Articoli con tag Saviano

La ‘ndrangheta a Desio

(ANSA) – DESIO (MONZA), 26 NOV – L’amministrazione comunale di Desio e’ caduta per il coinvolgimento di alcuni politici del Pdl nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Tra i politici coinvolti, il presidente del consiglio comunale Nicola Mazzacuva, il consigliere Natale Marrone e l’ex assessore provinciale Rosario Perri (tutti del Pdl). La maggioranza dei consiglieri, stamani, ha firmato le dimissioni determinando cosi’ la caduta della giunta di centrodestra, guidata da Gianpiero Mariani. Insieme all’opposizione hanno firmato anche i consiglieri della Lega, fino a ieri in maggioranza.(ANSA).

La notizia è di oggi…. e adesso che dirà Maroni?

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La mafia entra nella politica

Avete notato come la mafia sia diventata improvvisamente centrale nel dibattito politico? Da quando Saviano che ne ha cominciato a parlare, abbiamo assistito in rapida successione ad eventi, fatti legati alla mafia, che stanno ancora riempiendo le cronache e le prime pagine dei quotidiani: la rabbia di Maroni, l’arresto del boss Iovine, capo dei Casalesi ed oggi l’infamante condanna del Senatore Marcello Dell’Utri e la notizia che il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, raccogliendo il testimone del collegamento tra mafia e Cosa Nostra, proprio da Dell’Utri.

Tuttavia la deposizione delle motivazioni con cui i giudici di Palermo hanno condannato a 7 anni il senatore PDL per concorso esterno in associazione mafiosa è eclatante, anche perchè non lascia più ombra di dubbio: “Marcello Dell’Utri era uno specifico canale di collegamento tra Cosa Nostra e Berlusconi” è la sentenza della Giustizia italiana, dopo tutti i gradi di appello che il giudizio comporta in questo Paese. Nelle 641 pagine depositate in cancelleria i giudici di Palermo sostengono che Dell’Utri nel periodo fino al 1992 “ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso”. In particolare, l’imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di “agganciare” per molti anni Berlusconi, “una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico”

Un “aggancio” di molti anni quello tra Berlusconi e Cosa Nostra che coincide con gli albori di Forza Italia che quantomeno nella sua fase iniziale, ricevette i favori e forse anche fondi mafiosi.

Il mafioso Vittorio Mangano – si legge ancora nelle motivazioni della sentenza – fu assunto, su intervento di Marcello Dell’Utri, come “stalliere” nella villa di Arcore non tanto per accudire i cavalli ma per garantire l’incolumità di Silvio Berlusconi. I giudici ritengono credibile il collaboratore Francesco Di Carlo, che ha ricostruito il sistema di “relazioni” di Dell’Utri con ambienti di Cosa nostra. Credono fondato soprattutto il suo racconto su una riunione svoltasi a Milano nel 1975 “negli uffici di Berlusconi” alla quale parteciparono, oltre a Dell’Utri, anche i boss Gaetano Cinà, Girolamo Teresi e Stefano Bontade che all’epoca era “uno dei più importanti capimafia”.

In un Paese civile il senatore in questione avrebbe quantomeno perso seduta stante ogni onore, benefit o posizione, scontando la sua condanna con il marchio dell’infamia e l’interdizione imperitura da ogni pubblico ufficio, ma la stessa sorte sarebbe riservata ad un Presidente del Consiglio i cui contatti con la mafia sono stati provati e condannati da un aula di Tribunale.

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La petizione contro Saviano

Makkox

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Frenesia e nervosismi di una crisi di governo

Berlusconi è improvvisamente silenzioso. Fissata la data di discussione parlamentare sulla fiducia/sfiducia per il 14 dicembre (curiosamente il giorno prima del pronunciamento della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del “legittimo impedimento”), si discute del Patto di Stabilità, come adesso si chiama la Finanziaria, ma non credo che il Presidente del Consiglio sia impegnato per dare supporto a Tremonti in questi giorni. A questo pensano Ministri e Sottosegretari che tramano e lottano per aumentare i fondi per la lotta contro la distrofia muscolare, ripristinare il bonus promesso alle nuove costruzioni che adottano un qualche criterio di eco-compatibilità o restituire i finanziamenti alla scuola parificata che erano stati inopinatamente tagliati in prima stesura.

Silvio è sotto pressione per ottenere la fiducia nell’unica maniera che conosce: comprando “onorevoli” rappresentanti alla Camera ed al Senato, come Giuseppe Angeli, nato ad Orsigna il 5 aprile 1931, residente in Argentina ed eletto alla Camera nella circoscrizione dell’America Latina nella lista “Per l’Italia nel mondo”, che ha lasciato Fini, ed è tornato nel Pdl da dove proveniva.

E Bossi? Improvvisamente sotto attacco da parte dell’opinione pubblica, dopo il coraggioso affondo di Roberto Saviano ha lasciato reagire in maniera scomposta il Ministro Maroni che si è indignato, aggredendo e minacciando per poi accorgersi del boomerang e chiedere allo scrittore di “deporre le armi”. Resta comunque la domanda: come mai un Ministro degli Interni fa finta di non sapere delle infiltrazioni della mafia in Lombardia? I dati sono nelle carte dei giudici, non sono opinioni: ne parlava anche Borsellino in uno delle sue ultime interviste in televisione e ci sono le registrazioni. Lui non ne sapeva niente? La Lega, che presidia il territorio, non se ne era mai accorta? Le dichiarazioni di Gianfranco Miglio sulla necessità di “costituzionalizzare” la mafia non sono anche queste scritte nero su bianco? o forse vogliono affermare che la mafia non esiste in Lombardia? Una brutta faccenda in cui Bossi è rimasto “nel cespuglio”, come suo costume ultimamente mentre i suoi alleati si auto-distruggono: prima Berlusconi e adesso Maroni…

Un ultima considerazione: riescono ad imbrigliare l’antimateria al Cern (!!), facendo ricordare a tutti il libro Angeli e Demoni di Dan Brown e Maria Stella Gelmini cerca i riflettori quasi fosse una sua vittoria, ma purtroppo per lei non se la fila nessuno (giustamente); arrestano Iovine, il pericoloso boss della Clan dei Casalesi di cui parla Saviano in Gomorra e Maroni ed Alfano si pavoneggiano cercando gloria ed onori sulle spalle dei magistrati e delle forze dell’ordine. Saviano, condannato a morte dai Casalesi, dichiara seccamente: “erano 14 anni che aspettavo questo momento“.

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Saviano & Maroni

non è uno scherzo: è il titolo originale di Libero

Solo una considerazione: ma perchè invece di cercare di individuare le persone colluse che risultano dalle inchieste della magistratura la Lega si scaglia contro chi denuncia le collusioni? e se Saviano ha detto il falso perchè non lo denunciano? No: Maroni, che può replicare ovunque vista la sua posizione, DEVE andare in onda… francamente: lo facciano parlare a suo rischio e pericolo, tanto gli ascolti della trasmissione sono garantiti. Piuttosto: perchè Bossi tace?

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Resto con Fazio e Saviano

Ho assistito stasera ad una grande prova di comunicazione televisiva. Fazio e Saviano, hanno saputo toccare le corde di quell’Italia che non si sente rappresentata da chi governa, che crede in questo Paese ed è pronto a rimboccarsi le maniche per fare qualcosa, come Giovanni Falcone. Ho sentito parlare chiaramente di un paese governato da mafia e camorra fino a che Benigni ha regalato risate, calando le braghe al potere ed emozioni profonde parlando con i camorristi che hanno promesso la morte a Saviano

“…non lo capite? non avete bisogno della pistola davanti alla penna, perchè la penna ti da l’immortalità. Come diceva Sergio Leone: quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la penna, l’uomo con la pistola è morto”

e riprendendo Berlusconi che aveva biasimato chi scrive di mafia:

“Come fa a dire queste cose! Non si possono sentire. Sono proprio loro che dobbiamo difendere, perchè con la penna fanno come nelle fiabe, e le fiabe non sono cattive. Non dicono ai bambini che il drago c’è perchè lo sanno già i bambini, gli dicono come si fa a sconfiggerlo. Cosi fanno questi scrittori: non ci dicono che la mafia e la camorra esistono perchè lo sappiamo tutti, ma ci fanno capire che si può vincere”.

Poi ho visto Saviano fare un inno al sentimento nazionale, spiegando quanto sia importante un’Italia unita e sopratutto dei giovani che si sentano italiani. Lo diceva da meridionale, senza recriminare sullo scippo di civiltà che da allora si ripete nei confronti della gente del Sud, ma esaltando i martiri calabresi e tutti i ragazzi della Giovine Italia repubblicana. E’ stata una ventata di aria fresca, nei miasmi dell’ottusità della secessione strisciante leghista e spero che lo abbiano visto tanti giovani.

Grazie a Fazio, Saviano, al grandioso Benigni, a Vendola e Abbado. Non mi succedeva da tanto, troppo tempo, ma stasera mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Se lo chiedete a me: io resto

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Benigni

“Ragazzi mi raccomando, non  fatevi le canne, ma se poi… in la con gli anni, vi ritrovate come Alfano o Ghedini, allora li non ce niente altro da fare: li c’è bisogno di fumo.”

Roberto Benigni

a “Vieniviaconme” di Fazio e Saviano

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No, non è la RAI TV

Ma insomma! Santoro, la Gabanelli, Fazio e Saviano, la Dandini, Floris: minacce, sospensioni, indagini interne, ostacoli uno dietro l’altro per rendere difficile ed eventualmente impedire il lavoro di chi non è allineato.

Avevo già segnalato la recrudescenza dell’offensiva delle truppe berlusconiane, ma devo dire che attacchi così palesi alla libertà di stampa francamente non credevo potessero essere accettati dalla nostra “democrazia”. Addirittura l’AGCOM, l’autorità garante delle garanzie nella comunicazione, nonostante le forti infiltrazioni para-governative che hanno sollevato severe critiche e dubbi sull’imparzialità nel passato, ha dovuto diffidare il Tg1 di Minzolini per l’eccessivo sbilanciamento pro-governativo nel periodo che va da lugio a settembre scorso, minacciando ulteriori sanzioni se la cosa non verrà corretta, restituendo il corretto bilanciamento nel dare notizie al Paese nel breve termine.

Tuttavia, nonostante si sia veramente toccato il limite più basso nella libertà di stampa in Italia, si levano quotidianamente voci dal PDL che giustificano i provvedimenti con i troppi programmi televisivi trasmessi dalla RAI contro il Premier. Vogliamo ricordare che non accettiamo più che la realtà venga rivoltata davanti ai nostri occhi? Non sono i troppi programmi a far scandalo, ma il nostro Premier che ne combina una dietro l’altro, come stanno a provare gli innumerevoli processi (e ce ne fosse uno da cui è stato assolto se non per decorrenza dei tempi o mancanza di prove…). Cosa dovrebbe fare la stampa di fronte a ipotesi concrete di corruzione, frode fiscale, associazione mafiosa da parte di chi guida il Paese? Forse costoro vogliono ridurre la televisione di Stato (e quindi di tutti gli italiani e non solo della minoranza che ha votato questo governo – provate un po’ a sommare i voti contrari e gli astenuti dal voto, che da soli fanno il 40% del Paese e vedrete in quanti hanno votato Berlusconi) ad un servile ente di propaganda alla Fede, Minzolini, Feltri o Belpietro?

Questa è un’inaccettabile censura nei confronti del libero giornalismo, che un emittente pubblica deve stimolare invece di reprimere. Quando potremo assistere ad un inchiesta sui ripetuti scandali, sulle gaffe e le ipotesi di reato del Premier sulle sue reti televisive, (tanto per vedere come i giornalisti post-Mentana di Mediaset vedono l’argomento)? Intanto l’Italia scivola al 49mo posto nel ranking mondiale sulla libertà di stampa, al pari del Burkina Faso, che tuttavia è in ascesa mentre il nostro Paese è li stabile…

La RAI non deve essere un’altra TV commerciale, con tette, culi e reality come la stanno riducendo ad essere (oramai Quark ed i documentari sulle gazzelle africane sono gli unici programmi che fanno cultura), ma la televisione pubblica italiana, alla BBC: è per questo che si paga il canone, perchè la cultura non fa audience… e se non sono in grado la vendano, la privatizzino come fu deciso dagli italiani in un referendum popolare di qualche anno fa e mai attuato.

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Berlusconi all’attacco

Ieri è stata un giornata particolare per la nostra democrazia. Ecco i fatti:

  • la Commissione Giustizia ha approvato con i voti della maggioranza (FLI e MPA incluse) il Lodo Alfano che sospende ogni giudizio pendente sul Presidente del Consiglio (che ne ha parecchi) e sul Presidente della Repubblica (che non ne ha) fino a termine del mandato, rendendo retroattiva l’applicazione della norma in maniera da non impensierire chi guida il Paese con giudizi su presunti reati commessi anche prima della nomina ricevuta.
  • La Camera dei Deputati ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex Ministro Lunardi, indagato (con gravissimi indizi/prove di colpevolezza) nell’ambito dell’indagine legata alle attività di Diego Anemone (la stessa che aveva fatto emergere il pagamento del muto per la casa con vista sul Colosseo dell’allora Ministro Scaiola) di di aver concesso finanziamenti a Propaganda Fide in cambio di prezzi stracciati su un palazzetto di cinque piani nel cuore di Roma.
  • Il Tribunale del Riesame di Torino ha accolto il ricorso di Cota, Presidente della Regione Piemonte, secondo il quale una volta sancita ufficialmente l’elezione non è più possibile rimetterla in discussione, bocciando quindi il ricorso di Mercedes Bresso, l’avversario di Cota nelle scorse elezioni, che aveva provato grazie al rinconteggio delle schede,  che l’esiguo numero di voti di scarto era stato manipolato ad arte per favorire l’attuale “Governatore”
  • Il Direttore Generale della RAI, Masi ha ventilato la sospensione di “Vieni Via con Me”, il programma di Fazio e Saviano, prima mettendo in dubbio i compensi di un ospite (Benigni, che ha subito fatto sapere che sarebbe andato gratis, togliendo il problema dal tavolo della discussione) e poi contestando gli argomenti che sarebbero stati trattati, in un’evidente (ulteriore) tentativo di censura. Tralascio ogni menzione sulla proposta di Libero di questa mattina che titola: “Azzeriamo la RAI”, anche se incarna esattamente il disegno che stanno mettendo in atto da tanto (troppo) tempo per garantire un’egemonia totale alla dittatura mediatica del Presidente del Consiglio.

Mi sembra chiaro che stiamo assistendo ad una recrudescenza di esempi dell’esercizio del potere Berlusconiano, probabilmente ferito dai recenti accadimenti ed ancor più concentrato alla salvaguardia delle proprie posizioni che al bene del Paese (stiano attenti però… dopo gli operai della Fiom, ieri è stata la volta dei pastori sardi a manifestare la propria rabbia, con scontri e feriti a Cagliari).

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