Articoli con tag Tremonti

è ora di fare piazza pulita

Dopo qualche giorno comincio a crederci davvero: Berlusconi ha finito di governare l’Italia. I caroselli, la festa spontanea della piazza, il lancio di monetine in perfetto stile Craxi (anche se molto meno violento di quanto successe a Bettino, ma simbolico proprio per quello che accadde a Craxi davanti all’hotel Raphael), l’ex-Premier che esce dalla porta secondaria per evitare la folla che lo insultava: è successo davvero, tanto che Berlusconi diffonde messaggi video dal suo rifugio, in perfetto stile Al-Qaeda, avvertendo di non essersi arreso e minacciando di raddoppiare gli sforzi…

… e poi la patetica manifestazione degli “indignados” del PDL, in giacca e cravatta e pelliccia per le signore… insomma dopo una vita, passata a fare i suoi interessi, il signore di Arcore ha dovuto suo malgrado “fare un passo indietro”, che è stato da lui stesso spiegato con l’ammissione che lo ha fatto “per il bene del Paese e degli italiani”. Erano anni che glielo chiedevamo e lui ha deciso proprio adesso che stiamo veramente a pezzi, pronti a fare la fine della Grecia e cioè ad essere costretti a pagare interessi per tutta la vita… (aspettate un attimo… ma non è quello che noi italiani facciamo da sempre per ripagare il debito pubblico che la Democrazia Cristiana prima ed il Partito Socialista di Craxi poi hanno gentilmente aperto per tutte le generazioni future? Qual’è la differenza? Semplice: se prima pagavamo interessi tutta la vita al governo italiano, se facciamo come la Grecia saremo costretti a pagare interessi per tutta la vita alla Germania e agli altri Paesi che ci presterebbero i soldi…).

Sono infatti convinto che a Berlusconi questa vicenda lo ha seccato enormemente perchè non lo hanno fatto fuori i Bersani o i Di Pietro della situazione (figuriamoci…), ma l’Europa, con la Merkel e Sarkozy in testa, con la benedizione di Obama, che ha già definito positivo il cambio di governo in Italia. E’ quindi stata una faida interna alla destra europea, che ha sfruttato l’indignazione e la rabbia del popolo italiano contro una classe di nani e ballerine (e zoccole) che tra perversioni, droga, furti e malavita, incompetenza ed ignoranza non sono mai stati in grado di gestire un Paese, dividendolo, dilaniandolo tra mille polemiche, squilli secessionisti, idiozie razziste, ladrocinio e villania. Di fronte ala leva economica dei mercati, sono crollati come carte al vento, facendo impallidire dalla vergogna anche lo stesso Tremonti.

Guardatevi il video di Scillipoti che parla dopo le dimissioni di Berlusconi

Ve lo dico: adesso è ora di fare pazza pulita di questa gente. Se davvero crediamo di poter far risorgere il nostro Paese, la classe eletta con Berlusconi deve sparire, per non continuare a coprire di ridicolo l’Italia e danneggiare gravemente il futuro nostro e dei nostri figli.

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I misteri dei pirati di Antigua

Stasera sarà interessante guardare Report, che tornerà ad occuparsi dell'”affaire” Antigua che tanto aveva innervosito il Premier. Come anticipato da La Repubblica, ci sarebbero testimoni che dichiarano in video la partecipazione di Berlusconi ad un’operazione di sfruttamento immobiliare sull’isola, resa possibile dall’azzeramento dei crediti dello Stato Italiano nei confronti dell’isola caraibica.

La cosa è venuta fuori dalle dichiarazioni dell’architetto personale di Berlusconi ed amico dei due (Nosotti e Rivolta) che avevano dato inizio all’operazione immobiliare ad Antigua: “loro me lo avevano accennato dicendo che se risolviamo i problemi del Governo di Antigua con la SACE avremo le porte spalancate per concludere l’operazione”. In effetti fu poi Berlusconi a risolvere i problemi. La SACE è l’azienda del Ministero del Tesoro che paga in anticipo le imprese italiane quando i governi esteri non saldano le fatture per poi rivalersi successivamente sugli stessi governi. A Natale del 2004 avvenne una sorta di scambio di regali: la SACE accettò di ricevere da Antigua €11.3 milioni al posto degli €84.5 a cui aveva diritto e già pagati anticipatamente alle imprese, accettando quindi di portare al Tesoro un debito di €73.2 milioni. Dopo pochi mesi l’affare immobiliare decolla.

Nell’ambito di un’indagine sulla Banca Arner, l’istituto svizzero in cui Berlusconi ha i suoi conti personali, la cui filiale italiana è finita in amministrazione straordinaria per vicende di riciclaggio, la Banca d’Italia e la Procura di Milano hanno già appurato che dai conti del Premier sono arrivati sui depositi della società che gestiva l’affare di Antigua bonifici per €22 milioni per finanziare l’acquisto dei terreni e la costruzione delle ville. Soldi importanti a cui si era aggiunta una fideiussione personale di Berlusconi a Rivolta per ulteriori €10 milioni.

Preso dal corrompere mezzo Parlamento per assicurarsi la fiducia nei prossimi giorni, Berlusconi non ha commentato le anticipazioni, ma è di queste ore la notizia di un esposto all’AGCOM , l’Agenzia di Controlo sulle Comunicazioni, depositato il 2/12 scorso da parte di Giulio Tremonti, il Ministro dell’Economia, che chiede sanzioni contro la trasmissione della Gabanelli…

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Frenesia e nervosismi di una crisi di governo

Berlusconi è improvvisamente silenzioso. Fissata la data di discussione parlamentare sulla fiducia/sfiducia per il 14 dicembre (curiosamente il giorno prima del pronunciamento della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del “legittimo impedimento”), si discute del Patto di Stabilità, come adesso si chiama la Finanziaria, ma non credo che il Presidente del Consiglio sia impegnato per dare supporto a Tremonti in questi giorni. A questo pensano Ministri e Sottosegretari che tramano e lottano per aumentare i fondi per la lotta contro la distrofia muscolare, ripristinare il bonus promesso alle nuove costruzioni che adottano un qualche criterio di eco-compatibilità o restituire i finanziamenti alla scuola parificata che erano stati inopinatamente tagliati in prima stesura.

Silvio è sotto pressione per ottenere la fiducia nell’unica maniera che conosce: comprando “onorevoli” rappresentanti alla Camera ed al Senato, come Giuseppe Angeli, nato ad Orsigna il 5 aprile 1931, residente in Argentina ed eletto alla Camera nella circoscrizione dell’America Latina nella lista “Per l’Italia nel mondo”, che ha lasciato Fini, ed è tornato nel Pdl da dove proveniva.

E Bossi? Improvvisamente sotto attacco da parte dell’opinione pubblica, dopo il coraggioso affondo di Roberto Saviano ha lasciato reagire in maniera scomposta il Ministro Maroni che si è indignato, aggredendo e minacciando per poi accorgersi del boomerang e chiedere allo scrittore di “deporre le armi”. Resta comunque la domanda: come mai un Ministro degli Interni fa finta di non sapere delle infiltrazioni della mafia in Lombardia? I dati sono nelle carte dei giudici, non sono opinioni: ne parlava anche Borsellino in uno delle sue ultime interviste in televisione e ci sono le registrazioni. Lui non ne sapeva niente? La Lega, che presidia il territorio, non se ne era mai accorta? Le dichiarazioni di Gianfranco Miglio sulla necessità di “costituzionalizzare” la mafia non sono anche queste scritte nero su bianco? o forse vogliono affermare che la mafia non esiste in Lombardia? Una brutta faccenda in cui Bossi è rimasto “nel cespuglio”, come suo costume ultimamente mentre i suoi alleati si auto-distruggono: prima Berlusconi e adesso Maroni…

Un ultima considerazione: riescono ad imbrigliare l’antimateria al Cern (!!), facendo ricordare a tutti il libro Angeli e Demoni di Dan Brown e Maria Stella Gelmini cerca i riflettori quasi fosse una sua vittoria, ma purtroppo per lei non se la fila nessuno (giustamente); arrestano Iovine, il pericoloso boss della Clan dei Casalesi di cui parla Saviano in Gomorra e Maroni ed Alfano si pavoneggiano cercando gloria ed onori sulle spalle dei magistrati e delle forze dell’ordine. Saviano, condannato a morte dai Casalesi, dichiara seccamente: “erano 14 anni che aspettavo questo momento“.

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Le ultime ore

Si contano le ore. Stando a quanto dice Bocchino, lunedì la compagine di governo di FLI darà le dimissioni in blocco dai rispettivi incarichi se il Presidente del Consiglio non si dimette, come richiesto da Fini, per farsi da parte e lasciar governare la destra italiana che concederebbe alla Lega qualche onore… Berlusconi, ferito nell’orgoglio, vuole dar guerra e le lancette dell’orologio continuano a ticchettare. Bossi, uscito dal cespuglio per confabulare con Fini, prepara le cose per “pilotare la crisi”, cioè salvaguardare al massimo gli interessi della Lega. Il ragionamento insomma sembra che sia facile: o si passa il cerino di guidare il Paese o si cerca una maniera di  continuare a governare e se questo comporta la defenestrazione di Berlusconi… magari ci si può pensare.

Il re è sempre più nudo e solo. Lo avete visto tutti schiumare di rabbia, mentre gira il nome di Tremonti come prossimo Presidente del Consiglio (in verità c’è molta fantasia, gira anche il nome di Maroni… un leghista alla guida dell’Italia…).

Il Senatore Ignazio La Russa, annuncia un atipico voto del Senato sulla fiducia al governo (visto che in Senato i numeri il PdL dovrebbe averli) e costringe quindi PD ed IdV a presentare una mozione di sfiducia, che si svolgerà martedì alla Camera dei Deputati; il giorno dopo che FLI promette di lasciare il governo, diventando quindi strumentale per formalizzare la crisi di governo nel caso Fini decida per la coerenza tra le parole ed i fatti o svelerebbe un patto di governo della destra post-berlusconiana nel caso, a sorpresa, la Camera votasse la fiducia al governo.

Infatti la prossima settimana è in calendario il voto per la Finanziaria o come la si chiama adesso: il Patto di Stabilità. Non si può andare all’esercizio provvisorio in attesa del prossimo governo, il Paese non può permetterselo. Un governo sfiduciato dal Parlamento ha il dovere di dimettersi e se questo sarà il verdetto del voto di fiducia, Berlusconi dovrà dimettersi, ma nessuno lo obbliga a farlo prima di far votare il Parlamento sulla legge che deve stabilizzare i conti del Paese, che traballa e scricchiola da tutte le parti.

E’ sceso in campo anche Napolitano, che ha chiesto una razionalizzazione dei tagli necessari al posto dei tagli orizzontali previsti dal Tremonti, cosa che ha fatto stizzire Gasparri che ha iniziato un’intollerabile polemica con il Quirinale. Gli ha risposto Enrico Letta:

“E’ intollerabile che in un momento di questo genere Gasparri si permetta di strumentalizzare le parole del Capo dello Stato. Ha ragione il presidente Napolitano, prosegue Letta, quando chiede di abbandonare le politiche basate sui tagli lineari e di fare delle scelte con chiare priorità. Piuttosto che abbandonarsi a sterili polemiche, il centrodestra accolga i rilievi del capo dello Stato e si preoccupi di far si che il ddl stabilità contenga le misure per rilanciare la crescita nel nostro paese, perchè al momento non raggiunge i suoi obiettivi ed è un provvedimento insufficiente”.

Sperare nel senso di responsabilità della compagine governativa nella gestione delle necessità del Paese anche in momenti di grave crisi politica è l’ultima spiaggia…

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Annunci ministeriali

Questo è quello che pubblica l’Ufficio Stampa del Ministero del Tesoro sul serissimo (e bellissimo) sito del ministero (come potete verificare). A cosa si riferiscano francamente non lo so, ma trovo che nel clima attuale l’annuncio possa essere visto come un mettere le mani avanti di Tremonti…

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Bondi e Zaia DEVONO dimettersi

Il Ministro (ancora per poco) Bondi è convinto che può succedere che la Domus dei Gladiatori di Pompei crolli, così come può succedere in qualsiasi siti archeologico in Italia e nel mondo. Lo ha affermato stasera da Floris, tra gli ululati del pubblico, senza neanche il pudore di assumersi la benchè minima responsabilità. E’ vero che lo stato in cui versa il patrimonio archeologico ed artistico in Italia ha antiche radici e non può assumersene lui la colpa, ma come Ministri dei Beni Culturali non può certo esimersi, svincolarsi dagli addebiti “gettandola in caciara”, come si dice a Roma. Di chi sarebbe la responsabilità di assicurare la buona conservazione dei beni archeologici? Cosa ha fatto lui per curare il degrado in cui versa il tesoro che i nostri antenati ci hanno tramandato? Cosa ha fatto lui per far capire al suo governo che ogni investimento in questo settore è un investimento fruttifero, perchè valorizza il potenziale di attrattiva dell’intero Paese? Cosa ha detto al Ministro Tremonti che gli confermava gli ulteriori tagli alla già ridicola somma destinata alle Belle Arti, invitandola a farsi un panino con la Divina Commedia?

Come già scrivevo qualche giorno fa, il Ministro Sandro Bondi deve dimettersi per manifesta incapacità a condurre il ruolo che ricopre. I suoi goffi tentativi odierni di svicolare, addossando la colpa a i suoi predecessori (e quindi a tutti e cioè a nessuno), oltre a dimostrare ancor di più la levatura morale dell’individuo confermano la necessità di privare al più presto il Ministro Bondi ed il Paese tutto di ulteriori sofferenze. La mozione di sfiducia promossa dall’IdV, che domani esporrà il Ministro Bondi al voto della Camera, si presta ad alleanze anomale che credo possano dare un’ulteriore colpo al precario equilibrio in cui trova il governo ed una dimostrazione di giustizia al Paese intero.

Se così non sarà, avrà ragione Zaia a chiamare scandalosa l’attenzione per il crollo della Domus dei Gladiatori:

“Quello che sta venendo fuori in queste ore per la Casa dei Gladiatori di Pompei è una porcheria. Stanno parlando di un finanziamento di 250 milioni di euro sull’unghia per rimettere le rovine in maniera ordinata. Ma noi veneti ne abbiamo le scatole piene” – ha dichiarato al Corriere Veneto il Governatore Luca Zaia. “Non sarà mica possibile vedere la gente con le carriole nuove che mette in sicurezza quel mucchio di rovinassi”.

dimostrando l’idiozia del personaggio, del partito che lo esprime e di questa imbarazzante classe dirigente, che conduce il Paese verso il baratro, salvo poi rendersi conto della figura meschina e clamorosa, rettificare all’ANSA:

“é indispensabile intervenire dopo il crollo nel sito archeologico campano. Pompei è parte del patrimonio culturale dell’umanità, ha enorme importanza anche per tutto il settore turistico. I soldi vanno messi anche lì, ma, con tutto il rispetto per Pompei  qui in Veneto abbiamo 500 mila persone rimaste sott’acqua. Credo che prima si debba pensare al Veneto”.

Sia chiaro: nessuno nega gli aiuti alle popolazioni venete, (anzi oggi Berlusconi e Bossi in visita alle zone alluvionate hanno annunciato aiuti sostanziosi e tempestivi… sempre che non facciano come a l’Aquila), ma fino a che non capiremo che la cultura è la particella vitale del nostro Paese, in grado di essere la nostra fortuna perchè nessuno al mondo può contare sul patrimonio che abbiamo, fino a che non capiremo che abbiamo bisogno della cultura per preservare il nostro stile di vita, il nostro essere italiani, che la dobbiamo valorizzare ma che quantomeno non la dobbiamo distruggere, faremo scempio del dono che ci è stati assegnato nei secoli e della possibilità di continuare a contribuire allo sviluppo dell’umanità.

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Non ci sono soldi?

Makkox

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Bondi deve dimettersi

I Ministri Bondi e Tremonti dovranno assumersi le proprie responsabilità davanti al mondo intero per il crollo della “Schola Armaturarum Juventis Pompeiani”, conosciuta dai turisti come la ‘Casa dei Gladiatori’, che richiamava l’attenzione dei visitatori anche per le pitture esposte esternamente dal momento. Costruita quasi duemila anni fa, nel 79 DC, prima della tragica eruzione del Vesuvio, la Domus era il punto di incontro e la palestra dei gladiatori ed ancora oggi si scorgevano gli incassi che contenevano le scaffalature con le armature che furono ritrovate nel corso delle opere di scavo. Sulle ante d’ingresso erano dipinti trofei di armi e rami di palma ed effigie di successi bellici mentre all’interno si trovavano numerosi emblemi militari. La decorazione persa nel crollo, infatti, richiamava il carattere militare dell’edificio: trofei di armi, foglie di palma, vittorie alate, candelabri con aquila e globi. Negli ultimi anni non era rientrata nei piani di restauri degli Scavi che hanno impegnato 79 milioni di euro in due anni, di cui il 90% per la tutela e la messa in sicurezza della città antica.

Insomma, la notizia del crollo, che fa in queste ore il giro del mondo, sottolinea come il nostro Paese non sia in grado neanche di gestire l’immenso patrimonio storico che i nostri avi ci hanno tramandato e su cui si basa oltre un terzo del fatturato italiano, tra turismo ed indotto. Un ulteriore colpo alla nostra reputazione planetaria ed un danno inestimabile al patrimonio artistico che grida vendetta. Le dimissioni del Ministro preposto alla salvaguardia delle nostre belle arti mi sembrerebbero il minimo ed è del tutto fuori posto lo “starnazzare” di Bondi sulla mancanza di fondi a cui attribuisce lo sfacelo perchè è compito del Ministro assicurare le risorse necessarie e se non è stato in grado vuol dire che non è in grado di fare il suo lavoro. E noi italiani non abbiamo bisogno di continuare a mantenere chi non è in grado neanche di fare quello per cui è pagato.

Su Tremonti un altro capitolo: far uscire il Paese dalla crisi non significa solo far tornare i conti, non vuol dire difendere gli interessi del sistema economico e finanziario (leggi bancario), ma anche tutelare le fondamenta del Paese. La responsabilità del disastro di Pompei è anche sua!

Per essere proattivi, ecco alcune proposte per cominciare a restituire la cura e la dignità che meritano i nostri Beni Artistici:

  • Decentramento della gestione amministrativa dei Musei di ogni ordine e grado ai Comuni ed alle Regioni
  • Trasformazione dei Musei di ogni ordine e grado in società di capitale con partecipazione maggioritaria dei Comuni e delle Regioni e la conseguente revisione della destinazione degli introiti derivanti dai biglietti di ingresso (attualmente al 100% incamerati dal Tesoro).
  • Detraibilità dei contributi finanziari effettuati dai privati per il miglioramento di infrastrutture o servizi nei Musei di ogni ordine e grado.

 

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