Articoli con tag Scajola

L’elenco

Questo è l’articolo di La Repubblica in cui viene pubblicato il “libro mastro” di Anemone, che conterrebbe poco meno di 500 nomi (412 secondo alcune indiscrezioni). Nel novero ci sarebbero anche nomi altisonanti della sicurezza nazionale. Sono ora in corso verifiche per accertare se i beneficiari dei lavori di Anemone ne hanno goduto per fini istituzionali o con finalità private. Non è soprattutto chiaro se e quali lavori siano stati regolarmente pagati o e se sono il frutto di regalie.
Come dice lo stesso articolo “È un elenco che raccoglie tutti gli interventi edili (di ristrutturazione e ricostruzione) affrontati da Diego Anemone negli uffici pubblici e appartamenti privati della nomenklatura nazionale. Palazzo Chigi, la residenza privata di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, le abitazioni degli ex ministri Pietro Lunardi e Claudio Scajola, prime e seconde case, in città e in montagna. Le dimore di Guido Bertolaso (si scopre che a Roma sono due: in via Bellotti Bon e in via Giulia) e i suoi uffici della Protezione Civile.
E ancora capi di gabinetto, capi di dipartimento nei ministeri, capi di uffici legislativi, della Protezione civile e del ministero della Giustizia, dirigenti Rai, generali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, agenti dei servizi segreti. Una lista dettagliata dei lavori al Viminale, ai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, nella sede di Forza Italia e negli alloggi privati di segretarie di ministri (è il caso di Fabiana Santini assistente del Ministro Scajola, oggi assessore regionale nel Lazio)”.

Si ha la forte impressione che si sia solo all’inizio di questa vicenda che coinvolge, tra i beneficiari, anche moglie, segretarie ed amici di coloro che amministrano la cosa pubblica.

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LA CRICCA

Possono raccontarci tutto quello che vogliono, ma la verità è davanti agli occhi di tutti.
Nei primi mesi del 2010 si è verificato un preoccupante aumento esponenziale dei casi di presunta o accertata illegalità e di corruzione in maniera specifica. Provate a contare il numero di politici e di amministratori sui quali sono stati aperti procedimenti su fatti di malcostume, truffe ed arricchimenti illeciti a danno dello Stato e quindi della comunità, di noi tutti. Un altro Ministro (il chè porta a cinque il numero dei Ministri indagati – Berlusconi, Fitto, Matteoli e Bertolaso per vicende di profitto ed evasione fiscale ed il Sottosegretario Cosentino per associazione mafiosa) è stato costretto alle dimissioni, dopo essersi rifiutato di dare spiegazioni sull’accertato pagamento di oltre €900 milioni sottoforma di “contributo casa” da parte di un “fornitore”, e fornendo oltretutto spiegazioni a cui solo un’idiota può credere.
Bertolaso invece si difende a spada tratta, ma i fatti che continuano da emergere dall’inchiesta scandalo sui grandi appalti tenderebbero ad inchiodarlo sempre più, accreditandolo o come manager disattento o come consapevole leader di una struttura che era il collettore di un sistema di raccolta nel settore degli appalti. Il nodo sembra infatti essere che la Protezione Civile era stata la soluzione trovata per aggirare le gare nell’assegnazione della realizzazione delle grandi opere in maniera diretta, ad imprenditori con pochi scrupoli e molti soldi.
Secondo le indagini, l’on.Cosentino avrebbe operato assieme al Clan dei Casalesi prima e dopo il suo incarico a Sottosegratario…
… e su Berlusconi…
… e poi una pletora di Assessori, Sindaci ed amministratori locali pescati con le mani nel sacco.
La crescente, preoccupante, indegna corruzione che ci circonda, è il problema centrale della nostra Italia. La finta indignazione di quando le cose vengono a galla è indice di una classe dirigente che opera nella cosa pubblica per profitto personale e non per la comunità… e questo è inaccettabile. Fa bene Berlusconi a dire che chi ha sbagliato pagherà. Lui per primo.

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