Articoli con tag Spagna

Apple, il mercato e la rivolta popolare globale

Prendete il valore di tutte le società quotate sul listino di Madrid (599 miliardi di dollari), sommatele a tutte le società quotate nella Borsa di Atene (36 miliardi di dollari). Scoprirete che il totale non è sufficiente per raggiungere la capitalizzazione di Apple.

Quello in cui viviamo è il mondo dove un’azione della società cofondata da Steve Jobs adesso vale 701 dollari. Valore che moltiplicato per il totale del numero di azioni emesse dalla società di Cupertino porta la capitalizzazione di Borsa della Mela a 657,9 miliardi di dollari (circa €503 miliardi al cambio a 1,3 dollari). Molto più dei 580 miliardi di dollari di Piazza Affari. E circa sei volte i 115 miliardi della Borsa di Dublino, oltre 10 volte il listino del Portogallo (62).

Questi dati (fonte Sole24 Ore) sono inquietanti perchè dimostrano quanto la globalizzazione abbia creato aziende globali dalle dimensioni gigantesche, con fatturati e capitalizzazioni superiori alla maggior parte degli Stati del pianeta. Queste aziende (per carità nulla contro Apple – anzi… – la cito solo come esempio) hanno i capitali necessari per costringere gli Stati a adottare  misure a loro favorevoli, indirizzandone le economie attraverso “il mercato”. Non ci sono prove che lo facciano, individualmente o come lobby, ma i recenti esempi dettati dalla crisi finanziaria fanno pensare che il cosiddetto “mercato lo faccia eccome, prendendo in ostaggio le democrazie, asservendole alla logica del profitto.

Quello stesso mercato che poi penalizza l’azione della Apple (visto che li abbiamo usati come esempio con loro dobbiamo continuare per arrivare al punto, ma potremo fare lo stesso discorso per mille altri brand) perché ha venduto “solo” 5 milioni di iPhone 5, mentre gli analisti avevano previsto arrivassero a 6… Capite la logica di tutto questo? Il “mercato” domina il mondo, scommettendo sul futuro di aziende e interi Paesi, dando i “voti” a come si comportano le popolazioni del pianeta, punendole se non sia adattano ai criteri scelti (vedi Grecia…), totalmente disinteressate dai risvolti sociali delle loro scelte, dalla distruzione culturale che stanno provocando e della miseria che portano con loro.

Ma chi è “il mercato? Sono proprio le aziende di cui sopra: organizzazioni megalitiche con disponibilità economiche straordinarie e interessi globali. Le organizzazioni internazionali non hanno il potere o la giurisdizione per contrastarne i voleri, ma abbiamo per fortuna uno strumento che li può contrastare e, se necessario, colpire (come dimostra il tentativo di controllo attraverso la regolamentazione che cercano di attuare in tutti i modi): internet.

Così mentre la gente fa la fila per compare nuovi iPhone 5, ci sono altri che organizzano in rete la protesta, nel tentativo di riportare gli esseri umani, con i loro bisogni e i loro diritti inalienabili al centro della nostra civiltà, liberando la democrazia dalla schiavitù in cui è costretta. Nonostante il blackout totale che è stato deciso dai media  ufficiali che trattano delle tette della prossima Regina inglese o del povero calunniatore professionista che viene condannato dai giudici cattivi, nel patetico tentativo di distrarre l’opinione pubblica, la gente si organizza e lotta contro la tirannia in tutto il mondo: dal Cile alla Grecia, alla Spagna, il Portogallo, il Canada e gli USA. Teniamo le orecchie dritte: la rivoluzione non sarà trasmessa in televisione.

Annunci

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti

Atene brucia, Madrid protesta e a Roma piove

Stamattina, mentre il Parlamento greco approvava le misure economiche imposte dall’Unione Europe e i mercati già ricominciavano a parlare di rischio default…

e a Madrid il popolo di Spagna non resta a guardare scende in piazza, si organizza, grazie anche ai social network la rivolta è in diretta. La manifestazione ha preso spunto da “Occupy Wall Street” divenendo “Occupa il Congresso”, cambiato poi in “Circonda il Congresso” su invito dei sindacati e del Partito Popolare per motivi di ordine pubblico.

La folla vuole le dimissioni del premier Rajoy, gli indignados sono contro il taglio delle tredicesime, i tagli all’istruzione e alla sanità. Tutto si svolge pacificamente, il coordinamento 25-S ha utilizzato i social media per diffondere il messaggio, inoltre ha diffuso, nei giorni precedenti, un manuale di “resistenza pacifica”, indicando commissariati di zona e gli avvocati a cui rivolgersi in caso di scontri e fermi.

Schierati 1350 agenti, una doppia rete metallica divide la gente dalla polizia in tenuta antisommossa e da poliziotti a cavallo, mentre gli elicotteri sorvegliano la situazione dall’alto. Intorno alle 19 qualcosa va storto un paio di gruppi si distaccano provando a superare le barriere di protezione, inizia il lancio di oggetti La polizia carica e, come succede in questi casi, la situazione degenera: teste spaccate, ragazze, ragazzi e anziani pestati a sangue.

La posta in gioco è molto alta, non esistono colori politici, non esistono etichette sociali o differenze di età, la Spagna è tutta in piazza Nettuno a Madrid. La leggenda, racconta di un membro delle forze dell’ordine che si toglie il casco e si unisce ai manifestanti urlando “por mis hijos” (per i miei figli). Il bilancio finale sarà di 28 arresti e 64 feriti. Ma la Spagna questa volta non si ferma e l’appuntamento è per le 19 di oggi.

, , , , , , , , , ,

1 Commento

il vento del cambiamento è arrivato anche in Spagna

In questa foto ripresa da El Pais, Alejandro, 19 anni, cambia il nome della Piazza del Consiglio a Piazza del 15 maggio. A Valencia, come in Egitto, Tunisia, Libia e Siria il vento sta cambiando. A presto sui nostri schermi… Il futuro è nell’aria

, , , , , , , ,

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: