Articoli con tag strage

QUANTO PUZZA PARIGI…

1La strage di Parigi è di per se una tragedia e lo è ancora di più perché vi sono rimasti assassinati dei disegnatori satirici, proseliti di un’arte antichissima per commentare la società, che attraverso lo sberleffo stigmatizza la storia, racconta la vita di noi tutti, attribuendo potenza al ridicolo.

Il Re è nudo!

Voilà.

Lo facevano a 360 gradi, senza guardare un faccia a nessuno, neanche a Dio, ma non voglio entrare in questo spigoloso aspetto della libertà. Che valga la frase attribuita a Voltaire: “non condivido quello che dici, ma difenderò fino alla morte per il tuo diritto a dirlo”.

E’ stata una strage: 12 persone trucidate con ancora la matita fumante in mano, mentre erano in riunione di redazione per stabilire le cose da fare, gli argomenti da trattare. Erano tutti li e non è stato un caso che gli esecutori della strage abbiano scelto proprio quel momento. E’ così che hanno potuto uccidere non solo il Direttore, ma anche tutti i suoi collaboratori, chiamandoli per nome, facendo l’appello, dividendo gli uomini dalle donne, eseguendo una sentenza folle, che fa raggelare il sangue per la brutalità delle azioni e del pensiero di chiaro stampo fascista che le sottendono: quello che non segue la linea, il pensiero dominante, deve essere eliminato.

Non è un caso che anche la rete di hacker che si cela dietro lo pseudonimo di Anonymous abbia promesso guerra agli autori di questo crimine che è un chiaro attentato contro la libertà di espressione, che è alla base della cultura della nostra civiltà.

C’è una gran puzza di fascismo, ma non è il solo odore nauseante che arriva da Parigi. C’è una gran puzza di merda che ti assale ascoltando i commenti sulle televisioni e su internet. L’abbiamo sentita tutti: dagli integralisti di ogni stampo che condannano ufficialmente, ma… “in fondo, però, se la sono cercata” “avevano offeso i principi religiosi”, dai “complottisti” che analizzano i dettagli della foto in cui il poliziotto viene finito sul marciapiede, per provare che è stata una messa in scena, dagli xenofobi che vogliono restringere i limiti dell’immigrazione per fermare i terroristi, e ovviamente, dai fanatici fautori della Guerra Santa.

Ma c’è anche tanta puzza di bruciato in tutto questo.

Cominciamo dal “cui prodest”: a chi giova? Sicuramente alla causa dell’ISIS che ha dimostrato di poter eliminare i suoi nemici e Charbonnier era nella lista degli obiettivi primari. Conferisce credibilità alla minaccia.

Inoltre favorisce un clima di tensione e di irrigidimento delle misure di sicurezza, mettendo in allerta tutto il sistema e quindi può essere utilizzato come esca da chi rema in quella direzione. La scuola liberista di Friedman predicava che creare una condizione di precarietà favorisce l’adozione di misure straordinarie, che in nessun’altra situazione sarebbero accettate dalla popolazione. Lo abbiamo già visto in passato, dall’11 settembre in poi in maniera particolare.

Infine ci sono cose strane: la carta d’identità di uno dei 2 presunti fratelli latitanti lasciata in bella vista nella macchina usata per la fuga e poi abbandonata per strada è quantomeno comica, degna di quel fantozziano brigatista infiltrato che dimenticò il borsello con i documenti e le chiavi del covo. Ricorda anche le carte d’identità degli attentatori di Al Qaeda, che sopravvissero all’esplosione ed al rogo degli aerei delle Torri Gemelle.

E cosa è successo con il complice di 18 anni che si è presentato in Questura spontaneamente, dimostrando di essere stato a scuola, alla periferia di Parigi, nel momento in cui i fatti avvenivano al centro? I media hanno indubbiamente contribuito a gonfiare la storia, sfruttando la giovane età del sospetto, ma resta comunque un clamoroso abbaglio. Chi era quindi il terzo del commando? Non ci sono notizie a riguardo…

Sembra infine che siano passati 25-30 minuti per compiere la strage e fuggire. Un eternità se si considera che la strada è al centro di Parigi, dove la polizia può sopraggiungere in pochi minuti. Anche perché, immagino che la gente del quartiere avrà chiamato subito la polizia sentendo gli spari. In molti hanno filmato dalle finestre, riprendendo due uomini totalmente in nero, incappucciati e con i guanti, che sparavano per strada con dei kalashnikov urlando chiaramente che “Allah è grande”.

Annunci

, , , , , , , , ,

Lascia un commento

ed ecco l’allarme terrorismo…

Adesso arriva l’allarme.

Dopo “una fase anche se breve di minore attivismo, stanno facendo un salto di qualità” e c’e’ da aspettarsi “una graduale ripresa dell’offensiva delle sigle Fai con attacchi a obiettivi indicati nei recenti documenti” ha dichiarato il generale Giorgio Piccirillo, direttore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI), in un’audizione in Commissione affari costituzionali alla Camera. “I circuiti di ispirazione brigatista hanno salutato con favore” l’agguato a Adinolfi, ha sottolineato il direttore dell’Aisi: “Velleitari progetti di abbattere il sistema continuano ad animare esigui settori del marxismo leninismo rivoluzionario e le dichiarazioni rese nel corso del processo dai brigatisti arrestati nel 2007 dimostrano quale partecipazione ci sia ancora dal punto di vista ideologico”.

Sempre oggi, a margine delle celebrazioni commemorative di Falcone e Borsellino, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha dichiarato: “che la criminalità organizzata possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza di stampo stragista e terroristico, non possiamo escluderlo. La mafia, Cosa Nostra e le altre espressioni della criminalità organizzata rimangono ancora un problema grave della società italiana, e dunque della democrazia italiana”.

E’ un po’ che lo scrivo sia per il neo-brigatismo del FAI sia per lo strano attentato di Brindisi e dopo le autorevoli conferme giunte oggi, continuo a ripeterlo: in questo contingenza finanziaria che forza il Paese a fare scelte importanti per il proprio futuro, una strategia della tensione può far gioco solo a chi vuol far passare leggi impopolari o “speciali”.

Mi tornano in mente le 10 strategie della manipolazione delle masse esposte da Noam Chomski, specie la 2 (Si crea un problema, una ‘situazione’ prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desidera far accettare. Ad esempio si possono lasciar dilagar la violenza urbana e i disordini sociali, oppure creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici) e la 4 (Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento): occhi aperti, tutti quanti, please!

, , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

La strage di Brindisi

E’ stato un attentato vigliacco quello di Brindisi, di quelli che vogliono la strage, che colpiscono nel mucchio per fare rumore sui media, perchè scioccano le coscienze per la brutalità e la crudeltà del fine apparente. Se penso al passato non posso che trovare analogie in due categorie di terrorismo:

In Italia vengono ovviamente alla mente quelli perpetrati a Piazza Fontana, dove gente innocente fu dilaniata dall’esplosione mentre era in banca, il treno Italicus o Piazza della Loggia a Brescia dove stragi si sono compiute da misteriosi esecutori, che rimangono ancora oggi nell’anonimato, impuniti. Anche la mafia fece atti assimilabili, a Via dei Georgofili ad esempio, ma sono poco propenso a credere ad un attentato mafioso perchè non credo che bruciare delle ragazzine sia nello stile degli Uomini d’Onore locali o aiuti in popolarità eventuali frange violente emergenti.

Anche l’ordigno usato è strano: tre bombole di GPL, volgari, ma micidiali esplosivi, facilmente reperibili sul mercato, specialmente al Sud Italia, dove però la mafia usa il tritolo che è più facile e micidiale. E’ stato attivato non da un dispositivo a tempo, ma a distanza, da un telecomando o un cellulare, il che dimostra conoscenze tecniche sofisticate nell’armare la bomba. Il killer era presente al momento dell’esplosione e pare sia stato ripreso anche da telecamere di servizio, ha scelto il momento per scatenare l’inferno, per poi allontanarsi. Si parla di un ex militare dell’Aereonautica (il che spiegherebbe la dimestichezza a trattare gli esplosivi), ma questo è tutto quello che gli investigatori fanno trapelare.

Gli unici altri atti capaci di ricordarmi in ferocia e brutalità quello che è stato commesso a Brindisi sono le azioni di Al Qaeda, in cui il disprezzo per la vita delle vittime ignare ed innocenti è lo stesso. Tuttavia l’ipotesi di un attentato islamico mi pare istintivamente poco percorribile .

Mi auguro che l’infame che ha fatto esplodere la bomba davanti alla scuola, sia un folle e che, dopo averlo catturato ed assicurato alla giustizia, tutta questa vicenda ci porti a riflettere sull’alienazione che questa nostra società può generare, perchè non credo sarebbe tollerabile se dovessimo trovarci di fronte ad un altra strage fascista, mafiosa o di Stato.

L’avevo scritto commentando l’attentato di Genova, che nella sua opposta diversità era il sintomo del pericolo, dell’elettricità che si respira in Italia: occhi aperti, please.

, , , ,

1 Commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: