Articoli con tag sinistra

Chi ha paura del Movimento?

Il Movimento Cinque Stelle cresce, a Parma raggiunge il ballottaggio, a Genova lo sfiora e si attesta dappertutto come una realtà della politica nazionale in questa tornata parziale di elezioni amministrative. Eppure ascoltando i commenti  a caldo, il ritornello è sempre lo stesso: antipolitica, voto di protesta, populismo. E’ mai possibile che nessuno si fremi a riflettere su quanto sta accadendo? C’è chi ha colto un parallelismo con la nascita della Lega, ricordando il 1992 e quell’aula piena di  cittadini prestati (allora) alla politica: Bossi, Maroni, Borghezio, Speroni, Rosy Mauro erano tutti li, sconosciuti alla ribalta come lo era quel Castelli che dichiarò che avrebbe fatto politica per massimo 5 anni perchè lui era un ingegnere e voleva continuare a fare il suo lavoro (magari poi lo avesse fatto…). Il radicamento sul territorio era in effetti simile a quello che si riscontra adesso con il Movimento, si usciva da una crisi istituzionale (Mani Pulite) che aveva distrutto il sistema dei partiti della Guerra Fredda e anche allora si gridò al voto di protesta. Allora però votava il Paese e non la metà degli elettori come accade adesso e le argomentazioni xenofobe dei leghisti erano un elemento di rottura che riportava a una visione particolarista della società, agli interessi di un Nord destabilizzato dall’improvvisa mancanza di supporto politico per le sue commesse industriali. Poi, infatti, con la restaurazione berlusconiana del sistema, abbiamo visto tutti come è andata  a finire ed il marcio che la Lega ha nascosto per anni (e credo si sia solo all’inizio delle scoperte…).

Il Movimento è un’altra cosa: ha un programma chiaro (basta andare sul sito per visionarlo integralmente) senza argomentazioni xenofobe o particolariste sia in senso geografico che di interessi, non propone rivendicazioni basate su mitologie storiche per darsi un corpo. Al contrario si basa sulla gente che grazie al potere straordinario della rete ed alla popolarità del personaggio Beppe Grillo ha trovato la maniera di aggregarsi e di esprimersi, organizzandosi per cambiare le cose nel Paese partendo dalla restituzione della democrazia alla popolazione.

Antipolitica? Ma facciamola finita… questa è la politica, quella che non passa attraverso le segreterie dei partiti, ma il consenso popolare, che non usa il finanziamento pubblico o rimborso elettorale che si voglia chiamare per finanziare le proprie attività, che si batte senza guardare in faccia i potentati, che non ha paura di urlare la propria rabbia per le condizioni in cui versa il Paese, che non accetta di far pagare l’enorme debito contratto dal sistema a quella gente che invece non ha accumulato una lira (o un euro, fate voi…) di debito personale per tutta la vita. L’Articolo 49 della Costituzione da ai cittadini la facoltà di riunirsi costituendo movimenti e partiti (la differenza è sottile) per gestire la cosa pubblica e per poter far questo ci sono tutta una serie di condizioni e vincoli che il Movimento ha rispettato alla lettera, contro tutto e tutti, ma con la forza propulsiva inarrestabile dei movimenti popolari. C’è un esempio eccellente che ha cambiato la storia che ha seguito lo stesso percorso: Obama, altro che la Lega.

Vi ricorderete tutti come fosse dato come agnello sacrificale dello strapotere del clan di Clinton e poi perdente contro un Partito Repubblicano perchè di colore e senza una grande storia personale. Eppure lui parlava alla Rete, raccoglieva consensi perchè parlava ed ascoltava la gente, riavvicinava i giovani alla politica rendendoli partecipi del programma e alla fine ha stravinto. Era antipolitica quella di Obama? O quella del Movimento lo è perchè predica lo scioglimento dei partiti (cosa che succede spontaneamente sotto il peso della corruzione e dell’indegno sistema che hanno creato (o lasciato creare nel caso della sinistra) a causa dell’imbarazzante incapacità di governare della loro classe dirigente, chiusa ed oggi  asserragliata nei loro palazzi e nei loro privilegi medievali? Il Movimento è un fenomeno importante perchè segna una svolta nella maniera di fare politica in Italia, altro che antipolitica. I risultati li vedremo, adesso che conquisteranno posizioni di amministrazione (statene certi), ma vi prego smettetela di dar retta ai media asserviti alla politica della casta, ai La Russa, Gasparri, Berlusconi e compagnia varia, e guardate con attenzione quello che sta succedendo, perchè forse per la prima volta in Italia sta succedendo qualcosa di veramente nuovo.

Annunci

, , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Appello al PD, Vendola, Di Pietro e Renzi compresi

Premetto che non mi sono ancora formato un’opinione sull’iniziativa di Matteo Renzi per “rottamare” la vecchia dirigenza del Partito Democratico. La carica dei 2500 “rottamatori” che convergono a Firenze su iniziativa del Sindaco Renzi per mettere in evidenza le proprie idee sul rinnovamento generazionale all’interno dei quadri dirigenti del PD, mi sembra quasi inopportuna, anche se ne riconosco il valore simbolico. Non è infatti in discussione la giusta spinta verso una maggior accessibilità dei giovani ai vertici del partito, per ovvi motivi di coerenza con l’evoluzione della società democratica se non per altro, ma la scelta dei tempi ed i metodi usati.

Si cerca di condizionare le scelte della giovane segreteria Bersani, eletta tramite il sistema delle primarie oppure è la nascita di un’ennesima scissione, se non nei fatti almeno nella percezione dell’opinione pubblica, che già stenta a riconoscere la leadership di quella che oggi è l’opposizione? Vendola incalza a sinistra, raccogliendo successo ad ogni cosa che dice e fa (e proprio perchè fa), perchè riesce ad attrarre l’opinione pubblica e dimostra una visione del Paese che non è rivoluzionaria, ma semplicemente progressista. Anche gli avversari lo rispettano più di altri nelle file dell’opposizione tutta. La sua lotta è la giusta aspirazione della sinistra, la sfida politica lanciata alla segreteria del PD, a cui Bersani non si nega, pressato anche dall’Italia dei Valori, che raccoglie la rabbia di chi non si riconosce nell’attuale amministrazione del Governo e dello Stato.

Il Partito Democratico, deve raccogliere queste sfide e misurarsi con gli altri nel più totale rispetto per vedere a quello che il popolo progressista italiano crede sia l’indirizzo da dare alla lotta al liberismo ed alle sue aberrazioni, come nel caso di Berlusconi. Qualunque sia il risultato delle primarie dovrà essere accettato dagli altri, per primi i candidati sconfitti, che dovranno aiutare il vincitore della candidatura a vincere le elezioni per governare il Paese. Solo così si può costruire una candidatura forte, che coalizzi il centro sinistra. Renzi è la riforma amministrativa (necessaria), Vendola l’anima di sinistra del PD e Di Pietro è il collante con la gente, che è delusa ed arrabbiata per mille motivi e Bersani è il Partito Democratico, la storia, la tradizione democratica, la credibilità istituzionale ed ha soprattutto l’organizzazione necessaria per governare.

Alla manifestazione del Partito Democratico con il governo ci dovranno essere tutti, per dare un segnale importante alla destra che si ri-organizza in vista del crollo del Cavaliere.

, , , , , ,

2 commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: