Articoli con tag Roma

La testa di Marino

2La testa del Sindaco di Roma, è caduta sul degrado che sta facendo marcire la Capitale italiana, e la sua straordinaria eredità storica e artistica. Trovatemi un solo residente a Roma che sia soddisfatto del stato in cui si trova la città, immersa nello sporco, attanagliata dal malaffare e immobilizzata dalla burocrazia. E’ un dolore immenso, ancora più che una rabbia, quello che provoca la situazione, ma non credo che sia possibile darne la colpa a Ignazio Marino.

Oggettivamente questo è il primo Sindaco della storia capitolina a pubblicare il resoconto delle proprie spese, inclusi gli scontrini su cui è montata la polemica che  ha portato alle sue dimissioni, ma questo è un altro discorso.  Ha cercato di far lavorare i dipendenti dell’ATAC e gli altri funzionari della pubblica amministrazione, messo mano alle licenze di balneari e delle bancarelle ambulanti riducendo non poco l’impero economico dei clan locali, ha ridotto al lumicino il business dei ras delle discariche, si è battuto per i diritti civili di tutti, sfidando la magistratura e il governo Renzi, con il suo crescente potere di influenza.

Marino, era partito forte con addirittura il 60% delle preferenze elettorali ed era succeduto al seggio capitolino mettendo fine alla tetra epoca Alemanno che, ironizzando con il nome, aveva portato la barbarie nel cuore della Città Eterna. Il disarmante stato di abbandono della città e della vita della popolazione è un retaggio pericolosissimo per chiunque e non si può negare che Marino abbia cercato di affrontare l’impegno a testa bassa, pestando molti piedi autorevoli nel farlo, compresi quelli oltre il Tevere. Le sue scarse capacità diplomatiche erano mal sopportate e francamente credo che Marino ci abbia messo del suo sacco nel generare gli attacchi personali e professionali oltre che politici che il poveruomo ha subìto dalla “macchina del fango” della destra nostrana.

A questo punto i comici hanno cominciato a sghignazzarci sopra, coprendolo di ridicolo. “Marino deve dimostrare di saper governare” aveva tuonato Matteo Renzi pochi giorni fa, dopo che il Papa, assolutamente indispettito dallo stato in cui versa l’organizzazione del Giubileo a Roma, aveva pubblicamente smentito l’incauto Ignazio sulle ragioni del suo viaggio a Filadelfia, nel mezzo della bufera dello “scontrinopoli”,  l’incidente amministrativo che lo ha finalmente costretto alle dimissioni.

Aveva dichiarato di voler ripagare per intero le spese (€20,000) effettuate nel corso del mandato,  per chiudere la polemica, un gesto che immagino dovesse razionalmente far tornare l’attenzione sui problemi realmente drammatici della città risolvendo una questione ridicola, che riguarda scontrini da “lussuose” cene da €140, ma è stato invece (giustamente) interpretato come un’ammissione di colpa. Francamente credo che per il Sindaco della città di Roma abbia speso poco, ma è un vizio di tanti italiani “fare la cresta” sulle spese e quando è stata pubblicata la lettera dell’Università americana in cui lavorava il prof. Marino, in cui si chiude il rapporto di lavoro per questioni amministrative riguardanti proprio altri scontrini,  il verdetto è stato emesso: vittima della sua stessa opera si è dimesso, cosa assolutamente straordinaria in un’Italia piena di indagati e condannati che restano stretti alla poltrona.

Ricorda che la legge gli da 20 giorni per revocarle e mi domando: perché lo dice? Si aspetta una sollevazione popolare in suo favore? In ogni altra condizione, ritirare le dimissioni sarebbe clamoroso e credo impossibile a questo punto e allora perché lascia intendere che potrebbe farlo nei prossimi 20 giorni? Suona molto male: appare come un gesto disperato perché, caro professore, una volta date di fronte all’opinione pubblica, le dimissioni si ritirano solo se qualcuno glielo chiede. Quindi, scartando tutti i partiti politici, PD in testa, glielo potrebbe chiedere il Vaticano, visto che il Giubileo è veramente alle porte (oltre al fatto che affrontarlo senza Sindaco non è bello per la Città Eterna) o glielo può chiedere l’opinione pubblica a furor di popolo. A quali di questi scenari lega il possibile esercizio dei suoi diritti legali sulle dimissioni?

Condivido invece pienamente una cosa del discorso con cui da le dimissioni: per chiunque sarà il suo successore la strada maestra deve continuare ad essere il risanamento della città e delle condizioni di vita della sua popolazione. Ci vuole molta forza per contrastare i “poteri forti” che attanagliano Roma, ma ad un’azione comune deve essere necessariamente affiancata anche una strategia efficace e grandi capacità diplomatiche e persuasive. Chiunque sarà il nuovo leader, i romani non possono (e non devono!) accettare niente di meno.

Annunci

, , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti

Grillo, le piazze e lo tsunami che investe l’Italia

grillo“La nostra generazione voleva cambiare la società e non ci siamo riusciti: fatelo voi per piacere!” Dario Fo, davanti alla piazza Duomo gremita all’inverosimile ha espresso un sentimento che tanti di quelli che hanno vissuto gli anni ’70 avevano dentro.

“Io non sono il leader del Movimento 5 Stelle, sono solo il portavoce, perchè la vera forza è la rete, siamo tutti noi!” così Grillo davanti a ottocentomila persone (!!) a Piazza San Giovanni a Roma qualche giorno dopo, nel bel mezzo di un tripudio che ha sancito il successo inequivocabile di quella rivoluzione civile che nei prossimi due giorni spazzerà via la classe politica infame che abbiamo sopportato in tutti questi anni.

Una classe politica non si auto-riforma (quanto volte lo abbiamo scritto su Nuda Verità…), ha bisogno di uno shock o di un effetto esterno che la costringa (vedi il “rumore dei forconi sotto il Palazzo” che abbiamo sempre invocato), di una rivoluzione che le strappi il comando, ed ecco che il Movimento 5 Stelle si appresta a travolgerli proprio come uno Tsunami. A nulla sono valse le calunnie, le dietrologie, le ricerche per alimentare la macchina del fango che tanto è servita in passato per fare politica perchè nessuno è più solido di chi non ha niente da nascondere e oltre a predicare riesce a mettere in pratica principi “rivoluzionari” per l’Italia degli ultimi anni: Onestà, Trasparenza e Solidarietà.

Non è Grillo sono i i milioni di Italiani traditi, vilipesi, sfruttati e soggiogati che si stanno rivoltando: è una rivoluzione non violenta ma sentitissima dalla gente quella che si sta per svolgere nelle urne della nostra democrazia, anzi che si è già svolta visti i risultati nelle piazze in cui il Movimento ha tenuto i suoi comizi.

Per carità non associami neanche lontanamente questo fenomeno all’ascesa della Lega di Bossi perché mai questa ha potuto contare sula sollevazione popolare a cui stiamo assistendo in tutto il Paese: rappresentava interessi di parte e era un vero e proprio partito, strutturato e inserito nel sistema, mentre qui stiamo assistendo a la spallata che farà cadere il sistema, portata da un Movimento e non un partito, che usa il mezzo più potente (la rete) per parlarsi, dialogare, scegliere, cambiare l’Italia. Forse il fenomeno delle piazze mi può ricordare l’ascesa di Obama, con i suoi stadi pieni, ma forse neanche lui ha potuto assistere a una piazza con 800.000 persone che hanno scelto di finanziare il cambiamento.

Ci sono alcuni aspetti che non condivido (il contrasto con il dissenso interno, le aperture ai fascisti di CasaPound, il disprezzo dei media), ma sono comunque marginali rispetto all’opportunità storica che si presenta al Paese. Non è un colpo di Stato: si chiama democrazia e riportare il popolo al centro delle decisioni è la vera rivoluzione di Grillo alla quale non posso che applaudire con entusiasmo.

Siamo tutti stufi (io per esempio ho smesso di pubblicarne su Nuda Verità) dei contrasti tra Berlusconi e i giudici, le difese di un Monti che non è riuscito a svincolarsi dall’immagine prona nei confronti della Germania, dei sofismi impalpabili tra candidati liberisti e socialisti del PD, delle gnocche ignoranti del PDL sempre pronte a inneggiare al vecchio satiro, delle opinioni interessate di commentatori iscritti ai partiti, di manager ladri di professione che ripagano i partiti per le poltrone ricevute a suon di milioni sottratti alla comunità. Parafrasando Grillo, preferisco mille volte rischiare il salto nel buio con chi fa dell’onestà e della trasparenza il suo motore che partecipare al suicidio di massa con una classe politica infame e invito il Partito Democratico ad accorgersi del fenomeno (ieri Ambrosoli ha fatto timide, ma illuminate aperture basate non sulle alleanze programmatiche, ma su progetti concreti… finalmente!) per dare una mano invece di contrastare lo Tsunami che si è già abbattuto sull’Italia.

I giochi sono fatti: arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano.

, , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

emergenza maltempo a Roma

, , , ,

Lascia un commento

Alemanno e la Caporetto della neve a Roma

Che gli uomini “spalino”. Che donne, vecchi, bambini “non escano di casa per andarsi a fare le foto”. Ogni disfatta ha un suo bollettino da consegnare alla Storia. E quando alle 12 di ieri il sindaco Gianni Alemanno invita con tono perentorio a “raggiungere i quattro centri di distribuzione pale” prima che arrivi il gelo, la città capisce che è tutto finito. Meglio, che nulla è mai iniziato. Perché in quel si “salvi chi può”, la resa certifica un abbandono che si fa arrogante. E per giunta bugiardo. Come uno Schettino qualunque di fronte al suo naufragio, il sindaco perde la testa, rovescia il tavolo. Se la prende con i romani che “non mettono le catene”. Accusa la Protezione civile di previsioni meteo errate. Evoca il complotto contro la città eterna, “regolarmente informata in ritardo” delle calamità che Iddio le riserva. È uno spettacolo raggelante, che Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, chiosa a “Repubblica” così: “Sono un uomo delle istituzioni e provo un’amarezza infinita. Pur di proteggere se stesso e dissimulare le proprie responsabilità, c’è un sindaco pronto a distruggere il lavoro e la credibilità di un intero sistema di Protezione civile. È incredibile”.Già, ma di incredibile c’è soprattutto come è nata questa Caporetto. Ci sono le comunicazioni tra Comune e Protezione civile, e almeno un atto interno del Gabinetto del Sindaco, che La Repubblica ha raccolto e che documentano come Roma è stata abbandonata a se stessa.
Il vertice di giovedì
Bisogna dunque tornare indietro di qualche giorno. Alle 19.30 di giovedì 2 febbraio, quando Gianni Alemanno entra negli uffici della Protezione Civile accompagnato da Tommaso Profeta, l’uomo responsabile della sicurezza e dei piani di protezione civile della città. Gabrielli ha convocato il Comitato nazionale tecnico per discutere e aggiornare i piani per l’emergenza che ha colpito il centro-nord. È un tavolo dove normalmente non vengono invitati gli enti locali. Ma questa volta, quello che sta per abbattersi su Roma consiglia la presenza del sindaco, dei rappresentanti della provincia (l’assessore alla sicurezza Ezio Paluzzi) e della Regione (il dirigente generale Luca Fegatelli). Ad Alemanno, insomma, non sfugge il motivo per cui è stato convocato. Anche perché, il sindaco sa bene che la città che amministra è l’unica a non avere ancora, ad otto anni dall’entrata in vigore della direttiva che lo impone, un “centro funzionale” per il monitoraggio delle condizioni ambientali. Per sapere che tempo farà, Alemanno ha due soli strumenti: il televideo e la Protezione civile.
Il bollettino che gli viene consegnato è chiaro. I meteorologi prevedono per venerdì 3, fino all’alba del 4, “precipitazioni combinate” pari a 35 millimetri d’acqua. Con una postilla ovvia. Se sarà acqua o neve, dipende da dove si collocherà lo “0” termico. Alemanno, che per giunta è un alpinista, dovrebbe sapere che quei 35 millimetri d’acqua, se trasformati in neve, significano 35 centimetri. E, almeno giovedì sera (al contrario di quanto dirà poi), la questione sembra essergli chiara. Si lascia infatti con Gabrielli con un impegno e una scommessa guascona: “Caro prefetto, allora ce la giochiamo con un grado. Venerdì osserveremo la temperatura. Se raggiungiamo lo “0” in città, faccio partire il “piano neve””. Il capo della Protezione civile prende atto, ma insiste. Gli chiede se non ritenga opportuno allertare comunque il “Sitema nazionale di protezione civile”. Quello che consente di far affluire a Roma da altre parti del territorio nazionale, mezzi e risorse aggiuntive per fronteggiare l’emergenza. Alemanno ringrazia, ma declina: “Il piano c’è, non ho bisogno di nulla”.
Il fax che svela la menzogna
Il sindaco, del resto, in quelle ore ha una sua coerenza. Sa così bene quello che sta per precipitargli sulla testa ed è così convinto di poter fare da solo che il pomeriggio del 2 ha disposto la chiusura delle scuole per venerdì e sabato. Ma c’è di più. Conosce a tal punto quale emergenza si avanza che martedì 31 gennaio, il suo Tommaso Profeta (l’uomo che è con lui alla Protezione civile), ha inviato alle 3000 associazioni di volontariato della città una comunicazione ufficiale che invita alla immediata mobilitazione. Leggiamo: “In riferimento all’informativa di condizioni meteo avverse protocollo RK 206/2012 e il possibile peggioramento della situazione meteo con rischio neve a quote basse, dalla serata del 31 gennaio, si ritiene indispensabile l’attivazione di presidi per far fronte alle eventuali esigenze di Protezione Civile, connesse all’assistenza alla popolazione”. Il sindaco chiede “a partire dalle 23 del 31 gennaio, fino a cessate esigenze”, squadre di 4 volontari che verranno pagati a forfeit (20 euro ciascuno).
Le tre telefonate
È solo nella notte tra venerdì e sabato, quando comprende che il suo “piano neve” forse non è mai neppure partito, che Alemanno è aggredito dal panico. Alle 20 chiama una prima volta Gabrielli. “Per caso avete delle lame (gli spazzaneve ndr.)?”. Una domanda non solo tardiva, ma inutile, visto che il Dipartimento non ha mezzi propri. Alle 23, una seconda chiamata. “Ho bisogno di 50 tonnellate di sale”. E se possibile, questa nuova richiesta è ancora più surreale della prima, perché su Roma nevica ormai da oltre 12 ore e il sale, lo sa chiunque, va sparso prima che la neve attecchisca sull’asfalto. Intorno alla mezzanotte, l’ultimo grido di chi sta naufragando: “Mi dia l’esercito”, chiede Alemanno a Gabrielli confondendolo con il Prefetto, l’unico per legge autorizzato a far uscire mezzi e uomini dalle caserme.
Il “bollettino” che non c’ é
Il resto è noto. Fino all’ultima mossa. Una nuova ordinanza di chiusura delle scuole per lunedì, basata sul “bollettino meteorologico” dell’Aeronautica militare. Dovrebbe essere lo schiaffo ai meteorologi della Protezione civile. È invece l’ultimo grottesco fotogramma della disfatta. Perché – come confermano alla Protezione civile – non esiste nessun bollettino dell’Aeronautica per lunedì. Ma solo una telefonata del sindaco a un ufficiale di guardia.

, , , , , , ,

Lascia un commento

la neve, Roma e i lamenti di Alemanno

L0 so che tutti parlano della neve e che un altro post su questo può sembrare inutile e noioso, ma proprio non ce la faccio a stare zitto vedendo il disastro che paralizza Roma.

“La protezione civile non mi ha informato adeguatamente” ha detto il Sindaco di Roma, sommerso dalle inevitabili crisi di nervi di cittadini paralizzati dall’abbondante nevicata di ieri e stanotte. “Prevedevano 35 mm e non 35 cm”, ha aggiunto, immemore della sua ordinanza preventiva di chiudere le scuole (anzi no, sospendere le lezioni perché gli istituti dovevano restare aperti, vuoti, con i bambini nelle mani dei bidelli, ma aperti…), cosa di cui si era pure vantato al TG1 ai primi fiocchi, lamentandosi di essere stata o lasciato solo, lui, coraggioso duce di questa città allo sbando.

Adesso piange, lamentandosi (ancora!) e incitando le folle a prendere la pala e spazzare le strade, affiancando i potenti mezzi dell’ATAC, dell’AMA, dei VVFF, della polizia municipale (rivoglio vedere con le pale in mano!!!) e dell’esercito (udite, udite!!), per liberare le stare entro stasera, prima che ghiacci. Allora, vi anticipo la mia opinione: un incompetente del genere è da cacciare via immediatamente, ma andiamo con ordine:

  • E’ vero che il problema è il ghiaccio, ma questo si risolve buttando il sale sulle strade PRIMA della nevicata, perché poi spalando via la neve viene via anche il ghiaccio che si forma sotto, attaccato al manto stradale. Ovviamente poi bisogna cospargere nuovamente le strade di sale per evitare che le basse temperature facciamo il loro effetto naturale sull’acqua della neve.
  • Dove sono i 140 mezzi che dichiarava schierati con verve militare ieri durante l’intervista la TG1? Sono rimasti schierati o sono entrati in funzione?. Si faccia un  giro a Monte Mario o, se ha freddo, guardi le foto che a migliaia sono pubblicate in rete. Non si è visto nessuno e nessuno fa niente. Nessun agente municipale con la pala, soldati in uniforme da guerra o agenti di quella protezione civile a dir suo bugiarda. Non è che si stanno rimpallando le responsabilità impegnandosi in dibattiti surreali mentre la gente non  può circolare, fare la spesa, andare all’ospedale e via dicendo?
  • Sono caduti oltre 100 alberi sotto il peso della neve e migliaia di rami si sono spezzati cadendo sulle macchine parcheggiate, impedendo il transito anche dei pedoni che saltellano vestiti da sci per le strade facendo a palate di neve. E quelli che si sono spezzati e sono ancora attaccati agli alberi? Cadranno sulla testa di qualcuno? Vedremo nelle prossime ore perché ovviamente nessuno fa assolutamente niente.
  • Il Sindaco promette strade libere per domani alle 12:00. Lo vedremo domani, ma assistendo al disastro che imperversa credo che questo pasticcio porterà conseguenze per parecchi giorni.
  • In alcune zone di Roma nord manca l’acqua ed in altre l’elettricità, che con questo freddo sono essenziali per non incorrere in problemi ancora più gravi: un perfetto esempio di gestione moderna della capitale del Paese.

Insomma, godetevi pure lo scenario inusuale del Colosseo imbiancato, scendete in mezzo alla strada ghiacciata a fare a palle di neve con i bambini o semplicemente a sfoggiare il completino da sci ultimo grido che tanto piace, ma non vi meravigliate se qualcuno urla la propria rabbia per questo ennesimo esempio di incivile incompetenza, condita dalla superbia codarda e lamentosa degli incapaci che ci governano.

, , , , , , , , , ,

Lascia un commento

grande Blues a Roma

grande duo Blues a Roma, i Gaia Groove. 😉

 

, , , , , , ,

Lascia un commento

Paralisi per neve

Le bestemmie oggi si sono sprecate, intrappolato per ore in una città paralizzata da un paio di centimetri di neve: il caos più totale ha avvolto le strade di Roma costringendo ad ore ed ore di file interminabili sull’asfalto ghiacciato. Gli incidenti stradali e le macchine in panne ostruivano la circolazione, mentre i veicoli avanzavano centimetro per centimetro cercando di non scivolare sulla poltiglia di neve ghiacciata.

Ai primi fiocchi, improvvisamente le strade si sono riempite di autobus che andavano in rimessa, senza più caricare i gruppi di persone infreddolite che aspettavano il trasporto. Sulla Cassia, andando fuori Roma, ho visto tanti, anziani, bambini, immigrati avviarsi a piedi sotto la neve e poi la pioggia gelata dopo aver aspettato per ore. C’era gente esasperata dopo ore di attesa in file immobili, che tentava manovre e cambi di corsia pericolose pur di cercare di divincolarsi dalla morsa del traffico, ma soprattutto ho visto tanta rassegnazione nei volti delle persone che incontrato nelle 5 ore che ho impiegato a tornare a casa. Rassegnazione per lo stato incivile in cui sono state lasciate le strade della città e soprattutto le arterie che collegano il centro con la periferia. Eppure lo sapevano tutti che avrebbe nevicato, erano giorni che le previsioni meteo annunciavano la neve. Possibile che nessuno si sia curato di spargere neanche un grammo di sale per cercare di evitare ai cittadini l’incubo in cui siamo stati lasciati oggi?

Lo so che lo stesso è successo in  mezza Italia, ma la cosa non mi conforta affatto, anzi rafforza la convinzione che il problema di questo Paese è che la cosa pubblica non funziona più. Non che fosse un esempio di brillante efficienza anche prima, ma adesso ho la netta impressione che si sia arrivati allo sfascio.

Caro Sindaco Alemanno, visto che se ne sta occupando a quanto dice negli ultimi giorni, controlli anche l’efficienza di quei dipendenti a cui ha affidato incarichi nell’ATAC (l’azienda comunale per i trasporti) perchè il servizio offerto a quella gente per strada al gelo è una vergogna, e ci faccia sapere anche chi non ha pulito le strade dalla neve, nonostante gli allerta meteo. Questo è uno dei compiti più importanti di un Sindaco: garantire ai propri cittadini i servizi necessari a svolgere la propria vita in una città moderna è un Suo obbligo, molto più del cercare la ribalta televisiva nazionale.

, , ,

Lascia un commento

La Battaglia di Roma – 2

Un altro video sulla Battaglia di Roma. Qui si vede l’evolversi della situazione e della violenza che ha devastato Roma.

, , , ,

Lascia un commento

La Battaglia di Roma vista dall’estero

Ecco il video reportage mandato in onda da Russia Today sulla Battaglia di Roma di ieri:

Violent clashes erupt in Italy after Berlusconi survives no-confidence vote (viaRussiaToday)

At least 50 police and 40 protesters have been injured as hundreds of students clashed with police near the residence of Silvio Berlusconi in Italy’s capital on Tuesday. The riots came as parliament decided on the prime minister’s future. Berlusconi secured a comfortable victory in the no-confidence vote at the senate, but survived a similar motion in the lower house by just three votes. Demonstrators marched through Rome’s historic centre, throwing firecrackers that boomed as lawmakers cast their votes. Similar protests took place in other parts of the country.

, , , , ,

5 commenti

La battaglia di Roma

A Montecitorio si sono decisi gli esiti del governo Berlusconi e Roma è praticamente sotto assedio. La situazione è critica, in quanto sono in corso scontri tra manifestanti e polizia. Vari sono stati i lanci di bombe carta e fumogeni, oltre che di vernice e letame. In piazza del Porto di Ripetta bruciata una Mercedes del corpo diplomatico. Un palazzo ha riportato danni. Fuoco ad altre auto sul lungotevere. In fiamme anche un bus dell’Atac e un mezzo della nettezza urbana. Ecco la cronaca dei fatti, fino a questo momento (in aggiornamento):

  • Ore 11.00 Sono centomila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che stanno sfilando a Roma al corteo contro il ddl Gelmini e per chiedere la sfiducia al Governo. Gli studenti, partiti dall’università La Sapienza, sono arrivati in via Cavour. Ai Fori Imperiali si uniranno a loro i manifestanti del coordinamento ‘Uniti contro la crisì, di cui fanno parte gli operai della Fiom, gli aquilani, gli esponenti dei centri sociali e i cittadini di Terzigno che protestano contro il termovalorizzatore.
  • Ore 12.0 Un manifestante, che si trovava vicino ai mezzi blindati bersaglio di lancio di oggetti è rimasto ferito al volto e perde copiosamente sangue. Il ragazzo è stato portato via a braccio da due manifestanti.
  • Ore 12.56 Un carabinieri che tentava di coprire un varco verso Palazzo Grazioli è stato preso di mira da un gruppo di manifestanti che hanno tentato di colpirlo con delle mazze. A più riprese un gruppo di una ventina di manifestanti ha tentato di colpirlo poi gli hanno lanciato contro bottiglie di vetro e uova. Il militare si è difeso con lo scudo ma non ha reagito
  • Ore 13.20 Lancio di bombe carta e fumogeni contro le camionette della polizia schierate su corso Rinascimento. I manifestanti stanno lanciando anche oggetti come martelli e bastoni.
  • Ore 13.32 Un gruppo di manifestanti con il volto coperto da passamontagna e caschi ha lanciato alcuni sacchetti di letame e poi fumogeni e bombe carta in via degli Astalli, una strada dietro palazzo Grazioli. Il gruppo di manifestanti ha poi preso di mira alcune camionette dei carabinieri con calci e bastoni.
  • Ore 13.40 Cariche della polizia vicino al Senato quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati armati di pale e mattonelle, prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni è parcheggiato a corso Rinascimento
  • Ore 13.55 Scontri vicino alla Camera dove alcuni manifestanti hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell’ordine hanno tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova. La testa del corteo è ferma ora di fronte in corso Rinascimento, dove a bloccare l’ingresso ci sono camionette della polizia e un ingente schieramento di forze dell’ordine. I ragazzi continuano a scandire i loro slogan coprendosi con caschi da moto e sciarpe su bocca e occhi. La carica di alleggerimento da parte della polizia ha fatto seguito al lancio da parte degli studenti di uova, vernice e limoni nei pressi del Senato, su Corso Rinascimento dove si sono fronteggiati le forze dell’ordine e i manifestanti. Al momento parte del corteo è concentrato su Corso Vittorio Emanuele dove i ragazzi stanno lanciando bombe carta.
  • Ore 13.58 Fumogeni, pietre, bastoni usati per assaltare tre blindati della Guardia di Finanza. Un gruppo di Black Blok sta assaltando in via del Corso i blindati con dentro i finanzieri che sono accerchiati e vengono picchiati dai teppisti con mazze. Oggetto della furia dei teppisti anche un camioncino dell’Ama, azienda che si occupa della nettezza urbana.
