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il Papa, l’IMU e lo strano fenomeno delle chiese aperte

Se viveste a Roma non potreste non aver notato lo “strano” fenomeno delle chiese aperte. Esatto: chiese solitamente mai aperte al pubblico (e a Roma ce ne sono veramente tante e bellissime) hanno  improvvisamente spalancato i solenni portoni al pubblico. I visitatori estasiati dallo splendore del patrimonio artistico avranno plaudito alla solerzia del Vaticano nel far ammirare i tesori d’arte accumulato nei secoli, ma le ragioni sono più pragmatiche.

Andiamo con ordine. il governo dei Tecnici al governo in Italia, di fronte al tentativo di risanare un Paese dilaniato da un lungo passato di malgoverno è costretto ad imporre sacrifici a tutta la popolazione, in base al reddito, senza tuttavia escludere neanche i più poveri. Tra i provvedimenti istituisce l’IMU, un’imposta sulla proprietà immobiliare dei cittadini, compresa la casa in cui abitano. Le proprietà immobiliari della Chiesa (o forse dovrei dire del Vaticano) sono immense: chiese, scuole ospedali, aziende oltre ai conventi, i dormitori e la galassia di società no-profit che sono o gravitano nella sfera di influenza di papa Ratzinger e tutte, dico tutte, queste proprietà non hanno mai pagato questa tassa e vengono (ovviamente verrebbe da dire) incluse nelle fonti di prelievo fiscale.

Questo scatena il putiferio perchè si tratterebbe di un vero e proprio salasso, quasi un attentato alle finanze dello Stato Vaticano e cominciano le urla indignate. Sono fermamente convinto che i luoghi di culto non debbano essere soggetti a tassazione per il semplice motivo che, per sostenersi, non essendo centri di profitto, questi dovrebbero chiedere alla gente di pagare (e questo aumenterebbe la tassazione oggettiva sui cittadini credenti) o chiudere (e questo sarebbe una grave violazione del diritto di culto della gente). Detto questo però, ogni altra attività deve generare un gettito fiscale che serve a finanziare il pubblico vivere civile della comunità: è un principio fondamentale della pubblica convivenza e infatti anche il Vaticano è costretto a cedere. La Santa Sede annuncia che pagheranno l’IMU tutte le sue attività commerciali.

Prima ancora che Monti possa rispondere alle sempre maggiori pressioni che gli arrivano da ogni fronte, è tutto un fiorire di cappelle che trasformano interi immobili in luogo di culto e le porte delle chiese si aprono, perchè se sono chiuse, non sono luoghi di culto. Ecco svelato il miracolo, ma la cosa che fa più rabbia sono le scuole. Parificate o private che siano, sono arrivati a sostenere di non essere attività commerciali perchè le rette salatissime che vengono imposte agli studenti sarebbero in realtà dei finanziamenti alla comunità religiosa che manda avanti la scuola: una bugia talmente grossolana che basta una visita occasionale per rendersene conto. Eppure Gasparri, lo ha gridato come un fatto ovvio non appena il governo Monti ha dichiarato che le attività non commerciali del Vaticano ed in genere di ogni altra attività no-profit sarà esclusa dal provvedimento fiscale.

La corsa frenetica a cercare motivazioni per non pagare le tasse da parte del Vaticano è un insulto che dovrebbe vedere tutti gli italiani sdegnati, perchè non è concepibile che qualcuno si sottragga alle restrizioni che tutti devono subire, ma lo è ancora di più quando questo è fatto da un’istituzione spirituale. Siamo stati costretti a tutto questo da uno Stato, chiamato a gestore la cosa pubblica, che invece di servire il popolo lo ha soggiogato e ci accorgiamo di come anche chi è stato chiamato a curare le anime di milioni di cittadini italiani si rifiuta di contribuire alle loro necessità per preservare i propri privilegi.

Non c’è che dire: o gli italiani si svegliano e mettono fine a tutto questo, affermando con tutta la forza necessaria il principio della sovranità popolare o non riusciremo mai a sottrarci al giogo medievale in cui siamo costretti e finiremo schiacciati dall’avidità del Papa e dell’Imperatore.

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