragazzi e anziani pestati a sangue.

La posta in gioco è molto alta, non esistono colori politici, non esistono etichette sociali o differenze di età, la Spagna è tutta in piazza Nettuno a Madrid. La leggenda, racconta di un membro delle forze dell’ordine che si toglie il casco e si unisce ai manifestanti urlando “por mis hijos” (per i miei figli). Il bilancio finale sarà di 28 arresti e 64 feriti. Ma la Spagna questa volta non si ferma e l’appuntamento è per le 19 di oggi.

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I quattro gatti di Roma

Ieri a Roma: quelli che i  giornali filo-governativi hanno definito “quattro gatti dei centro sociali” o piccole «parate» tra striscioni e slogan.

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La lettera a Napolitano

Ecco il testo della lettera con cui gli studenti chiedono udienza da Capo dello Stato, che li riceverà nel pomeriggio:

“Caro Presidente,

ancora una volta in tutta Italia gli studenti universitari e medi stanno manifestando contro l’approvazione del ddl Gelmini al Senato.Da anni chiediamo che l’universita’ cambi, siamo i primi che denunciamo che l’universita’ che viviamo non funziona. La riforma proposta dal Ministro Gelmini a nostro avviso non risolve nessuno dei problemi che noi poniamo , anzi li aumenta con tagli indiscriminati e la cancellazione del diritto allo studio.

Da due anni chiediamo al Governo di fermare l’iter della riforma ed ascoltare le nostre richieste aprendo una grande discussione con il mondo accademico per costruire una riforma che metta l’universita’ e la ricerca al centro della agenda politica economica e sociale nostro paese. L’unica risposta che abbiamo avuto e’ il silenzio da parte del Governo, se non addirittura insulti.

Chiediamo a Lei, Presidente, massima carica della nostra Repubblica di riceverci per ascoltare le nostre ragioni. Ci dimostri signor Presidente che la piu’ alta carica dello stato vuole mantenere un dialogo aperto con una generazione che ha un futuro incerto”.

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Bomba o non bomba, arriveremo a Roma

Una bomba rudimentale del tipo “pipe” (cioè fatta di tubi riempiti di polvere e frammenti di ferro) è stata ritrovata verso le 10:00 di questa mattina a circa 400 metri dalla stazione Rebibbia della Metro B di Roma. Il ritrovamento è stato fatto dal macchinista che ha visto una busta, situata sotto uno dei sedili, da cui uscivano dei fili elettrici. Solo più tardi, verso le 16:00, gli artificeri dei Carabinieri hanno spiegato che l’ordigno non poteva esplodere perchè privo dell’innesco.

Nel frattempo però non è stata effettuata nessuna evacuazione ed il traffico dell’affollata metropolitana della Capitale ha continuato senza particolari ritardi e tra lo stupore degli utenti della Stazione Rebibbia per la presenza di tanti poliziotti. Non lo trovate strano? Come facevano a sapere che non vi fosse un’altra bomba nella metropolitana (vedi lo stile dei professionisti di Al Qaeda)? Non aver chiuso neanche la stazione di Rebibbia per controllare  non ha messo in pericolo gli ignari viaggiatori? Forse il comportamento inusuale della nostre forze dell’ordine era dettato dal fatto che la bomba era innocua, ma in questo caso perchè hanno aspettato fino alle 16:00 per renderlo noto?

Sarà una coincidenza che il ritrovamento sia stato fatto il giorno prima delle manifestazioni studentesche di domani, ma l’odore acre di una nuova strategia della tensione continua ad aleggiare…

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Gasparri soffia sul fuoco

Maurizio Gasparri, capogruppo del PDL, continua a soffiare sul fuoco in maniera irresponsabile ed ottusa, come da sua tradizione, in attesa delle manifestazioni degli studenti dei prossimi giorni, quando il decreto Gelmini verrà portato all’approvazione del Parlamento. Ieri chiedeva arresti preventivi, in puro stile fascista e oggi chiama potenziali assassini i ragazzi che partecipano alle manifestazioni…

Alla faccia del dialogo invocato dal Presidente Napolitano che aveva appena dichiarato che “il crescente malessere dei giovani non va disconosciuto. Guai a sottovalutarlo  è malessere concreto, per la disoccupazione e per la precarietà e scarsa qualità dell’occupazione, per l’inadeguata formazione, e più in generale per l’incertezza del futuro, per il vacillare delle speranze e degli slanci che dovrebbero accompagnare l’ingresso nell’età adulta”.

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Appello per gli studenti

Mmmm… il governo che fa la faccia feroce con gli studenti invece di cercare il dialogo, mi ricorda tante cose degli anni ’70 e Maroni comincia sempre più ad assomigliare al Cossiga che si scriveva con la K (e con le SS). Cosi significa chiedere  gli strumenti legislativi che consentano per gli studenti lo stesso trattamento riservato ai tifosi da stadio? Le ragioni della protesta dei ragazzi non mi sembrano le stesse dei violenti coglioni di ogni età che popolano le curve degli stadi e mi sembra che il non riconoscerle sia un atto politico gravemente autoritario, con il quale non concordo affatto, come milioni di persone in questo Paese.

Le critiche contro i provvedimenti del governo sulla scuola non vengono ascoltate con fare sprezzante e molto autorevoli rappresentanti del PDL e della Lega si lasciano andare ad atteggiamenti autoritari che passano il  limite del normale confronto democratico tra le parti. Gli studenti rappresentano l’opposizione reale, quella che ha radici nella società e tutti coloro che condividono anche uno solo degli ideali della democrazia, da quello socialista a quello popolare, non può non essere in ansia per le dimostrazioni di forza di un governo in grave difficoltà, che potrebbe voler sovvertire la piazza per imporre l’ordine e sopravvivere facendo forza sui voti dei “moderati”. Non è proprio a loro che si rivolge Berlusconi da qualche giorno nel tentativo di allargare la sua maggioranza?

C’è un gravissimo pericolo di strumentalizzazione di quello che accade ed i prossimi giorni saranno cruciali. Da domani riparte infatti la protesta degli studenti medi e universitari contro il decreto Gelmini, alle battute finali prima del via libera previsto mercoledi’. Gli studenti medi, riferisce la Rete degli Studenti, si mobiliteranno almeno fino a mercoledi’, con “iniziative territoriali in tutte le citta’ d’Italia, mobilitazioni simboliche e creative per rilanciare la protesta con pratiche diverse da quelle della violenza” . Allo stesso tempo oggi il Ministro degli Interni ha chiesto il DASPO, il divieto di assistere agli eventi sportivi introdotto per combattere la violenza negli stadi, per gestire le manifestazioni di piazza.

Che rimanga alta l’attenzione di tutti per garantire il diritto dei nostri ragazzi a protestare contro una legge ingiusta, per proteggerli da eventuali abusi e strumentalizzazioni, come accadde a tutti noi che negli anni ’70 erano al posto dei ragazzi di oggi…

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Infiltrati provocatori

Abbiamo assistito oggi ad un Ministro Maroni piccato per i sospetti sull’esistenza di infiltrati delle forze dell’ordine nei disordini che hanno sconvolto Roma il 14 dicembre scorso. “Sono metodi archiviati” ha sostenuto a margine della sua esposizione in Parlamento. Strano… eppure le foto che sono state pubblicate in questi giorni parrebbero dire altro, proviamo a vederne qualcuna:

Guardate il tizio in beige, con il manganello e le spalle al muro davanti alla vetrina: ha anche un paio di manette aperte in mano… La stessa persona sembra essere quella ritroviamo nelle foto che seguono (quantomeno è vestita nella stessa identica maniera, scarpe comprese):

Un ragazzo a volto coperto che colpisce finanzieri e attacca blindati della polizia e poi soccorre un militare mostrando manette e manganello? Ce ne sono altre di foto con questo strano personaggio: mentre attacca con una vanga un blindato della polizia, solo e temerario, mentre sfida lo sbarramento della zona rossa nel cuore degli scontri a pochi metri da Senato, il volto coperto da una sciarpa, mentre colpisce il vetro del furgone della Celere, subito seguito da un altro ragazzo. Ancora dopo è presente alla scena del finanziere aggredito che impugna la pistola, come vedete nella prima immagine in alto: è sempre lui, in un angolo accanto alla vetrina: ma questa volta ha in una mano il manganello e nell’altra le manette. Ed è dalla parte delle forze dell’ordine.

Poi in un’altra immagine infine si mostra a volto scoperto, dietro il muro dei militari, accanto a due poliziotti. Il ragazzo con il giubbotto beige è inconfondibile. Ha scarpe bianche Nike, che spiccano su quelle scure della massa. Jeans scoloriti, cadenti, che cerca di tirare su quando è con i poliziotti. E indossa un unico guanto destro, a righe bianche e rosse. Sia negli attacchi, sia quando impugna le manette, si copre il volto con una sciarpa chiara. Negli scatti si notano diversi “tutori della legge” travisati come dimostranti. La sequenza dell’aggressione al finanziere mostra alcuni agenti con il viso coperto. Uno di loro soccorre il sottufficiale nella mischia: ha un vistoso parka con un disegno geometrico a varie tonalità di grigio e occhiali da sci. E subito dopo è accanto al presunto provocatore. La scena dello scontro per liberare il militare delle Fiamme Gialle evidenzia altri due “infiltrati”. Uno è quello che poi abbraccia il sottufficiale, come a calmarlo. L’altro è quello vestito con una giacca a vento nera che si getta contro gli aggressori, impugnando una ricetrasmittente. E poi nella confusione viene colpito dal manganello di un basco verde sopraggiunto di corsa.

L’uso di personale infiltrato nelle manifestazioni di piazza è prassi antica e legittima. Serve per controllare i movimenti della folla, identificare i soggetti che guidano gli assalti, intervenire “dall’interno” nei momenti più delicati. Un impiego frequente anche negli stadi ma soprattutto in occasione di cortei politici. Anche durante il G8 di Genova molte foto hanno documentato la presenza di agenti in borghese, mescolati alle marce nei momenti pacifici e nelle giornate della battaglia. Ma nonostante i sospetti non è mai stata documentata l’opera di provocatori: uomini delle forze dell’ordine “in incognito” che aggredissero loro colleghi o partecipassero alla devastazione dei negozi.  Le immagini del “ragazzo con il giubbotto beige” invece sembrano confermare le ipotesi più inquietanti.

A tutela della legalità democratica e dei tanti uomini delle forze dell’ordine che si sono fatti picchiare rispettando le regole dell’ordine pubblico, chiediamo a Maroni di smetterla di raccontarci frottole:  quanti erano gli agenti mescolati ai black bloc nella giornata che ha fatto ripiombare la capitale nel clima degli anni di piombo? E quale è stato il loro ruolo nella guerriglia metropolitana con decine di feriti e danni gravissimi?

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La Battaglia di Roma vista dall’estero

Ecco il video reportage mandato in onda da Russia Today sulla Battaglia di Roma di ieri:

Violent clashes erupt in Italy after Berlusconi survives no-confidence vote (viaRussiaToday)

At least 50 police and 40 protesters have been injured as hundreds of students clashed with police near the residence of Silvio Berlusconi in Italy’s capital on Tuesday. The riots came as parliament decided on the prime minister’s future. Berlusconi secured a comfortable victory in the no-confidence vote at the senate, but survived a similar motion in the lower house by just three votes. Demonstrators marched through Rome’s historic centre, throwing firecrackers that boomed as lawmakers cast their votes. Similar protests took place in other parts of the country.

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London calling

anche Londra brucia per la scuola e in Italia la protesta continua. Le immagini parlano da sole (il fotoreportage da Londra lo trovate qui)

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La rivolta studentesca – 2

(AGI) – Roma, 30 nov. – A poche ore dal voto in Aula alla Camera sul ddl universita’, dove il governo e’ stato battuto da un emendamento del Fli, gli studenti italiani scendono nuovamente in piazza con cortei, manifestazioni e sit in. A Roma, gli studenti hanno lanciato bottiglie, uova e alcuni petardi: la polizia ha caricato e sono stati esplosi anche alcuni lacrimogeni. Anche a Milano ci sono stati momenti di tensione con la polizia. In particolare, nel corteo degli universitari un gruppo ha lanciato uova, bottiglie, petardi e sampietrini contro le forze dell’ordine che hanno risposto con delle cariche. A Genova i disordini di sono verificati davanti alla prefettura del capoluogo ligure contro cui alcuni manifestanti hanno tirato degli oggetti. La polizia ha effettuato una carica di alleggerimento e un manifestante e’ rimasto lievemente ferito; gli studenti hanno occupato simbolicamente Palazzo Ducale. ATorino gli studenti hanno bloccato l’imbocco della Tangenziale e dopo la stazione di Torino Porta Nuova. A Trieste i manifestanti hanno occupato la stazione centrale. A Bologna, dopo aver occupato per oltre un’ora l’Autostrada A14, gli studenti hanno raggiunto la Stazione Centrale cercando di invadere i binari. Le Forze dell’Ordine schierate davanti all’ingresso hanno impedito il tentativo con un paio di cariche di alleggerimento, in risposta anche ai lanci di oggetti: sono volate le prima manganellate e alcuni ragazzi sono rimasti feriti. A Cosenza, gli studenti hanno occupato la sede autostradale della A3, all’altezza dello svincolo di Cosenza Nord. APerugia, occupati i binari della stazione ferroviaria di Fontivegge. A Firenze, dopo un tentativo di occupare autostrada e aeroporto, gli studenti hanno fermato il traffico lungo ponte della Vittoria. A Napoli occupato il Palazzo Reale ed esposto uno striscione a piazza Plebiscito: “C’e’ chi dice no”.

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L’Italia che protesta

Foto che faranno inevitabilmente il giro del mondo…

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