Articoli con tag società

Il nuovo Medio Evo

1Dopo la caduta delle ideologie, che hanno indubbiamente avuto effetti a volte devastanti, ma hanno avuto il merito di fare dei princìpi sociali il centro dell’evoluzione civile, credo si stia vivendo adesso un inevitabile nuovo Medio Evo.

Il vuoto lasciato dal pensiero ideologico è grande; è’ una voragine che si tenta di riempire con il mercato, il consumismo, seguendo un modello economico che offre sempre minori garanzie alla gente, creando incertezza sul futuro e ostacolando il pari accesso alle opportunità di sviluppo. Domina infatti da tanti, troppi anni una visione di convivenza sociale incentrata esclusivamente sul profitto.

Questo è un modello di società che funziona in maniera esagerata per il 6% della popolazione mondiale, che si divide il 50% delle risorse, lasciando al restante 94% della gente di sbranarsi per quel che rimane. Raramente nella storia si è vista maggiore disparità tra la qualità di vita delle persone: sia in senso geografico, guardando all’Africa tutta e a tante parti dell’Asia e del Sudamerica, che in senso sociale, con l’emarginazione e la povertà che si espandono a ritmi vertiginosi, dalle bidonville delle megalopoli del Terzo Mondo alle gelide strade di New York.

Il paragone con il Medio Evo mi appare quindi appropriato. Il regnante medievale era il padrone assoluto. Possedeva e quindi disponeva della terra, con tutto il lavoro e i frutti che ne derivavano. Vassalli, valvassori, signori e aristocratici in generale lo aiutavano in cambio dei suoi favori  lasciando il minimo per sopravvivere al resto della gente.

Per mantenere l’ordine si avvaleva di un esercito ben armato e spesso brutale che, quando non era impegnato al fronte, era usato per scopi civili.

La gente viveva una vita difficile, nella paura e nell’incertezza. Recentemente la famigerata scuola liberista di Chicago, ha teorizzato il ridurre la gente allo stato di paura e incertezza come una pratica utile alla produzione di legge di restrizione delle libertà civili e dei diritti acquisiti, perché nelle condizioni di stress la gente tende ad accettare cose che non accetterebbe mai altrimenti.

Certamente la quotidianità di oggi è immensamente più facile, grazie alla scienza ed alle sue applicazioni tecnologiche. Mangiamo meglio e viviamo di più e abbiamo accesso al sapere universale grazie a internet, ma questo è il miracolo della scienza, il frutto della nostra mente straordinaria e niente ha a che vedere con il modello sociale in cui viviamo.

Scendendo nel dettaglio, mi domando come possa essere accettabile giudicare il livello di vita in base al Prodotto Interno Lordo, che è semmai il livello di produzione di ricchezza, ma non tiene in considerazione cose fondamentali come il livello e la qualità dell’istruzione delle nuove generazioni, la puntualità della giustizia, la qualità delle cure mediche disponibili. L’indice sul prodotto interno lordo avrebbe una valenza solo se includesse misurazioni su questi punti e molte altre come il differenziale nella ridistribuzione delle ricchezze disponibili.

Il sistema finanziario globale è d’altronde totalmente scollegato dalla realtà produttiva e dalla gente. Impegnati a vendere il futuro profitto, guadagnando cifre da capogiro attraverso perversi meccanismi che in pochi capiscono davvero, cambiando il destino di intere popolazioni nel nome di qualche punto percentuale sulle valute, i nostri banchieri giocano un gioco degno dei migliori alchimisti, capaci di trasformare il piombo in oro, ma solo per il loro padrone e certamente non per il benessere della popolazione.

Senza scendere a compromessi con le teorie complottiste o il Nuovo Ordine Mondiale del Club Bilderberg, chiamate il nostro tempo come volete: un’oligarchia post-democratica o un nuovo Medio Evo, ma temo che sarà una lunga era buia per la stragrande maggioranza della gente. Essendo un inguaribile ottimista, mi auguro ci porti ad un nuovo Rinascimento o comunque verso un futuro migliore, anche se mi rendo conto che questo dipenderà da chi, prima o poi, riuscirà a riempire il vuoto lasciato dalle ideologie.