  • Ore 14.00 I manifestanti hanno rotto con delle mazze le vetrine di alcuni negozi di via del Corso. I negozi hanno abbassato le saracinesche e i commessi sono chiusi all’interno. I manifestanti sono indietreggiati e un cordone della forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa su via del Corso per evitare che i manifestanti raggiungano Montecitorio. Intanto continua il lancio di mazze, sampietrini da parte del manifestanti e di lacrimogeni da parte delle Forze dell’Ordine.
  • Ore 14.53 Il gruppo dei manifestanti procede ad ondate e ad ondate rispondono le forze dell’ordine che in questo momento si trovano all’altezza di via dei Condotti in assetto antisommossa.  Distrutto un mezzo della polizia.
  • Ore 14.55 Il gruppo di black block che sta devastando via del Corso e che aveva assaltato le tre camionette della Finanza è stato caricato dalla polizia. I teppisti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo.
  • Ore 15.00 Alcuni giovani manifestanti sono rimasti feriti negli scontri con le forze dell’ordine in Via del Corso, vicino a Montecitorio. Sul posto stanno arrivando le ambulanze.
  • Ore 15.12 Una bomba carta è stata lanciata contro Ottaviano Del Turco, che lasciava il Senato. Il lancio contro l’ex governatore della Regione Abruzzo è arrivato da alcuni manifestanti che stanno dimostrando nel centro di Roma contro il governo.
  • Ore 15.39 Una ventina di feriti è il bilancio degli scontri a Roma tra polizia e manifestati in corteo contro il governo.
  • Ore 15.40 Scenario da guerriglia urbana in Piazza Augusto Imperatore a Roma. Mentre carabinieri e polizia sono schierati, con tanto di scudi e manganelli, per bloccare l’ingresso della piazza verso via del Corso, alcuni manifestanti hanno dato fuoco a insegne, cassonetti dei rifiuti e pancali di legno, bloccando così a metà la piazza. Hanno divelto anche alcuni sanpietrini che ora sono in mezzo alla strada, mentre al lato della piazza i vigili del fuoco continuano a lavorare per spegnere l’incendio provocato dai manifestanti ad un mezzo della raccolta differenziata dell’Ama. Intanto sul Lungotevere si vedono ancora sfilare camionette della polizia e agenti a piedi in tenuta antisommossa.
  • Ore 15.46 Un barricata ‘di fuoco’. Questo ora divide i black block e le forze dell’ordine a via del Corso. I teppisti hanno costruito una sorta di barriera con ogni cosa, da biciclette a sedie e tavolini e un piccolo mezzo elettrico dell’Ama e le hanno dato fuoco. Dall’altra parte i blindati dei poliziotti.
  • Ore 16.12 Un gruppo di black bloc dalla terrazza del Pincio ha cominciato a lanciare sassi su qualsiasi persona di passaggio nella sottostante piazza del Popolo.
  • Ore 16.20 disordini nella zona di Piazza del Popolo. Alcune auto sono state date alle fiamme, mentre un gruppo di manifestanti ha cominciato a tirare sanpietrini ed oggetti contro le forze dell’ordine.
  • Ore 16.24 Tre cassonetti sono stati dati alle fiamme dai manifestanti tra Piazzale Flaminio e il Lungotevere. La carreggiata è bloccata, con gravi ripercussioni per il traffico proveniente dal Muro Torto, che è bloccato.
  • Ore 16. 26 Oltre dieci persone sono rimaste ferite, alcune anche seriamente, negli scontri avvenuti a Roma. Tutti sono stati medicati sul posto da personale del 118. Per ora nessuno è stato portato in ospedale anche perchè le ambulanze con difficoltà riescono a raggiungere gli ospedali del centro.