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vogliamo sapere quale sarà il futuro dell’Italia

Che 2012 ragazzi…

Facevo benzina a un distributore automatico dove un ragazzo dello Sri Lanka aiutava a fare rifornimento in cambio della mancia mentre si è fermato un’altra macchina dall’altro lato e il conducente, un uomo sui 50 anni, gli ha chiesto se poteva anticipargli €5 per fare benzina. Il ragazzo dello Sri Lanka gli ha detto di no e si è girato verso di me dicendo: “Tutti i giorni viene e fa €5 di benzina… ma dove ci va con €5?”. Non molto lontano, questo è sicuro, ma che tristezza… Il Paese è allo sfascio e la gente è ridotta alla fame. Basta girare e guardare quello che succede tutti i giorni: negozi che chiudono, migliaia di persone che chiedono la carità in mezzo alla strada e tanti altri che non la chiedono e vivono tra i cartoni o negli angoli delle stazioni.

La maggioranza della gente regge a fatica, mangiandosi i risparmi di una vita per sopravvivere, sperando che le cose migliorino in questo 2013 che sta arrivando, ma con pochissime speranze.

A gennaio ci martelleranno i timpani con programmi di risanamento del Paese, adesso che sta crollando, pezzo dopo pezzo, dalle scuole, alle aule di Giustizia, agli ospedali. Monti si vanterà di aver evitato la catastrofe, ammonendo che poteva andare peggio, che le banche italiane non sono fallite, e che l’Agenda del Professore è la strada migliore per risanare il Paese partendo dai suoi conti pubblici. Berlusconi starnazzerà oscenità e minacce in preda alla sua follia senile, litigando in diretta con tutti, mentre Maroni cercherà di spremerlo in cambio di un appoggio della Lega del dopo-Trota, che nessuno sa quanti avranno il fegato di votare. Bersani è stato preso alla sprovvista dalla discesa/salita in campo di Monti e, a botta calda, ha provato a protestare: “Ma come fa a guidare il governo in carica e presentarsi alle elezioni?” Poi evidentemente gli hanno spiegato che lo fanno tutti i Capo del Governo uscenti a tutte le elezioni, e Monti ha assicurato la nazione che lui è sobriamente super partes nelle “ridotte funzioni della straordinaria amministrazione”  e faziosamente pro Monti nel tempo libero. Bersani è in vantaggio ma non può farsi prendere alle spalle così! Tutti sanno che le banche italiane non sono fallite grazie ai miliardi che sono stati prelevati dalle tasche di quelli che pagano le tasse e che sono confluiti nelle casse degli Istituti di Credito che li hanno usati per ricomprarsi un po’ di quel debito pubblico che le banche estere non volevano più accollarsi. I mercati si sono tranquillizzati perchè lo spettro di un’insolvibilità del nostro Paese si è dissipato, ma i soldi che sono stati necessari per questo vengono dalla carne viva del popolo italiano oltre che dai tagli ai servizi civili e ai diritti sindacali. E’ questo il futuro che viene prospettato al Paese? Vogliamo parlare di programmi di sviluppo e non di contabilità per una volta? Qual’è il Piano Industriale, quello per i Beni Culturali, per la Scuola, la Sanità e la Giustizia, la lotta all’evasione e alla Mafia? Qual’è la visione del prossimo governo? Sono questi gli argomenti con cui parlare alla gente e non le farsesche beghe tra partiti o leader veri e presunti della politica italiana. Bersani: Monti non ha bisogno di schierarsi, perchè è l’unico con un’agenda chiara di quello che vogliono fare al Paese. Lo ha capito anche Casini che adesso fatica a vedersi sbiadire dietro al Professore che aveva tanto opportunisticamente invocato.

Personalmente ne ho le scatole piene di programmi finanziari e delle liste di provvedimenti, magari individualmente validi, ma che non hanno una visione complessiva, una strategia per uscire da questo stato di intollerabile degrado in cui versano le nostre vite ogni giorno dell’anno, Capodanno compreso.

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i Black Block sono nel governo!

Date uno sguardo a questo video…

Mercoledì 14 novembre, via Arenula, Roma. Nel filmato, realizzato con un videofonino da un piano alto, si vedono i ragazzi in corteo correre lungo la strada, dopo aver forzato il blocco della polizia all’altezza del Lungotevere dei Vallati. All’improvviso, dalle finestre del palazzo del ministero della Giustizia piovono lacrimogeni sulla folla in fuga. A giudicare dalla traiettoria, si tratterebbe di lacrimogeni a strappo: due sembrerebbero partire dal secondo piano sopra le stanze occupate dal ministro Paola Severino, il terzo dal tetto dell’edificio.

E’ qualcosa di mostruoso vedere dei lacrimogeni lanciati direttamente dalle finestre di un ministero verso la folla. Cioè: è proprio il governo che spara, fisicamente, nascosto e protetto nei suoi palazzi, contro i suoi cittadini. Insomma, quasi roba da Saddam.

Invece preferisco credere che siano stati un paio di cretini – qualche poliziotto con la zucca fuori posto, incapace di comprendere anche minimamente l’incredibile portata simbolica del suo gesto. Il che ripropone l’eterna questione che ci portiamo dietro da trenta o quarant’anni, cioè la presenza di black bloc – per usare la consueta formuletta – anche nelle istituzioni.

Quando un gruppo di scalmanati si stacca da un corteo per andare a spaccare una vetrina o ad assaltare una camionetta di poliziotti, è l’intero corteo che ne subisce le conseguenze, in termini di credibilità politica, e gli organizzatori sono costretti a prenderne le distanze con imbarazzo e decisione. Che il governo faccia qualcosa contro questo esempio di vigliaccheria e fascismo istituzionale così come le teste spaccate dei nostri ragazzi, disarmati, lo dubito.

In Italia dagli anni ’60 e ’70 e più recentemente con il G8 di Genova, Aldovrandi, Cucchi e mille altri, abbiamo una scuola di arroganza e violenza criminale che permea frange delle Forze dell’Ordine che non solo dobbiamo reprimere, ma dobbiamo impedire che si “esprimano” ancora. Che ne direste del numero identificativo di ogni agente sul proprio casco/giubotto per rendere riconoscibile l’individuo che si nasconde dietro l’uniforme?

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pronti?

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Occupy Wall Street: il manifesto

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buon compleanno Italia

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la rivoluzione verrà dalla Rete

Si è sempre detto che “sono i giovani a cambiare le cose, perché più invecchi e più hai da perdere” e dopo gli anni ’70 ho sempre pensato che è anche vero che i giovani sono più manipolabili. Oggi però, le cose sono diverse, perché esiste la Rete: ricordate gli stadi strapieni di ogni comizio di Obama nella sua campagna elettorale, le primavere arabe dello scorso anno che hanno rivoluzionato la geografia politica del Mediterraneo, le manifestazioni di Occupy Wall Street contro l’arrogante strapotere della finanza.

Sono i giovani che cambieranno il mondo? Me lo auguro vivamente, li osservo con attenzione perché il momento storico in cui viviamo è veramente triste e  qualsiasi cosa venga dalla gente, del mio Paese e da tutto il mondo, mi interessa per capire dove (e come) vogliamo andare avanti, mentre assistiamo al crollo verticale del capitalismo, ad un fallimento economico che, oltre che sociale, assomiglia per molti versi a quello a cui abbiamo già assistito anni fa con la caduta del comunismo. E cerco di dare una mano a chi si organizza per cercare di cambiare le cose, aggregando la gente, attraverso i social network o i blog (proprio come Nuda Verità), perché possiamo, vogliamo e abbiamo strumenti potenti per far sentire la nostra voce.

Occupy Wall Street è oramai un’organizzazione diffusa (guardate la mappa delle occupazioni che sono state fatte in tutto il mondo) che segue una precisa teoria, ha radicamenti internazionali che si riconoscono in un’organizzazione che si chiama Occupy Together e più viene contrastata duramente dalle forze di polizia nonostante il pacifismo dei partecipanti alle manifestazioni (è notizia recente la repressione violenta della polizia di Chicago subita dai manifestanti durante l’incontro il 2012 NATO Summit, il 19 maggio scorso), più cresce in termini di consensi ed iniziative.

Gli indignados spagnoli, i nostri studenti la scorsa primavera e il Movimento 5 Stelle in Italia, ognuno con le dovute e oggettive differenze, hanno qualcosa in comune perché nascono dallo stesso seme: forse i giovani cambieranno davvero il mondo, forse l’inizio è davvero vicino.

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la levitazione nello spazio

Mentre siamo affaccendati, nel bel mezzo di una crisi che sembra sempre di più un crollo del sistema finanziario che regola e dispone delle nostre vite da anni (troppi), ecco apparire su Il Sole 24 Ore una notizia che riporta tutto il contesto nel giusto scenario: due olandesi, geniali, hanno trovato la maniera di far fluttuare gli oggetti nell’aria, creando un modulo a levitazione magnetica dalle infinite applicazioni: arte, design, arredamento, illuminazione, progetti industriali…

Guardate questo video:

Non c’è settore in cui questo straordinario strumento non possa trovare applicazioni. Il Sole 24 Ore riporta che “i visitatori del Salone del Mobile di Milano, dove è stata presentata l’invenzione, passavano davanti alla lampada sospesa nel vuoto, tagliata in due fette fluttuanti nello spazio, e si fermavano abbacinati. Qualcuno toccava con timore la lampada, altri ritiravano il dito nel timore di prendere chissà quale mortale scossa” e nei negozi Nike a Miami e Las Vegas, una gigantesca scarpa da basket galleggia immota nello spazio, davanti ai clienti attoniti.

Nessun filo, nessun trucco, nessun inganno: Gerard e Angela Jensen hanno usato il principio antichissimo dell’attrazione e respingimento magnetico di due dispositivi, applicati a due oggetti, tenendoli a distanza costante per aria (tecnicamente si ottiene attraverso un raggio laser che parte da una base magnetica e colpisce il ricettore situato sul modulo fluttuante, mantenendolo sospeso in perfetto equilibrio, al livello di fluttuazione desiderata).

Il costo del dispositivo attuale, che può sostenere oggetti di medie dimensioni è (ma è sono in fase di realizzazione altri prodotti in grado di sostenere oggetti di dimensioni anche molto più grandi) di €500, offrendo una nuova tecnologia alla portata di tutti: provate ad immaginare in quanti settori potrà essere sfruttata, trasporto compreso se riescono ad applicarla a grandi oggetti.

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occupy Wall Street

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no TAV

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Un DREAM TEAM per Roma – riprendiamoci la politica

Si è formato un gruppo su Facebook che sostiene quanto segue:

Questa classe politica che non è in grado di governare il Paese, deve essere riformata, per il bene di noi tutti. Tuttavia è impensabile che i partiti (che sono e devono restare indispensabili in una democrazia) si riformino da soli, rinunciando non solo ai privilegi assurdi di cui godono, ma a potere ed al sistema di affari che purtroppo governa la nostra povera Italia da troppo tempo. L’unica soluzione è quindi riportare la politica alla base, coinvolgendo la gente in maniera diretta nei programmi e nella scelta dei candidati chiamati a rappresentare il popolo nella gestione della cosa pubblica. Organizzandosi possiamo cercare di cambiare davvero le cose. Cominciamo a vedere quanti si vogliono impegnare anche solo a scrivere, commentare, sostenere o far crescere questo gruppo.
Ogni commento, iniziativa, idea, candidatura sarà postata pubblicamente ed aperta al commento di tutti.
Per candidare le persone:
1) dovranno essere incensurate e senza procedimenti penali in corso,
2) dovranno essere competenti per il ruolo specifico a cui si candidano,
3) non dovranno avere la tessera di alcun partito,
4) non dovranno avere conflitti di interesse con il ruolo a cui si candidano,
5) dovranno vedere il ruolo pubblico come servizio civile per la comunità.
Non possiamo lasciare il nostro futuro nelle mani di una classe politica che ha dimostrato di non essere adeguata a gestire il Paese.
E’ ora di ripartire dal Paese reale.
RIPRENDIAMOCI LA POLITICA.

Se volete aderire cliccate qui per accedere al gruppo

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una risposta alle richieste sulla pensione

condivido e diffondo………

LO STATO chiede di aumentare l’età delle pensioni perché in EUROPA tutti lo fanno.

NOI CHIEDIAMO:

  • di arrestare tutti i politici corrotti, di allontanare dai pubblici uffici tutti quell  condannati in via definitiva perché in EUROPA tutti lo fanno, o si dimettono da soli per evitare imbarazzanti figure.
  • di dimezzare il numero di parlamentari perche’ in EUROPA nessun paese ha così’ tanti politici !!
  • di diminuire in modo drastico gli stipendi e i privilegi a parlamentari e senatori, perché in EUROPA nessuno guadagna come loro.
  • di poter esercitare il “mestiere” di politico al massimo per 2 legislature come in EUROPA tutti fanno !!
  • di mettere un tetto massimo all’importo delle pensioni erogate dallo Stato (anche retroattive), max.  5.000, 00 euro al mese di chiunque, politici e non, poiche’ in EUROPA nessuno percepisce 15/20 oppure 37.000,00 euro al mese di pensione come avviene in ITALIA

CARI MINISTRI

non ci paragonate alla GERMANIA dove non si pagano le autostrade, i libri di testo per le scuole sono a carico dello stato sino al 18° anno d’eta’, il 90 % degli asili e  nido sono aziendali e gratuiti e non ti chiedono 400/450 euro come gli asili statali italiani !!

O alla FRANCIA dove le donne possono evitare di andare a lavorare part time per racimolare qualche soldo indispensabile in famiglia e percepiscono dallo Stato un assegno di 500,00 euro al mese come casalinghe piu’ altri bonus in base al numero di figli, dove non si pagano le accise sui carburanti delle campagne di Napoleone, noi le paghiamo ancora per la guerra d’Abissinia!!

In tutta Europa: non esistono le badanti, il servizio sanitario si occupa degli anziani e dei disabili.

NOI CHIEDIAMO A VOI POLITICI che la smettiate di offendere la nostra intelligenza, il popolo italiano chiude 1 occhio, a volte 2, un orecchio e pure l’altro ma la corda che state tirando da troppo tempo si stà spezzando e chi semina vento, raccoglie tempesta…

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alla radice del problema…

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I timori di Sacconi

Il Ministro Sacconi teme che torni la violenza politica ed annuncia questi suoi timori in concomitanza con la manovra che vuole portare più facilità di licenziamento e l’innalzamento dell’età pensionabile per far fronte alle pressanti richieste di risanamento che giungono dall’Unione Europea. Ovviamente l’onda lunga degli scontri a Roma dei giorni scorsi consente anche di associare in maniera quasi subliminale quei fatti con i timori di una resurrezione delle Brigate Rosse, di Prima Linea, Ordine nuovo e tutti gli altri movimenti armati che sconvolsero il Paese negli anni ’60, ’70 e ’80 e questo è ovviamente scorretto; se non sul piano della lotta poltica, almeno su quello della comunicazione istituzionale perchè a parlare è un Ministro della nostra povera Repubblica.

Io che ero un adolescente negli anni ’70 e come (quasi) tutta la mia generazione credevo profondamente negli ideali del tempo, ricordo che la strategia usata dal potere fu esattamente la stessa: instillare la paura per far passare misure restrittive che in nessun altra maniera sarebbero state accettate. D’altronde questa strategia è scritta sui libri del liberismo ed ha avuto le più variegate applicazioni dal Cile, alla Polonia, all’Italia nel passato, e perfino agli Stati Uniti d’America (e con loro a tutto il mondo) in occasione dell’11 settembre 2001. Se non ci fosse stata la paura del terrorismo, avremo mai accettato le restrizioni alla libertà individuale che continuiamo a sopportare ancora oggi, oltre dieci anni dopo l’attacco alle Torri gemelle di New York.

Oggi, nel nostro piccolo (nel senso anche morale del termine) il Ministro Sacconi, teme per il risorgere del terrorismo proprio mentre vuole liberalizzare i licenziamenti invece di difendere i posti di lavoro, che sono sempre più precari a causa della crisi finanziaria (che sancisce il crollo del sistema capitalista), difendendo così il potere di spesa della popolazione e quindi del mercato italiano. Certo c’è la pressante richiesta dell’Unione Europea di riportare sotto controllo i conti di un Paese allo sbando, che non ha una politica di sviluppo e che ha affrontato la crisi senza fare proprio niente, confidando nella natura anomala del credito delle imprese (meno esposte che in altri Paesi con il sistema bancario, perchè ottenere dalle banche italiane è un vero e proprio problema e questo limita lo sviluppo, ma difende da un’esposizione debitoria eccessiva) e della gente italiana, di cui è proverbiale la propensione al risparmio (perchè è secolare la sfiducia popolare nelle capacità dei nostri governanti di creare le condizioni per un futuro sereno).

Il governo si assuma le sue responsabilità allora, senza evocare fantasmi (a proposito, ma perchè certi timori non li esterna il Ministro degli Interni, invece che quello dello Sviluppo Economico?). Se toccheranno il futuro della gente rendendo incerto il posto di lavoro e restringendo l’accesso alla pensione a chi ha versato contributi tutta la vita, non saranno le Brigate Rosse a reagire, ma la gente stessa, stufa di un precariato assurdo ed una distribuzione sempre più oligarchica della ricchezza prodotta dal Paese (che è sempre la terza economia dell’Unione Europa, ma ha un’evasione fiscale da nazione sottosviluppata ed una raccolta fiscale iniqua ed ingiustamente distribuita) a rivoltarsi.

Non faccia confusione Signor Ministro, i suoi timori sono forse giustificati, ma il terrorismo non c’entra proprio niente.

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io lo so perchè

Io lo so perchè la vita peggiora e lottare ogni giorno per avere ciò che avevamo, adesso non basta.

Io lo so perchè dentro gli ospedali di Stato c’è gente che muore per niente e gente che invece li lascia morire rubandoci sopra con il solo interesse di un sciacallo

Io lo so perchè a scuola si sbarca il lunario, odiando il momento di insegnare o imparare, aspettando soltanto una vita leggera, egoista, prevista ed inutile.

Io lo so perchè nessuno rispetta la legge, qualunque essa sia, fottendo il vicino, escludendo la gente, invece di unirla.

Io lo so perchè adesso che crolla tutto nessuno si prende la briga di fare qualcosa, annegando la propria coscienza tra i rifiuti e la mafia o sperando che il crollo si possa fermare per decreto divino.

Io lo so perchè ladri e papponi vengono eletti insieme a coloro che condannano in video senza poi fare niente, propinando alla gente in menù delle cose, decidendo se quello che esiste è accaduto davvero o è spazzato nell’angolo come polvere e basta.

Io lo so perchè si odia la gente che non ci somiglia, sfruttandola il giorno per punirla la notte, ripudiando il passato del nostro Paese e la sua civiltà.

Io lo so perchè ascolto una Chiesa corrotta, che decide per tutti nel bene e nel male, dimenticando quel dono di libero arbitrio che proprio il Signore ci volle donare.

Io lo so perchè il sogno di un mondo migliore e più giusto non è mai decollato e so anche che è adesso che conta, non il passato.

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Le immagini proibite del matrimonio reale

Oh noooooooooo… 😉

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25 aprile

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il sesso come scorciatoia per il benessere

Ricordo qualche tempo fa un’inchiesta de Le Iene sulle adolescenti che vendevano sesso ai compagni di scuola per comprarsi il vestito o le scarpe alla moda e confesso di aver liquidato rapidamente l’argomento nella convinzione si trattasse di “nicchie” ristrette di ragazzine dalla scarsa moralità, malate del consumismo più deleterio, quello che è in grado di sostituirsi ad ogni valore, come un falso idolo a cui tutto deve essere assoggettato. Poi l’altro giorno una mia cara amica mi ha confessato la preoccupazione per le confidenza della figlia quindicenne che le raccontava di compagne di classe che offrivano sesso orale per pochi spicci, competendo tra di loro per fare miseri guadagni, come se questo fosse la normalità, senza neanche averne il bisogno perchè si tratta di classi di una scuola privata, frequentata quindi dalle figlie di famiglie “benestanti”, in grado di pagare rette non proprio alla portata di tutti.

Mi sono incuriosito ed ho cominciato a parlarne con altri amici, scoprendo con tristezza che il fenomeno non è poi così circoscritto come credevo, poi stamattina, leggendo su Repubblica un articolo sulle proteste dei precari che si sono svolte ieri in tante città d’Italia, ho letto un commento che mi ha dato una chiave di lettura. Si trattava di una ragazza di quasi trenta anni, laureata e con un master post-laurea che non riusciva a trovare un lavoro neanche come segretaria, che ipotizzava come fosse molto più facile cercare una strada imitando il Grande Fratello, le veline e tutte quei modelli di donna che la televisione (privata ed in maniera minore anche la pubblica) danno ai nostri ragazzi. Ho fatto un giro sulla rete e mi sono imbattuto su frasi come: “sono troppo bella per lavorare”, “un lavoro è inutile cercarlo, quindi che studio a fare? ma a casa con i miei non ci voglio restare”, “che male c’è… mica uccido nessuno, anzi…”.

Infatti: che male c’è? E poi, anche guardando agli esempi della cronaca, una ragazza ha possibilità di trovare facilmente lavoro e fare carriera facendo sesso in maniera strumentale. Si diventa addirittura Ministro allargando le gambe, per non parlare dei soldi che piovono se sei un po’ zoccola. E cosa dovrebbero pensarne le ragazzine? Ruby non aveva 16 anni quando con il sesso è diventata ricchissima (senza parlare di adesso che ne ha 18 e guadagna in maniera esagerata tra interviste ed esclusive fotografiche…). Insomma tra i modelli televisivi proposti al pubblico, in cui più hai un bel culo e più diventi ricca, e gli esempi della classe dirigente del Paese, in cui la chiave del successo è legata alla propensione individuale a fare sesso, credo di aver individuato un altro danno che il berlusconismo ha portato al nostro Paese, invogliando le generazioni più giovani ad imitare conmportamenti altamente deleteri e fortemente pericolosi per la stabilità sociale.

Per carità non parlo di morale. Per come la vedo io ognuno può fare quello che vuole, sempre a patto che non leda la libertà di altri e non usi violenza, ma l’utilizzo della sessualità come strumento di guadagno anche per le più giovani (per le maggiorenni si tratta di… “mestiere”) mi spaventa perchè fa cadere ogni coinvolgimento emotivo e sentimentale, declassando il sesso da sublime momento di scambio emotivo a merce, minando alla radice le fondamenta dei rapporti futuri che queste generazioni avranno nella vita.

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la resa dell’Italia

E’ veramente difficile assistere allo sfacelo del nostro Paese. Ho passato una vita cercando di portare l’italianità nel mondo, fiero dei valori che il mondo riconosce alla nostra gente, dalla creatività geniale alla cultura del nostro stile di vita raffinato e amante della qualità, combattendo gli stereotipi che molte altre culture hanno voluto coltivare, sottolineando l’infedeltà opportunista, negli affari come in guerra, la superficialità effimera e il fastidio insopportabile per le regole del vivere comune con cui gli italiani vengono dipinti in molte parti del mondo. Deve essere un karma della mia generazione che ha creduto di poter cambiare il mondo e si è ritrovata ad essere strumento del più bieco conservatorismo, mascherato da lealtà atlantica ed attaccamento ai valori tradizionali, ma proprio non riesco ad accettare il destino che sembra incombere sul nostro Paese.

Svillaneggiato e deriso globalmente per gli atteggiamenti insopportabilmente ridicoli e meschini dei nostri leader (che fatica chiamarli così…), in preda da troppo tempo all’egoismo rozzo di orde barbariche che vedono solo nell’interesse personale il motivo di fare politica, questa nostra repubblica fondata sul sangue di chi ha lottato fino all’estremo sacrificio per farne una nazione, affonda miseramente nel disinteresse generale della gente, presa nella morsa di una crisi inesorabile che ne mina le fondamenta, chiudendo le piccole e medie imprese che sono sempre state il motore della nostra economia, e l’arrogante, distratta, imbarazzante inadeguatezza di una classe politica incapace di una visione del futuro e quindi di poter guidare il Paese, specialmente in un momento così difficile, quando è in ballo un cambiamento epocale della società mondiale.

Alle prese con al sfida per assicurare energia e quindi sviluppo al modello industriale moderno, la partita che si sta giocando è di importanza vitale. Si combattono guerre per assicurarsi l’acceso alle ultime risorse fossili disponibili, mentre la ricerca è chiamata a consolidare modelli di energia alternativa, sostenibili e diffusi, per non cadere dal degrado ambientale nel baratro della distruzione irreversibile dell’ecosistema, già fortemente compromesso dall’insostenibilità del modello attuale. Questo comporta modelli economici e finanziari nuovi, semplicemente perchè le nuove fonti sono ampiamente disponibili e non facilmente assoggettabili ai modelli distributivi tipici del capitalismo. Internet ha poi demolito le barriere d’accesso all’informazione, creando da una parte un mercato globale e dall’altra una capacità di crescita culturale diffusa come mai era successo all’umanità: gratuita ed accessibile, la rete è uno strumento talmente rivoluzionario che ogni tentativo di controllo si è sempre dimostrato vano, sollevando le masse contro il potere, garantendo una visibilità globale e quindi offrendo alla gente uno strumento possente per far sentire la propria voce.

Così, mentre si giocano partite fondamentali per il futuro dei nostri figli, noi discutiamo di prostitute minorenni, scandali da basso impero, affascinati da tette e culi, togliamo i fondi alla ricerca ed alle energie alternative per tornare al nucleare mentre tutti ne fuggono terrorizzati, permettiamo ad un sultano da fumetto di vincolare l’agenda del Paese ai suoi comodi ed alla tutela di interessi probabilmente illeciti e mafiosi ed assistiamo allo sfascio della cosa pubblica, dalla sanità alla giustizia, dalla scuola alla tutela del lavoro.

Il rischio temo sia grande: l’Italia potrebbe passare alla storia come un esperimento fallito di creare uno stato, che dopo solo 150 anni, si è disgregato a causa delle diversità e del disinteresse delle popolazioni per la cosa pubblica. GIà adesso assistiamo al ritorno di una colonizzazione che ha caratterizzato la nostra terra per secoli: i francesi, i tedeschi, gli inglesi, gli americani (ma in realtà chiunque voglia) stanno comprandosi le nostre aziende (anche quelle vitali come la Edison che produce l’energia di cui tanto abbiamo bisogno, che passa in mano francese), le banche, il turismo… forse riusciranno anche a migliorare la vita della gente ed a quel punto non credo che qualcuno obietterà più.

Permettetemi quindi di dire che di Ruby non ce ne frega una mazza; è per il danno che Berlusconi sta portando al Paese che siamo oltraggiati, offesi ed estremamente arrabbiati. Non si può assistere allo sfacelo del nostro Paese tacendo, perchè si accetta un destino di cui le generazioni future ci chiameranno a rispondere.

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Le ragioni del conflitto?

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