, , , ,

Lascia un commento

Alemanno è recidivo

Mentre il Sindaco di Roma minimizza lo scandalo delle assunzioni di suoi camerati, amici, parenti e amanti nelle aziende controllate AMA e ATAC, vengono fuori i dati sui suoi trascorsi nelle Istituzioni e salta subito all’occhio la sua propensione a procedere con passo militare e mano ferma nello spazzar via ogni precedente amministrazione per far assumere i suoi uomini.

Anche quando era Ministro dell’Agricoltura successe così e sempre tramite i suoi fidati boiardi di riferimento, Giuseppe Ambrosio e Franco Panzironi, che oggi è (guarda caso) l’amministratore delegato dell’AMA e segretario della fondazione di Alemanno “Nuova Italia”.

Trentaquatro giorni dopo la nomina a Ministro, Alemanno chiamò alla carica di commissario dell’UNIRE, l’ente di gestione dell’ippica, il camerata Riccardo Andriani, vecchio collega dei tempi del Fronte della Gioventù e come segretario generale, Franco Panzironi. In quella gestione, l’UNIRE prese in affitto un palazzo della BNL con uffici larghi come piazze e stipulò un contratto per l’Ufficio Stampa per oltre €100,000 con un’agenzia di fiducia, suggerita da Raniero Mamalchi, probiviro di AN, il cui figlio è adesso tra quelli sistemati all’AMA di Panzironi. Negli ultimi due anni sono passati dall’ippica al Comune di Roma anche Marco Mugavero e Raffaele Marra, destinato alla direzione delle politiche abitative, oltre a Laura Rebiscini, conduttrice di trasmissioni di UNIRE TV. Anche Andrea Vattani, con un passato da naziskin e già segretario di Alemanno al Ministero dell’Agricoltura, si occupa adesso delle Relazioni Internazionali per il Comune di Roma, per €122,000 l’anno, mentre il Direttore dell’UNIRELab, il laboratorio che si occupa delle analisi antidoping sui cavalli, indagato dai NAS di Milano, è Paolo de Iuliis, un camerata di Alemanno di lungo corso, dalle botte di piazza. La Direzione del Personale è affidata alla sorella di una deputata PDL, collaboratrice del Sindaco. UNIRELab che ha aperto dal 2003 una seconda sede a Pomezia, nonostante il deficit cronico e profondo, è un esempio di come il “metodo Alemanno” sia oramai in corso da anni.

Che schifo…

, , ,

Lascia un commento

L’arroganza di Alemanno

 

“Se ci saranno mie responsabilità, pagherò” ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, assediato da due settimane per lo scandalo di “Parentopoli” delle municipalizzate Atac e Ama, dalle prime pagine dei quotidiani nazionali. “Per il passato – ammette – non sono in grado di mettere la mano sul fuoco, perchè non mi sono occupato di assunzioni”, ma promette piena collaborazione con la giustizia indagante ed anche se queste cose “appartengono purtroppo alla fisiologia delle assunzioni nella pubblica amministrazione italiana…. chi ha sbagliato pagherà”.

Sono inorridito leggendo le parole del Sindaco che ha anche detto: “Nelle due aziende, dal 2008 a oggi ci sono stati 2.505 nuovi assunti. Di questi – nota Alemanno – a leggere i giornali 85 sono le assunzioni sospette (tra cui mogli e parenti di amici e sostenitori elettorali, amanti, cubiste ed una pletora di estremisti di destra, alcuni con condanne passate in giudicato). Non sono certo centinaia o migliaia”. Insomma come dire che se reato c’è stato è stato un piccolo reato … ma vi rendete conto fino a che punto è arrivata l’arroganza di questa gente? La corruzione, il violare le leggi e le pari opportunità dei cittadini che governa è una vergogna non giudicabile al chilo: ne basterebbe uno solo di quei soprusi arroganti per toglierle la fiducia, caro Sindaco, figuriamoci 85!

, , , , ,

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: